Una storia:
Domenica, 26 Dicembre un'onda anomala che i Geofisici chiamano "Tsunami" scatenata da un terremoto sottomarino lungo l'isola indonesiana di Sumatra, ha distrutto tutto ciò che si trovava sul suo cammino, radendo al suolo numerose cittadine sulle coste e negli atolli di molti Stati dell'Oceano Indiano Sud-occidentale.
Il movimento tellurgico che ha generato la scossa sottomarina e, di conseguenza il muro d'acqua che si è abbattuto sulle spiagge e nelle città è avvenuta all'1.59 ora italiana. L'Istituto Geologico degli stati Uniti ha misurato la forza del sisma quantificandola in 8,9 gradi della scala Richter ossia quasi il massimo.
E' un evento naturale di cui se ne serba storia come il quinto più forte dagli inizi del 1900 e certamente il più devastante ed intenso degli ultimi 40 anni.
L'epicentro del sisma è stato localizzato alle coordinate 3°30 Nord e 95°78 Est alla profondità di 10 Km.
Il terremoto ha generato onde di maremoto che viaggiavano in mare a velocità che hanno raggiunto gli 800 km./h (la velocità di un aereo di linea); arrivate in prossimità delle coste la velocità è diminuita ma l'altezza delle onde si è innalzata fino a quasi 10 metri, moltiplicando la propria forza devastatrice in maniera spaventosa e spazzando via ogni cosa si trovasse lungo il proprio raggio.
Venerdì, 31 Dicembre i bilanci delle vittime nei numerosissimi paesi colpiti si fa di ora in ora più catastrofico.
Ormai non ci sono più dubbi, si tratta di una ecatombe di proporzioni bibliche che ha mietuto, secondo le stime della mattinata, più di 125.000 vittime, quasi un terzo bambini, più di 5.000.000 di sfollati senza casa, né cibo, né acqua potabile, circa 5.000 turisti dispersi che, per una buona metà diventeranno vittime certe nelle prossime ore quando le possibilità di sopravvivenza diventeranno inverosimili ed il rischio di contagio da malattie diverrà altissimo.
Tutti i canali mondiali per gli aiuti umanitari sono attivati e si lavora per rimuovere i detriti e soccorrere i feriti che aumentano in maniera vertiginosa man mano che il tempo scorre.
Le decine di scosse di assestamento verificatesi dopo la catastrofe hanno messo in allarme tutti i paesi colpiti (India, Sri Lanka, Indonesia, Birmania, ecc.) generando crisi di panico collettivo e disordini nelle città ridotte a mucchi di macerie e di detriti gallegianti nell'acqua.
Secondo i Geofisici, il movimento tellurico ha spostato l'isola di Sumatra di circa trenta metri rispetto alla sua posizione originaria, ed ha riscritto la geografia di molti paesi rubando alla terra ferma chilometri quadrati di superficie oggi sommersa dal mare.
Si parla anche di uno spostamento, molto verosimile dell'asse terrestre per una scossa di dimensioni talmente grandi da aver investito persino la Tanzania e i paesi africani affacciati sull'Oceano Indiano.
Si scavano fosse comuni dove i cadaveri delle vittime vengono gettati e cosparsi di calce in attesa di essere arsi per debellare il rischio del propagarsi di malattie infettive mortali come il tifo, il colera, ecc. ecc.
Un 2004 da dimenticare da ogni punto di vista, il Diavolo balla su tutte le vite di questa terra....
Italiano - felice anno nuovo
Albanese - Vitin e Ri
Basco - urte berri on
Bretone - bloavezh mat
Catalano - feliç any nou
Croato - uspjesna Nova godina
Danese - godt nytår
Esperanto - felican novan jaron
Estone - õnnelikku uut aastat
Fiammingo - gelukkig Nieuwjaar
Finlandese - onnellista uutta vuotta
Francese - bonne année
Galiziano - próspero aninovo
Latino - annum faustum
Norvegese - godt nyttår
Occitano - bona annada
Olandese - een gelukkig nieuw jaar
Polacco - szczesliwego Nowego Roku
Portoghese - próspero ano novo
Portoghese Brasiliano - próspero ano novo
Spagnolo - próspero año nuevo
Svedese - gott nytt år
Tedesco - Gutes neues Jahr
Ungherese - boldog új évet
A S.
Quante notti e quanti giorni dovranno passare perchè io possa amarti?
Quante sere ad osservare le mie braccia tremare e le mie labbra concupire il buio per poterti toccare, per poter bramare un solo tuo bacio?
Quanti ostacoli, quante insidie, quanti tranelli, quante sofferenze dovrò patire ancora?
Quanto di tutto questo finirà per rodermi il cuore e quel pò di sangue che ancora serbo in me?
Laggiù, per strade senza fine, senza cartelli, senza ombra di nessun odore d'asfalto e di delusione,
in una terra bruciata dal sole, annebbiata dai miei sensi di colpa, mi permetterai di trovarti una volta soltanto?
Solamente per poterti dire del mio destino, e di quanto esso sia fuso in una follia materializzata.
Tutto il tuo sorriso è il mio sole,
perchè io non sono che un cervello che volatilizza nel cielo, e tu un occhio cieco di lacrime amare,
forse per me, forse solo per te stessa....
Ascoltami e cerca di comprendere,
cerca di osservare quanto sia grande e buia la mia cella
costrutto di sofferenza, e di altri sentimenti che fanno male.
Ma io ti Amo perchè il mio sole sorge ogni mattina,
e sul mio viso
il calore dei suoi raggi riscalda tutto ciò che penso e dico,
solo per te, solamente per il mio Sole della mattina....

As madmen, some hung head down
From a long dead tree
Some discuss, all at once
For no one to hear
Variations on emptiness
Great themes on vain glory
And as some go feral in strange performances
Dressing customs that are metaphors
Of your disease
Hungry eyes are looking for Me...Mephisto
Laughing, I feed you
With meaningless games, tricks and philosophies
Whose answers you would die for
In your hunger to believe
How it does amuse Me
And makes Me wonder
For how long that it was Mine
Because now it does really inflame Me
As if ignorance was my secret desire...Mephisto
I am an angel who dresses in red
Riding above you, etching fire rings
I have learned to fly
Don't you remember?
While you still have not come down
From your long-dead tree
I can teach you wonders if you give me your soul
Marvels and wild dreams can be yours
I can teach you how iron turns to gold
And how life can grow so old
But I am a demon who dresses in red
And I do not hope you will understand...Mephisto
M E P H I S T O
Un pazzo, con la testa
che penzola da alberi morti
altre parole, d'un tratto
non ascolto più nessuno
Variabili di disperazione
grande vanagloria
Come andare in vie sconosciute ad un'assurda velocità
dove le abitudini sono metafore
della vostra malattia
Occhi affamati mi stanno osservando... Mephisto
Rido, ed alimento
giochi, trucchi e filosofie insignificanti
per queste cose voi morireste
morireste per la vostra fede
come mi diverte
e mi rende felice
per tanto tempo la vostra fede è stata mia
e adesso vi infiamma
L'ignoranza è stata il mio desiderio segreto... Mephisto
sono un angelo che si nasconde nel colore rosso
volo su di voi, in anelli infuocati
Non vi ricordate?
Quando ancora non sarete scesi
dal vostro grande albero morto
posso insegnarvi ad essere felici se mi darete le vostre Anime
Splendidi e selvaggi sogni possono essere vostri
posso insegnarvi come il ferro diventa oro
e come la vita può diventare immortale
Io sono il demone che si nasconde nel colore rosso
e non spero che capiate...Mephisto
Mi si serrarono gli occhi e le tempie ricominciarono a pulsare come se fossero parte di un ritmico tambureggiare.
Ero madido di sudore, affannato, preso dalla consapevolezza di un incubo: un incubo reale che mi aveva sferzato, un contenitore dove probabilmente si era accumulato tutto quanto c'è di brutto in me, tutto il vuoto, la paura, la disperazione di un passato che stavo seppellendo ma che non voleva morire.
Quell'uomo non ero altro che io: era il me stesso che mi ricordava quanto fossi stato sospeso; la mia parodia, il mio non-sense senza controllo e senza tregua...
...Calmo...
...Devo stare...
...Calmo...
Dispnèa: respiro difficoltoso e coscienza di un aumentato sforzo respiratorio, sino alla vera e propria fame d'aria. La dispnèa si manifesta durante notevoli sforzi fisici o in condizioni patologiche. Spesso si accompagna a un'aumentata frequenza di atti respiratori; inoltre si possono associare cianosi, sudorazione profonda e agitazione psicomotoria. I meccanismi neurofisiologici della dispnèa non sono completamente noti; si pensa che alla base vi sia una iperattivazione abnorme del centro bulbare del respiro. Cause patologiche di dispnèa sono: affezioni cardiovascolari (stenosi mitralica, insufficienza cardiaca congestizia, ipertensione polmonare), o respiratorie (qualsiasi broncopneumopatia), o neurologiche; o anche anemie. Casi particolari sono l'ortopnea e la dispnèa parossistica notturna, tipica dei cardiopatici durante le ore notturne, per l'aumento del volume ematico dovuto al riassorbimento degli edemi declivi, formatisi lungo il giorno durante la stazione eretta.
...Calmo...
...
Dovevo ritrovare la pace che non era più mia.
Quella donna stava lentamente suggendomi tutta l'anima, sentivo che al suo cospetto tutto quanto avevo realizzato fino ad un momento prima si infrangeva e sbriciolava come se non fosse mai esistito. Ero un bambino che succhia il latte dalla mammella della madre e ne rimane intossicato.
Decisi di troncare quella storia, ma quando mi ritrovai solo con lei non ne abbe il coraggio e rimasi ancora più invischiato in quella tela di ragno putrescente che mi avvelenava di piacere e di incubi, anzi, di un incubo solo, sempre lo stesso, sempre a ripetersi:
l'uomo della prima volta, che io avevo battezzato come "l'Uomo Nero" per eccellenza, mi torturava ogni volta che chiudevo le pupille, mi scherniva e mi derideva, borbottava sempre le stesse parole, infliggeva alle mie cellule cerebrali un supplizio di cui dovevo assolutamente liberarmi.
Adesso capivo cosa intendeva H.P. Lovecraft quando si riferiva ai "Magri Notturni", creauture orripilanti e blasfeme che svolazzavano nella notte senza sogni dei bambini per depredarli dalle loro case e portarli ad altezze siderali inimmaginabili.
Il mio "Magro Notturno" aveva però un volto e un'anima ed ambiva ad una sola cosa: riportarmi in quello Stige di indifferenza e di non-coscienza che era stata la mia dimora fino a pochi mesi prima, ma come? In che modo potevo tornare ad essere un appeso senza procurami il dolore della perdita della donna che amavo e senza ricevere le frustate di rimembranze che il mio alter-ego mi lanciava senza pietà ?
...
Una notte a casa di lei capii finalmente come.
Lui mi parlò.
Mi svelò la maniera più rapida e meno dolorosa per disfarmi di ogni mio senso di appartenenza e di colpa.
...
Eravamo abbracciati.
Un abbraccio nel sonno, totale, preso da una perdizione latente che aveva martoriato i nostri sensi usando baci, carezze, parole dolci.
Quando lei mi disse, per l'ennesima volta: "Ti Amo", lo fece con un tono e con una maniera che mi erano ancora sconosciuti.
Lacrime rigavano il mio volto, sentivo il cuore sciogliersi, la mia pena aumentare.
La strinsi a me quanto più forte potessi, volevo sentirla un'altra volta mia, totalmnte e completamente mia; presi a navigare in quei capelli percorsi dalle increspature dell'oceano dei profumi, allungai le nocche delle mie dita su quegli occhi profondi che mi penetravano nell'anima, e in quelle curve di donna suadente che mi avevano reso schiavo di una Lussuria che non sentivo sporca, ma bensì deambulante e costantemente parte di me.
Amore, e tutti i suffisi che esso porta.
"Sia Maledetto chi un giorno ti disse: Amore..."
Io ero, allora il più disperato degli uomini, e il distinto signore di fronte a me, seduto compostamente, me lo ricordava maneggiando il suo bastone nero e lisciandosi i baffetti a punta.
"So perfettamente che la vuoi....Conosco i tuoi desideri...Tu non puoi...Tu sei mio..."
"Ma io...Io...Io la amo!"
"Sbagliato....Sbagliato mio giovane amico....Tu credi di amarla, ma lei è solo una catena per te, è solo un mezzo, un'interferenza che hai incrociato e che devi eliminare...A tutti i costi....A tutti i costi..."
"No...Non puoi farmi questo! Non puoi!" piangevo, ed anche se le pupille mi si muovevano vorticosamente nel sonno me ne rendevo conto.
"Certo che puoi....Devi solamente trovare in te la forza e la Volontà per farlo....Voglio dirti una cosa..."
"Che cosa?"
L'uomo stette zitto per un attimo, lancinandomi con quegli occhi di metallo fuso che penetrarono con violenza nella mia carne tumefatta dalla sofferenza.
"Lei non è che un essere senza peso. La prova tangibile, anche se folle che tu sei un uomo che è nato per cose più alte, più sottili, maggiormente piacevoli...Tu non sei un uomo, sei una macchina, niente altro che una macchina..."
"Una macchina" sussurrai io.
"Si una macchina, una macchina che mi deve tutto quanto prova e proverà ...Tu mi scacci dai tuoi pensieri, eppure devi sapere che non puoi nascondere la tua coscienza, non puoi farlo per il resto dei tuoi giorni....Io..." lo interruppi e mi misi ad urlare e a correre lungo le pareti di drappo rosso.
Sapevo allora che cosa dovevo fare e tutti i mezzi a mia disposizione per liberarmi di quel peso, di quella ingombrante figura che mi aveva stregato...
...
Oscurità , aria stagnante, letto disfatto, lampo di luce, OscuritÃ
Sangue
Sangue
Sangue
La Fine dei sogni, la fine del sogno....
TEARS IN THE RAIN
Hollow Cries and fading faces Searching all those empty places Alone in pain, alone in fear And rain washes away my final tear The words I suffered in decay Leave me no more room to stay The things you have said to me Are washed away, along with my memory We are all lost Like tears in the rain And the water from above kills the final flame Dreams I've dreamed and wishes ceased I feel the inner demon's pleased The wheel keeps turning endlessly I let the rain fall down on me The gentle water flowing down The collapsed soul that wants to drown This was my kingdom, now it's lost In the gentle rain, in that I trust We are all lost Like tears in the rain And the water from above kills the final flame

Seven deadly sins
Seven ways to win
Seven holy paths to hell
And your trip begins
Seven downward slopes
Seven bloodied hopes
Seven are your burning fires,
Seven your desires...
I am he the bornless one
The fallen angel watching you
Babylon, the scarlet whore
I'll infiltrate your gratitude
Don't you dare to save your son
Kill him now and save the young ones
Be the mother of a birth strangled babe
Be the devils own, Lucifer's my name
Moonchild - hear the mandrake scream
Open the seventh seal
Moonchild - You'll be mine soon child
Moonchild - take my hand tonight
I count the heads of those unborn
The accursed ones I'll find them all
If you die by your own hand
As a suicide you shall be damned
And if you try to save your soul
I will torment you - you shall not grow old
With every second and passing breath
You'll be so alone your soul will bleed to death
The twins they are exhausted, seven is the night
Gemini is rising as the red lips kiss to bite
Seven angels seven demons battle for his soul
When gabriel lies sleeping, this child was born to die
One more dies one more lives
One baby cries One mother grieves
For all the sins you will commit
You'll beg forgiveness and none I'll give
A web of fear shall be your coat
To clothe you in the night
A lucky escape for now young man
But I see you damned in endless night.
MOONCHILD
Sette peccati mortali
sette vie per vincere
sette sante parole per l'Inferno
e comincia il tuo viaggio
Sette pendii in discesa
sette speranze insanguinate
sette sono i fuochi che bruciano,
sette i tuoi desideri...
Io sono lui colui che è nato
dall'angelo caduto che vi osserva
e da Babylon, la donna scarlatta
mi infiltrerò nella tua gratitudine
Non cercare di salvare tuo figlio
Uccidilo adesso e risparmiane uno solo
Sii la madre di un bambino strangolato
Sii la culla del Diavolo, Lucifero è il mio nome
Figlio della Luna - ascolta il grido di Mandrake
Apri il settimo Sigillo
Figlio della Luna - sarai presto il mio bambino
Figlio della Luna - prendimi la mano
Adesso conto le teste dei non-nati
quelli accusati che io troverò
morti per tua mano
suicida sarai maledetto
e se proverai a salvare la tua anima
io ti tormenterò - ed in te non ci sarà che vecchia Volontà
ogni secondo sentirai alitare
sarai così solo, la tua anima sanguinerà fino alla morte
Gemelli esausti, sette è la notte
Gemini è tornato quando il bacio rosso morde le labbra
Sette angeli e sette demoni combattono per la sua anima
quando Gabriel mente e dorme, questo bambino è nato per morire
Un'altra morte,Un'altra vita
un bambino grida, una madre soffre
per tutti i peccati che commetterai
Cercherai il perdono e nessuno sarà disposto a dartelo
Una rete di paura sarà la tua copertura
la fortunata via d'uscita per un giovane uomo
e ti vedrò maledetto nella notte infinita.
Figlio della Luna - ascolta il grido di Mandrake
Apri il settimo Sigillo
Figlio della Luna - sarai presto il mio bambino
Figlio della Luna - prendimi la mano...
Secondo alcuni Babbo Natale (o se preferite Santa Claus) è stato inventato dalla Coca Cola.
Qualcun altro invece sostiene che sia esistito, ma che ora sia passato a miglior vita.
Le due tesi... a confronto!
Storia? Tradizione? Leggenda?
Il personaggio che ha ispirato Babbo Natale è San Nicola, un santo della tradizione europea che regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le finestre.
Quando poi gli immigrati tedeschi e olandesi andarono in America portarono con loro anche il ricordo di San Nicola e la tradizione che il santo distribuiva i regali durante la notte di Natale. In America il nome passò da Nikolaus a Santa Claus.
Durante gli anni l'aspetto di Babbo Natale cambiò e dai primi dell'800 questo personaggio venne ripreso anche da alcuni scrittori che gli aggiunsero una slitta trainata da renne. Nel 1860 un caricaturista americano Thomas Nast ridisegnò Babbo Natale dandogli, più o meno, il suo aspetto attuale: lo vestì con un mantello rosso bordato di pelliccia bianca e con una grossa cintura nera e indicò quella che divenne la sua residenza ufficiale: il Polo Nord.
Ma l'aspetto attuale deriva da una pubblicità della Coca Cola che prese questo personaggio e lo fece diventare lo sponsor della nota bevanda nel lontano 1931, rendendolo così famoso in tutto il mondo.
La nota multinazionale, infatti, decise di rilanciare l'immagine del vecchietto commissionando tale lavoro al pittore svedese-americano Haddon Sundblom.
Questo ispiratosi per il volto e la figura ad un suo amico camionista, soddisfò nel migliore dei modi le esigenze del committente anche col sostituire al tradizionale vestito verde del vecchio ed innocuo Santa Klaus, uno bianco e rosso: i colori della Coca-Cola.
Babbo Natale non esiste. Ecco le prove (secondo svariati blog che girano in rete).
Nessuna specie conosciuta di renna può volare.
Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto.
Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo.
Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu , Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni.
Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni.
Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.
Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest.
Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo.
Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:
1. trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta );
2. saltare giù dalla slitta;
3. scendere dal camino;
4. riempire le calze;
5. distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
6. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
7. risalire dal camino;
8. saltare sulla slitta;
9. decollare per la successiva destinazione.
Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km.
Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono.
Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h.
Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento:
assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso).
Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000.
Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate.
Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.
Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo.
In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche.
L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.
CONCLUSIONE: Babbo Natale c'era, ma ora è morto.![]()
La dimostrazione pseudo-scientifica è stata tratta da wikipedia.org
E allora....allergici al Natale
Navigando in rete esiste una vera e propria comunità virtuale anti-Natale, e neanche tanto piccola: sono davvero numerosi infatti i siti nati per protestare contro le feste comandate, ma soprattutto contro l'uso commerciale che ne viene fatto.
Il più conosciuto e visitato da tutti quelli che proprio non tollerano l'aspetto consumistico di questa festa (che fra l'altro rende tutti noi un po' più poveri) si chiama www.xmasresistance.org, un vero e proprio movimento di resistenza il cui grido di battaglia è piuttosto chiaro: boicotta il Natale! ![]()
A Natale dovrebbe ricorrere, a quanto dicono, la buona usanza di portare una dedica, un pensiero, uno spillo di desiderio verso qualcosa che ci è intimamente legato.
Siccome a me della pace nel mondo, del volersi bene, dell'amarsi a tutti i costi non credo, vorrei dedicare una canzone ad una storia dimenticata, sepolta e mistificata dagli eventi ufficiali che, con un colpo di spugna, hanno steso un velo silenzioso e di sangue, su un'ecatombe avvenuta subito dopo la costruzione dello Stato Italiano unitario, quindi nella seconda metà dell'ottocento.
Il mio pensiero và quindi alla mia terra, la Basilicata, ed a quella vicina e che sento altrettanto mia, la Calabria.
Questa canzone si intitola Libertà, o almeno a me così piace interpretartarla, fosse pure la libertà di pochi cafoni ignoranti contro i palazzi indorati del potere e del giogo coloniale.
A tutti i Briganti Martiri per la Libertà del Meridione d'Italia....
Amm' puggiato chitarre e tammure
pecchè sta musica s'edda cangià
simo Brigant' e facimme paura
e ca sch'uppetta vulimme cantà
e ca sch'uppetta vulimme cantà
E mo cantam' 'sta nova canzone
tutta la gente se l'ha da 'mparà
nun ce ne fott' do' re burbone
a terra è a nosta e nun s'ha da tuccà
a terra è a nosta e nun s'ha da tuccà
Tutt' e païse da Bas'l'cata
se so' scetat' e mo vonn' luttà
pure a Calabria mo s' è arravutat'
e 'stu nemic' o facimm' tremmà
e 'stu nemic' o facimm' tremmà
Chi ha vist' o lupo e s' è mise paur'
nun sape buon qual' è 'a ver'tà
o ver' lup' ca magn' e creatur'
è o piemuntese c'avimm' 'a caccià
è o piemuntese c'avimm' 'a caccià
Femm'na bell' ca dat' lu cor'
si 'lu Brigant' u vulit' salvà
nun ne cercat' scurdat'v' o nome
chi ce fa a guerra nun tien' a pietà
chi ce fa a guerra nun tien' a pietà
'Omm' s' nasc' brigant' s' mor'
ma fin' all'utm' avimm' a sparà
e se murim' menat' nu fior'
e 'na bestemmia pe' 'sta libertà
e 'na bestemmia pe' 'sta libertà
Traslate:
Abbiamo appoggiato chitarre e tamburi
perchè questa musica deve cambiare
siamo Briganti e facciamo paura
e con il fucile vogliamo cantare
e con il fucile vogliamo cantare
E adesso cantiamo questa nuova canzone
tutta la gente deve impararla
non ce ne fotte del Re borbone
La terra è nostra e non si deve toccare
La terra è nostra e non si deve toccare
Tutti i paesi della Basilicata
si sono svegliati e adesso vogliono lottare
pure la Calabria si è rivoltata
e questo nemico facciamo tremare
e questo nemico facciamo tremare
Chi ha visto il lupo e si è spaventato
non sa bene qual'è la verità
il vero lupo che mangia i bambini
è il piemontese che dobbiamo cacciare
è il piemontese che dobbiamo cacciare
Femmine belle che donate il cuore
se il Brigante volete salvare
non ci cercate, dimenticatene il nome
chi ci fa la guerra non ha pietà
chi ci fa guerra non ha pietà
uomini si nasce e Briganti si muore
ma fino all'ultimo dobbiamo sparare
e se morissimo buttate un fiore
e una bestemmia per questa Libertà
e una bestemmia per questa Libertà
Driving compulsion morbid thoughts come to mind
Sexual release buried deep inside
Complete control of a prized possession
To touch and fondle with no objection
Lonely souls an emptiness fullfilled
Physical pleasure and addictive thrill
An object of perverted reality
An obsession beyond your wildest dreams
Death loves final embrace
Your cool tenderness
Memories keep love alive
Memories will never die
The excitement of dissection is sweet
My skin crawls with orgasmic speed
A lifeless object for my subjection
An obsession beyond your imagination
Primitive instinct a passion for flesh
Primal feeding on the multitudes of death
Sadistic acts a love so true
Absorbingly masticating a part of you
Death loves final embrace
Your cool tenderness
Memories keep love alive
Memories will never die
I need a freind
Please be my companion
I don't want to be
Left alone with my sanity
Erotic sensations tingle my spine
A dead body lying next to mine
Smooth blue black lips
I start salivating as we kiss
Mine forever this sweet death
I cannot forget your soft breaths
Panting excitedly with my hands around your neck
Shades are drawn
No one can see
What I've done
What's become of me
Here I stand
Above all that's been true
How I love
How I love to kill you
213
Pensieri raccapriccianti di sofferenza tornano alla mente
Rilascio sessuale sepolto nelle profondità
Controllo completo di un segreto prezioso
per tastare freddamente
Anime solitarie vuote
Piacere fisico aggiunto ad emozioni
un oggetto della realtà pervertita
un'ossessione oltre la fine dei tuoi sogni
La Morte ti ama nel suo ultimo abbraccio
per la tua fredda perseveranza
Ricordi di amore che vive
Ricordi che non muoiono mai
L’eccitazione di squartare è dolce
I brividi sulla pelle mi provocano violenti orgasmi
Un oggetto che vive per la mia sottomissione
L’ossessione oltre ogni tua immaginazione
un istinto primitivo di passione per la carne
è il principale piatto in una moltitudine di morti
Gesti di sadismo d’amore così forte
quando assorbo parti masticate di te
La Morte ti ama nel suo ultimo abbraccio
per la tua fredda perseveranza
Ricordi di amore che vive
Ricordi che non muoiono mai
Voglio un amico
per favore sii il mio compagno
non voglio essere
lasciato solo con me stesso
Sensazioni erotiche fanno tremare la mia schiena
Un corpo morto disteso di fianco a me
lingua blu labbra nere
Sbavo mentre le bacio
è mia questa dolce morte
non posso dimenticarli i tuoi soffici respiri
che ansimano eccitati quando ti metto le mani attorno al collo
Le ombre se ne sono andate
nessuno può capire
che cosa ho dato
Che cosa c’è in me
Quando sto bene
aldilà di tutto quanto ho pensato fosse vero
Io adoro
Adoro ucciderti
JEFFREY LIONEL DAHMER - Il Cannibale di Milwakee
Jeffrey L. Dahmer nasce a Milwakee (Ohio) nel 1960 da madre casalinga e padre chimico, primogenito di due fratelli.
L'infanzia di quest'uomo aiuta a capire, in un certo qual senso, come certi fantasmi psicotici abbiano origine da cause attribuibili all'ipersensibilità infantile verso il clima familiare.
Jeffrey cresce con una madre affetta da disturbi psichici cronici tanto forti da condizionare anche la salute fisica della donna durante la gravidanza del primo e del secondo figlio, e con un un padre dedito all'alcool e alla compagnia di prostitute avendo con la moglie un rapporto difficile e litigioso, costringendo il piccolo Dahmer a scappare di casa durante i numerosi litigi tra i due, per rifugiarsi nei boschi.
La madre, in seguito separatasi dal marito, a seguito di una crisi nevrastenica un giorno abbandona Dahmer solo in casa per 48 ore senza né acqua, né cibo.
Jeffrey verrà ritrovato dal padre e preso sotto la sua custodia.
I primi sintomi di squilibrio nel bambino Dahmer si manifestano già all'età di dieci anni, quando, vittima di un abuso sessuale da parte di un vicino, comincia a partorire fantasie perverse di animali sventrati o imbottiti di esplosivo e fatti saltare in aria.
Jeffrey ci mette poco a mettere in pratica ciò che la sua mente infantile e crudele gli suggerisce, ed il padre si ritroverà una mattina a scoprire il piccolo a pestare un sacco di plastica contenente una volpe morta.
Ma oltre alle sevizie bestiali seppur rozze agli animali, Dahmer inizia a scoprire anche tanti altri strumenti di sofferenza che infligge a tutto ciò che si muova sotto i suoi occhi: mozza la testa ad un topo, squarta con un coltello un cane e lo inchioda ad un albero, ne taglia la testa e la trafigge con un paletto innalzandola a trofeo, disossa gatti e topi sbiancandone le ossa con l'acido e immergendone i resti di carne nell'alcool.
Raggiunta l'adolescenza sente forti e terribili i mostri che alitano nella sua psiche e che nella pubertà diventano demoni di perversione sessuale verso tutte le categorie di persone considerate diverse: omosessuali, negri, bambini, prostitute.
Cominciano i problemi legati all'alcoolismo di Dahmer che sempre più spesso viene colto da crisi di violenza e di panico, accompagnate da una morbosa ossessione verso la pornografia e le droghe.
Nel 1978 Jeffrey commette il suo primo delitto, il primo di altri 16 più due mai provati ma che egli stesso confessò in tribunale.
Accaldato è in giro con la sua macchina per le strade e raccoglie un autostoppista, tale Steve Hicks, che poi invita a fargli compagnia e a bere qualcosa a casa sua.
Nel suo appartamento Jeffrey parla e ride col giovane, bevono birra, arrivando agli effluvi e alle carezze, sino poi al rapporto sessuale vero e proprio.
Al momento di andare via Hicks viene aggredito da Dahmer che gli frantuma la testa con un paletto d'acciaio, poi, per sbarazzarsi del cadavere, decide di tagliarlo in tanti pezzetti e riporlo in sacchi di plastica per portarlo in una discarica.
Lungo la via viene fermato da una pattuglia di polizia che, chiedendogli motivo del fetore emanato dal portabagagli si trova davanti un uomo che dice di portare vecchio pattume a buttare.
Tornato a casa, Dahmer disintegra i poveri resti del corpo di Dicks con un martello pneumatico e li sparge per il bosco.
Dahmer si salva.
Dopo quest'episodio, l'uomo si iscrive all'università ma passa il suo tempo ad ubriacarsi nei bar ed in seguito si arruola nell'esercito, venendone espulso dopo poco per indisciplina, e costella la sua esistenza di piccoli reati e perversioni da operetta.
Si spoglia alla fiera del paese, si masturba in pubblico, tenta di adescare bambini per farli poi posare nudi e fotografarli, tenta di avere rapporti sessuali con loro, ruba manichini nei supermercati e poi ci si masturba sopra, sezionandoli alla fine.
Viene incarcerato e scarcerato di continuo, uscendo da una prigione ed entrando nei bar per gay a bere pesantemente.
L'ecatombe inizia una notte del 1987, quando, in un bar per omosessuali, Jeffrey adesca un ragazzo e gli offre da bere un cocktail con una forte dose di droga.
Il ragazzo Stephen Tuomi muore ed è proprio la fine dell'amante occasionale a far nascere ed infittire in Dahmer la passione libidinosa per il sesso e la necrofagia, trascinando il corpo sul letto della camera d'Hotel e violentandone i resti ripetutamente.
Dal 1988 sino al 1991 Dahmer uccide e sevizia altre 15 persone, per lo più gay e minori disadattati, infliggendo alle proprie vittime atrocità e mostruosità che lo hanno reso celebre in tutto il mondo per l'efferratezza e l'orrore profuso, prevaricando persino il più famoso assassino seriale d'America Ted Bundy.
Dahmer segue un rituale identico per tutte le sue vittime: le adesca in bar per omosessuali, le invita a casa ed offre loro drink contenenti droghe che stordiscono i malcapitati, poi abusa degli uomini semi incoscienti ammanettandoli e seviziandoli, li spoglia e somministra loro altra droga che li uccide; dopo che la morte è sopraggiunta inizia il vero e proprio rito: i cadaveri vengono penetrati da Dahmer in ogni loro orefizio, vengono scarificati della pelle ed appesi a ganci da mattatoio per essere sezionati e violentati nuovamente, le loro braccia e gambe vengono mozzate e sistemate in armadi e frigoriferi, i loro attributi sessuali fatti a pezzi con coltelli e mummuficati o conservati in frigorifero, le teste spiccate dal corpo e messe a bollire per ore, i teschi poi puliti in bidoni d'acido e dipinti alla maniera di modellini anatomici, il cuore, il fegato, il cervello tagliati, cucinati e mangiati come se fossero normalissime carni bovine, i resti, frutto degli avanzi del rituale, vengono messi nell'acido e le ossa usate per allestire altari composti da drappi di pelle umana.
Alcuni malcapitati, ancora in stato catatonico, vengono presi e riposti su un tavolaccio, poi viene loro perforato il cranio e riempito di acido o alcool per "farli vivere anche dopo morti".
La bagarre di possessione e di violenti orgasmi necrofagici viene interrotta nel luglio del 1991 quando due polizziotti notano un ragazzo nudo (Tracy Edwards) che corre in un cortile ammanettato e che, in evidente stato di shock racconta loro di essere stato aggredito da uno sconosciuto.
I polizziotti entrano al numero 213 della casa di Milwakee che da quando Dahmer è stato cacciato dalla nonna per il suo comportamento irresponsabile e psicolabile, è la sua dimora, e, inorriditi, dopo aver trovato sparse per casa centinaia e centinaia di foto di corpi straziati e sezionati oltre che a resti di intestino sulle scale, arrestano Dahmer.
La perquisizione che seguì alla casa dell'assassino fece inorridire mezzo mondo:
resti umani conservati in armadi, in cappelli, in frigorifero.
Ossa in vasche piene d'acido, teste mozzate in contenitori sotto vuoto, intestini appesi alle pareti, sangue raggrumato sui pavimenti, pentole e piatti imbrattati di resti organici, braccia e gambe in decomposizione in cucina, mani mozzate sotto il letto dell'assassino, fetore insopportabile dappertutto, ovunque, orrore e morte.
Al processo che ne seguì, Dahmer confessò di aver compiuto quella catena di orrori per impossessarsi completamente degli uomini che adescava, farli propri dandosi alla necrofilia e al cannibalismo, abbellire la propria casa appendendo resti umani e fotografie dei delitti commessi.
La giuria che doveva giudicare Jeffrey Dahmer venne cambiata tre volte per la crudezza dei particolari e per lo shock che ne conseguiva.
Alla fine, Jeffrey Dahmer venne condannato a 15 ergastoli, 957 anni di carcere, e venne condotto nella prigione del Wisconsin, dove il 28 Novembre 1994 vennne ammazzato a sprangate in testa da un assassino negro pazzo che lo uccise perchè "Dio me lo ha ordinato...".
L'aria satura di emozioni elettrizzava campi di perdizione costellati di baci, abbracci, ansimare, pregare per ricevere una carezza, un altro bacio, un altro spezzone di emozioni ritrovate....
...
Non poteva continuare quella storia.
Me ne accorgevo ad ogni giorno, ad ogni ora che passava.
Tutto era un circo informe che ruotava attorno ad un chiodo fisso: Lei...
La desideravo con ardore in ogni attimo che la intravedevo in biblioteca o al bar mentre sorseggiavo il caffè la mattina; e che gioia che era sentire i suoi capelli profumati attaccarsi alle mie labbra e intrecciarsi alla mia barba ispida!
Forse ero felice in quel periodo, forse ero solo illuso, coltivando una Fata Morgana di dimensioni gigantesche e con una strascico che io non sapevo quanto fosse lungo, ma il mio cervello, tutti i miei centri nervosi sembravano rifiutare quella figura flessibile che inarcava le tempie ad ogni passaggio davanti alle pupille.
Alla stessa maniera, quando eravam soli a casa sua, il mio cervello si scioglieva col mio corpo e tremolante, bramava più baci, più carezze, più calore, più emozioni.
Ero diventato una macchina che si muoveva su un percorso marcatamente irto di forti profumi e di effluvi senza fine.
Un intermezzo color porpora in una vita stracciata come fogli scarabocchiati di macchie grige, e fu in quel frangente, in tutto quel lasciarsi trasportare, in quella spirale di sesso e piacere e di amore, che un demone, una notte venne ad insediarsi e a farmi prendere coscienza di tutto quanto io ero diventato, di ciò che in quel momento ero, e di quanto avrei gioito di una vecchiaia tranquilla in pantofole e poltrone imbottite di stracci.
...
Lo ricordo nitidamente, quasi come se ci stessi interloquendo in questo preciso istante:
si muoveva in maniera elegante, quasi trascendendo da qualsiasi legge di gravità , con le spalle ampie e i capelli perfettamente sistemati in ogni loro parte.
'Chi siete?' borbottai tra me e me, ma l'uomo, girandosi con calma, sembrava già sapere tutto quanto gli avrei chiesto, e tutti i miei desideri erano racchiusi in quella retine ed in quei nervi ottici attorniati di un nero corvino che non avrei creduto possibile in nessun uomo.
'Nient'altro che un qualsiasi angelo...o diavolo....chiamami come ti pare...' rispose con voce metallica che tradiva un freno emotivo che non riuscivo a capire.
'Voi mi prendete in giro...Io non credo in queste cose....sono...sono....sciocchezze...ecco....solo sciocchezze....'
'Ah no?' Sghignazzò l'uomo sorridendo e mettendo a nudo i denti da macina di ferro, 'allora mi spiegherai come mai l'hai sempre sperato che venisse anche per te un angelo, o qualsiasi altra creatura, a liberarti di quel macigno che hai in corpo da quando sei nato...'
'Fesserie.....sono solo fesserie....Voi non siete altro che un brutto sogno....siete niente....'
'Niente? Niente???' fece lui quasi urlandomi contro ed entrando nelle mie tempie come un trapano al massimo dei giri....
'Niente....Io non sono assolutamente niente.......e tu....Tu sai....Tu sai che mi chiamo proprio così....Perchè io sono il Niente che cova dentro di te....'
Rise.
...
Occhi che si schiudono
Odore
Sangue dalle narici
Denti che tremano
...Niente...
...Assolutamente...
...Niente...
(continua...)