venerdì, 28 gennaio 2005

Avrei voluto che tutto quello che mi gravitava attorno, per un attimo, un solo attimo infinetesimale, scomparisse e mi desse pace!
Chiedevo solo questo, e niente altro.
Vi ho parlato di un passato che poi, non è nemmeno tanto lontano, forse non sono riuscito a comunicarvi tutto quanto mi possedeva, l'apatia, il vuoto assoluto che mi aveva incarcerato per impormi una regola, quale era quella del delitto, e che adesso, quel preciso tarlo, quell'assenza di linee tracciate nello scuro di un infinito che mi è nemico, mi comanda nuovamente.
Come posso io che sono il Re degli Ignavi, che dell'accidia mi sono fatto coperta e casa, potere, anche solo immaginare di togliere un'altra vita, sentire sotto il mio tocco d'artista ancora quegli ultimi palpiti, quelle esalazioni, quel gusto agrodolce per il sangue e per la carne bruciata.

Sono pazzo, completamente.
E non è retorica, né una constatazione che mi porterà a prendere coscienza della mia follia per disfarmene in maniera definitiva.
Dovrei togliermi la vita, in fondo, la mia vita non è più importante di quella della donna a cui l'ho rubata, e facendomene vanto con me stesso, l'ho incapsulata per portarla sempre con me.
A volte, quando sono seduto alla mia scrivania, quando non ascolto null'altro che il sentiero dei miei pensieri che vanno e vengono, la sento ancora, quella voce, le percepisco ancora quelle sillabe che mi sussurrano, in punta alle orecchie "Ti Amo".
Anche io ti amo, ti ho persa in vallate di velluto rosso che adesso palpitano solo per me. Non volevo che le tue nocche toccassero altro viso che non fosse il mio, non volevo che l'odore copioso dei tuoi capelli fosse proprietà di qualcun altro, non volevo che i tuoi occhi vedessero altra carne spogliata che non fosse la mia.
Adesso, Amore Mio, se tu pensi che io sia folle, se tu pensi che nemmeno il diavolo possa più tenermi, io sorrido, sorrido della tua impossibilità di poter proferire parola, di poter dire a qualcuno che io sono uno svitato, un assassino, un carnefice che anzichè espellere altre vite, altri moti dai corpi martirizzati, li fa suoi, ne condivide tutti gli angoli, fa sì che da una gocia di sangue, nasca un paradiso di gioia e passione per un orgasmo fatto di carne ma che va aldilà di essa, che si nutre di passione e di paura, che di lussuria avrebbe composto un collage di pezzi sparsi per tutto il cielo.

"Apatìa:distacco e indifferenza affettiva, per cui i fatti della vita, piacevoli o spiacevoli, non suscitano alcuna risposta emotiva. Può riscontrarsi transitoriamente nei traumi cranici, nelle patologie cerebrali organiche e, in modo più marcato, nelle schizofrenie e nelle demenze senili."

Sono stato calmo in questi giorni, non ho dato adito a nessun sospetto, l'unica cosa che potrebbe compromettermi è questo diario discontinuo che però tengo nascosto in un intercapedine del muro, e solo se faccio lo stupido potrebbero scoprirmi.
I poliziotti si sono accorti subito che l'incendio appiccato al tuo appartamento è da collegarsi a quel corpo bruciato trovato in mezzo alla steppaglia, ma per ora non mi hanno cercato, né io mi sono dato pena di farmi avanti fingendo qualcosa che poi, del resto, non ho mai provato.
E' strano, infatti, che non provi il benchè minimo rimorso, o il più piccolo e pungente dolore; anzi, sono soddisfattissimo della mia opera, e quanto prima, quando tutti i rumori in testa mi si saranno quietati, e quando le acque si calmeranno, vedrai, ti troverò nuovamente compagnia: non voglio che tu soffra la solitudine, non voglio che tu dica che ci sono sempre io in mezzo tra te e le tue cose.
Magari una ragazza come te, con la stessa pelle, gli stessi movimenti, la stessa brama di lussuria...

Stamane mi pare di aver trovato quello che cercavo: è una donna sulla trentina che fa l'assistente in una biblioteca.
Ho notato che mi fissava quando sono andato a ritirare i libri che mi servivano, e forse, dal sorriso che ho intuito di vedere sotto le sue labbra carnose, ho capito, ho percepito che le interessassi.
Mi sono seduto, ho aperto il primo libro che avevo sottomano e ho letto qualche pagina, senza curarmi di ciò che accadeva attorno a me.
Ho alzato la testa per strofinarmi gli occhi, e mi sono meravigliato del fatto che la biblioteca fosse diventata, d'un tratto deserta.

Aria fredda.
Brividi per la schiena.
'Che dici, posso sedermi?' ancora lui, è tornato, è tornato!
'Ma...Io...Io...'
'Che cosa blateri? Non sono mica il padreterno che è venuto ad ammonirti per quello che hai fatto, anzi... in verità debbo congratularmi con te....Pensavo fossi più impacciato, ed invece....per la miseria! Ahahahahah!'
L'uomo si sedette giusto di fronte a me, fissandomi con aria sorniona.
Adesso che avevo avuto modo di vederlo da vicino, posso pure descriverlo: sulla cinquantina, vestito elegantemente di nero da capo a piedi, l'immagine che dà di sè è stereotipata, ma non di questo tempo, lui sembra essere fuori da ogni tempo, da ogni luogo, da ogni dove, è un pò azzimato, con due occhietti penetranti e malvagi che nascondono un intenso carattere dietro le pupille opache, la bocca ha un taglio crudele, le gote sono di un pallore spettrale, mentre i denti, ho notato mentre sogghignava, sono stranamente troppo appuntiti per essere proprio fatti così.
'Io...Io non ho fatto niente! Non so di che cosa stai parlando!'
'Suvvia, non sono nato ieri...e poi, dimmi la verità.... ti è piaciuto ascoltare il suo battito mentre si faceva sempre più lento e cadenzato? Non ti sembrava un'ipnosi delle più sublimi? Fantastico! Semplicemente fantastico!'
'Tu...Tu... Che cosa vuoi da me? Che cosa vuoi???' dissi quasi urlando e lui mi riprese: 'Non urlare, stupido sciocco di un ragazzino! Siamo in una biblioteca, non al luna park! Impara l'educazione prima che ti caccino a pedate nel culo.'
'Non ce ne sarà bisogno...Adesso chiamo la guardia alla porta e ti faccio arrestare, chi sei tu? Brutto bastardo, che cosa vuoi da me?'
'Oh oh oh ma come siamo irascibili! Ahahahah! Ma che hai mangiato oggi a colazione? Chiodi? Ahahahah....Sei uno stupido se tenti di liberarti di me...Chi sono io? Ma ancora non l'hai capito? Sei davvero un imbecille! Ti credevo molto più sveglio...Ma visto che non è così, allora dovrò spiegarti due cosette....sperando che tu non le dimentichi...'
'Non mi devi spiegare niente maledetto bastardo! Và via! Vattene! Và via!!!' e mi alzai per urlargli tutta la mia rabbia in faccia.
'Credi che il tuo atteggiamento sia civile? Con chi credi di parlare ragazzino? Siediti e stà calmo, prima che mi arrabbi sul serio e decida veramente di lasciarti a te stesso....Lo sai che senza di me tu non sei niente? Ahahahahah! Quanto è scemo questo! Ma da dove sei uscito, brutta testa di cazzo?' non udivo più la sua voce, solo un sibillìo ticchettante in testa, che mi dava fastidio, mi urtava, mi faceva scoppiare le tempie.
Non ce la facevo più, sentivo la testa che mi si spaccava a metà, non sopportavo quel sibillìo insistente che mi portava le mani alle orecchie.
'Basta! Basta! Smettila! Smettila!'
Lui si appoggiò allo schienale della sedia e mise le mani sul tavolo distendendole, ed il sibillìo cessò.
'Ahahahahah.....Vedi? Io so essere molto convincente quando voglio farmi ascoltare, e adesso tu farai il bravo bambino e mi ascolterai....Attentamente....Perchè non mi piace ripetermi...Detesto ripetermi, se ne dicono tante di fandonie, che ripeterle mi fa venire la nausea...' si zittì per un attimo ed io istintivamente alzai lo sguardo e mi girai per vedere se c'era qualcuno attorno che potesse aiutarmi.
Nessuno.
A parte l'impiegata della biblioteca che sembrava assorta nelle sue cose. Alzò lo sguardo, e stavolta vidi che mi sorrise distintamente, non era più una mia percezione, un mio piglio, era qualcosa di concreto, un segnale facile da captare e che era preludio di una simpatia sua nei miei confronti.
Lei svanì, ed io rigirandomi mi ritrovai il viso sornione e malvagio del mio interlocutore a fissarmi compiaciuto.
'Ti piace vero? Ahahahahah....Come sei prevedibile! Voi ragazzini siete tanto complessati da pensare che anche gli altri vostri simili lo siano al vostro pari....Sappi, amico mio, che non è così....Non lo è mai. Gli uomini e le donne vivono di illusioni, non di sentimenti, vivono di qualcosa che si costruiscono qui (e fece segno con l'indice alla testa) e che non è detto che debba corrispondere a verità...Lo vedi? Adesso tu ti sei accorto che interessi a quella donna, da questo si desume che potrebbe piacerti, che vorresti farla tua, come hai fatto con l'altra...Dimmi una cosa, che sapore aveva il suo sangue? Ahahahahah....'
Silenzio. Non lo vedevo più.
Nuovamente la donna che stavolta mi pareva avesse dei contorni luminescenti, una figura sfocata, fuori da tutte le dimensioni.
Silenzio. Il Ticchettio.
'Ebbene mio sciocco ragazzino, ti annuncio che lei sarà la tua prossima parte nei giorni a venire....Non deludermi e non fare lo scemo, se tenterai di divincolarti dal desiderio di lei, ci sarò io a fare ciò per cui sei stato creato...Tu sei un animale, e tutti gli animali vivono istintivamente...il tuo carattere corrisponde nient'altro che ad una bestialità primitiva che ti fa possedere le persone solo se le uccidi, altrimenti tu saresti morto, mi capisci?'
'Mio Dio! Mio Dio no! Non...Non è possibile! Tu sei pazzo! O forse il pazzo sono io e tu non esisti nemmeno!'
'Ahahahahah....continui ad ignorare la verità....In fondo lo sai bene che io non sono altro che una tua proiezione, una tua immagine nel Male. Tu ti nutri di paura e di male, di orrore, ma ancora non ne hai consapevolezza, riesci solo ad ammazzare e a perderti nell'eccitamento che il sangue ti procura, ma presto imparerai che ci sono centomila modi molto più sottili di far del male, e te ne delizierai, ne sarai schiavo, la tua volontà sarà annullata, e solo io potrò tirarti fuori dal gran casino che hai in testa...Ahahahahah...Mi guardi come se fossi il Diavolo! Ahahahahah! Niente da obiettare, chiamami un pò come ti pare, ma il Diavolo non esiste, o perlomeno, non come voi, viscidi insetti che copulate da mattina a sera immaginate che sia. Segui me, ragazzino, e ti farò diventare il padrone di ogni supplizio... Ahahahahah!'

'Giovanotto, giovanotto! Svegliati! Giovanotto!'
Alzai la testa di colpo, madido di sudore.
Mi ero addormentato in Biblioteca e non me ne ero accorto.
E' Stato un sogno! Solo un sogno, e nemmeno tanto originale!
Risi, ed il guardiano mi osservò con aria curiosa.
'Senti, sono le otto, devo chiudere, sei sicuro di stare bene?'
'Cosa? Ah si...Io...Io...Mi scusi...'
Feci per alzarmi e per andarmene e spostando la sedia feci cadere il volume su cui mi ero addormentato, sbattè per terra con un tonfo e sulla pagina aperta lessi uno scarabocchio rosso:

'Ricordati che non mi piace ripetermi...Fa ciò che senti, altrimenti lo farò io al posto tuo...'

(continua...)

Leggi tutto NeroVoragine QUI

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nerovoragine

giovedì, 27 gennaio 2005

 

Son morto con altri cento
son morto ch'ero bambino
passato per il camino e
adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c'era la neve
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone
ma un solo grande silenzio
è strano non ho imparato a
sorridere qui nel vento.

Io chiedo come può l'uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in
polvere qui nel vento.

Ma ancora tuona il
cannone e ancora non è
contento
di sangue la belva umana
e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà che
l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà.

Ho ritenuto che una canzone scritta dal Maestro Guccini sarebbe stata più eloquente di qualsiasi mia parola riguardo all'Olocausto e alla tragedia di milioni di persone morte per la follia di un minuscolo gruppo di pazzi.

Per altri approfondimenti sulla Shoah, vi rimando QUI

Prostrato da OzzyRotten alle ore 20:21
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diary of a madman

giovedì, 27 gennaio 2005

 La neve riesce a bloccare la Wind....incredibile!

Mi domando  cosa possa bloccare la Tim, la Vodafone....

Mi verrebbe da dire: 10 100 1000 nevicate, ma un  "bisogno" e un "desiderio" che me Lo faccia sentire addosso,  non me lo consente.

Prostrato da regina_del_mondo alle ore 18:11
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diary of a madman

giovedì, 27 gennaio 2005

Un angelo, con le ali tagliate,
e nemmeno una goccia che solchi il suo viso annerito.
In mezzo a tanti altri angeli, uno solo riesce a piangere,
uno solo riesce a vivere, e a non dipendere, a non soffrire,
per una cosa che lo annulla, lo annienta, lo disfa,
ed il sangue sale al cervello e dà colpi allo stomaco,
come se fosse un tamburo che sta ad aspettare.

Ma quanto dovrà aspettare per poter sussurrare le proprie parole? 

Prostrato da OzzyRotten alle ore 16:57
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diary of a madman

mercoledì, 26 gennaio 2005

Caro, vecchio, Dario Argento.
Se non avesse posseduto quella sua testa informe e tutta votata a claustrofobie e pulsioni omicide, avremmo mai avuto il piacere di conoscere la Paura, quella con la "P" maiuscola?
Se non ci fossero stati i vari "Profondo Rosso", "Tenebre", "Phenomena" e soprattutto "Suspiria", avremmo mai saputo che un regista americano, nei primi dell'anno del signore 2005 avrebbe messo su un baraccone orrorifico che pesca a piene mani dal maestro italiano dell'Horror e del Thriller?
Saw , per l'appunto, potrebbe essere tranquillamente un film scritto e diretto da Dario Argento, e, ne sono più che sicuro, sarebbe stato osannato da critica e pubblico come un revival di genere sulla falsariga dei tanti capolavori che il regista romano ci ha regalato.

Il film è un prodotto che come detto prima, nasce dal nulla, con attori semi-anonimi e regista ancora più anonimo, che riescono a confezionare una pellicola che non è minimamente accostabile né a nessun film di Argento, né a "Seven" come nel trailer si fa pomposo sfoggio.
Però le idee, le atmosfere originali, la tensione da tagliarsi con un machete (quello di Jason naturalmente), il sangue che scorre, ci sono tutti, anche se dati in dosi più o meno differenziate e massicce.
La maggior parte delle scene si svolge in posti squallidi e chiusi, resi ancora più squallidi e claustrofobici dagli effetti speciali (non tanto all'altezza a dire il vero, ma non si potrebbe pretendere altrimenti d'altronde), e, come controaltare non vi è il solito sequel di chiaroscuri o di colori effettati e resi più accecanti, ma bensì la violenta luce dei neon, a creare un certo legame tra la mente del serial killer (qui denominato Jigsaw), le sale chirurgiche, e l'orrore dato alla massima potenza grazie ad arti amputati, sangue che scorre sul pavimento, ecc.

La storia non è un prodotto di una mente superiore, ma il classico pigliarsi di un perverso assassino che mette alla prova le proprie vittime aiutandosi con enigmi e tranelli astrusi, dando come premio la salvezza della vita, ma pretendendo in cambio la morte di un altro.
E con questo, i Teoremi dettati da S.M. Dario Argento ci sono tutti e sono completi, a quando un prosieguo del serial killer con la maschera da civetta e teatro di prova annesso?

Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:48
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darkening

mercoledì, 26 gennaio 2005

L'avevo pubblicato su Volobliquo ma nei commenti ho letto che non si riusciva a vedere l'immagine: non è una novità per uno come me che dopo essersi barcamentato in mala maniera in mezzo a codici HTML e compagnia bella, solo qualche giorno fa ha scoperto nelle FAQ di Splinder che per inserire dei file in formayo .JPG, JPEG ecc. bisogna prima "Farle passare per un server che le ospiti e le doti di un URL".
Dannate regole di linguaggio, se non ci fossero, sai quanta altra
spazzatura prolificherebbe in giro?

Adesso riprovo qui, speriamo che vada meglio:

Spuma affilata come coletelli,
forse sparsi nella carne,
a farla imbrunire, gonfiare, gioire.
Un palpito, non necessariamente Rumore,
grazie per tutto quanto ho dovuto vedere,
e tutto ciò che non ho voluto ascoltare:

Perchè il cielo è sempre lì
a sotterrare i ricordi,
e a renderli una volta più sfocati.
Allibiti,malfatti, informi, sempre immobili;
svaniscono nella leggerezza di un momento
bello o brutto che sia,
tanto basta, per depennarli,
chiuderli in quanto siamo stati
ed in quanto abbiamo pianto per essere
tutto ciò che ancora non siamo.

Nevica, e forse il Cielo non è più tanto Scuro.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 13:35
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diary of a madman

mercoledì, 26 gennaio 2005

Quanto Cazzo ti ci vuole per farti una dannata doccia?

Prostrato da OzzyRotten alle ore 13:08
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domenica, 23 gennaio 2005

Oggi è una Domenica da tatuare su di un braccio e conservare gelosamente; da non far vedere a nessuno perdio!
Questo giorno, simile a tanti altri, è stato un colpo di cannone per chi si è inebriato dell'odore della salsedine, per chi si è inumidito gli occhi a mirare paesaggi che si perdono nel tempo e nella maestosa bellezza.
Un puot-pourrì multiforme che mi ha soddisfatto più di ogni iniezione di sostanza chimica nelle vene: questa è la mia droga, questo è il mio mondo!
E guai a chi lo tocca!

Doccia veloce, e poi subito in macchina, a scoprire nuovi luoghi, nuovi paesaggi, nuove nuvole, nuovo mare e nuovo sole.
Posti a me tanto vicini che un tempo mi sarebbero sembrati eternamente lontani, troppo lontani e troppo astrusi e maledetti per poterli visitare, o solo osservare sulla cartina.
Oggi un mazzo di fiori si è confuso nuovamente nella mia mente, ma stavolta, rispetto alle tante in cui ho pianto e mi sono disperato per la mia miseria, è stato un mazzo di esseri vivi, superbe sensazioni, stroncanti emozioni che si sono tradotte solo in balbettìi sconclusionati ed in tanti silenzi imbarazzanti....
E' vero, a volte le parole finiscono, e lì, in quel limbo che molti conoscono ma pochi sanno esplorare, inizia un nuovo modo, una maniera tutta originale e soggettiva di percepire i colori, le ombre, i sorrisi, il solo muoversi degli occhi...
A volte, aldilà di ogni responsabilità, aldilà di ogni caterva di rimproveri e di ogni presa di coscienza, c'è anche quel piacere un pò banale, ma molto efficace, di ritornare ad essere gli adolescenti che un tempo si è stati e che adesso non si è più.

Lo confesso, era da un tempo ancestrale che non mi sentivo più così; con i polmoni ad espandersi, con la mente a contare ogni minuto-secondo, con le mani che tremolano e la strana percezione di qualcosa, di qualcuno, che, alla fin fine, qualche supplica deve averla ascoltata e qualche desiderio deve averlo (finalmente) avverato.

E tutto questo è una catena con un inizio e non una fine, se non nei saluti forse affrettati, nei gesti smozzicati, nelle tentazioni di voler strappare ancora brandelli da quel tempo tiranno che ti ha fatto gioire, e che speri vivamente torni a ripetersi....

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
nimbo del tempo, arca notturna e fida,
e se non so più tutto quello che vissi
è che non sempre i tuoi occhi m’hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che il mondo coprono di luce,
navi che il cielo recano ed il mare,
caccia dei suoni e fonti dei colori,

profumi schiusi da cova di aurore
sempre posata su paglia degli astri,
come la luce vive d’innocenza
il mondo vive dei tuoi occhi puri
e va tutto il mio sangue nei tuoi sguardi.

Eugène Grindel (1895)

Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:58
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domenica, 23 gennaio 2005

Parlare dei Dark Tranquillity (per chi li conosce naturalmente) è come parlare di una realtà artistica e non più legata a schemi fini a se stessi come è stato il Death Metal "prosaico" (e per prosaico, non me ne vogliano gli estimatori del genere, parlo della stragrande maggioranza delle bands in circolazione, esclusi, naturalmente, i mostri sacri del genere, vedi Death, Slayer, Sepultura e co.).
Con i Dark Tranquillity si parla di un cumulo di sensazioni e di emozioni violente che sconquassano l'anima, attraverso un suono originalissimo: melodico e potente allo stesso tempo, che anzichè stancare con archetipi complessi, fa sì che se ne sia stregati e se ne vogliano ancora, ancora ed ancora.
Non nego l'affezione che ho per questa band oggi composta di sei persone, ricordo solamente quando, su suggerimento di un amico, ascoltai "The Wonders at Your Feet" e ne rimasi a tal punto colpito da voler ascoltare poi tutto ciò che era possibile reperire sulla band svedese.
Quelle atmosfere malsane di claustrofobia, agonia, tragedia, condite con una massiccia dose di rabbia inoculata senza nessun ritegno ed un sottofondo sempre presente di melodia infarcita di motivi che si stampano in testa, è tutto ciò che dai Dark Tranquillity ci si può aspettare.
E non è poco.

Subito appresso ai Dark scoprii anche gli
In Flames, che per la verità non mi erano sconosciuti ma che, ai tempi che furono, avevo etichettato come difficili da digerire, con una presa che si lasciava diluire nel tempo e non colpiva subito.
Per chi come me che, ascoltando un motivo spezzato, un rumore di sottofondo, una melodia appena percepibile, se ne invaghisce irrimediabilmente, gli In Flames non rappresentarono proprio nulla ma, poi, col passare del tempo, riascoltandoli ho imparato ad apprezzare i loro lavori da "The Jester Race" a "Clayman" fino ad arrivare a "Reroute to Remains" che ancora oggi, mi sparo a tutto volume per casa quando sono solo.

Perchè parlare dei Dark Tranquillity proprio oggi allora? Solo per un piglio di adrenalina sfuggita ai miei centri nervosi e caduta qui, su queste righe?

Ieri sono andato nel
negozio che mi fornisce tutti i miei cd ed i miei dvd preferiti e, tra un'apprezzamento sempre dovuto ai mitici Sabbath che anche il proprietario ama alla follia come me, dopo aver rovistato tra mille cd e tante novità che ho ritenuto solo sufficienti, mi è arrivato sotto gli occhi il nuovo lavoro dei sei svedesi e subito gli occhi mi si sono illuminati!
Finalmente! ed era tempo che aspettavo un'uscita di questa portata.
Dopo aver pagato ed essere tornato a casa ho inserito il cd nell'unità del mio pc ed è cominciato un altro sogno fatto di musica e di arte, e stavolta si può dire che la si sente proprio tutta, con tutti gli intermezzi elettronici, tutta la melodia e tutta l'immensa tecnica dei componenti della band.
Non una nota fuoriposto, non un accordo sbagliato, non una steccata da parte del cantante, ma tanto e sublime death metal melodico.

Eccitato ho inviato una mia recensione a quelli di Truemetal, anche se, a dirla tutta, e proprio a voler essere del tutto franchi, certamente "Character" non è "The Gallery" e non c'è nessuna "Lethe" a far innamorare i fans del genere, ed è altrettanto vero che da una band come i Dark ci si aspetta sempre una prova superlativa, ma alla fine mi domando: se anzichè Dark Tranquillity sulla copertina, ci fosse scritto qualche altro nome, i critici non ne sarebbero estasiati?
Io credo proprio di si...
See You Later...

(.....e mo riprendo con le sdolcinerie....)

Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:17
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heavy rock

venerdì, 21 gennaio 2005

Se fosse un sogno, non avrei di che lamentarmi,
ma ti prego, perchè non posso carezzarti?

Oggi mi sono affacciato su terrazze inghirlandate di fiori di ghiaccio e ne ho goduto la luce,
solo perchè sapevo, sospettavo,
che le tue parole fossero per me una porta aperta.

Amami, e se non conosci questa parola,
vuoi ignorarla, umiliarla, nasconderla;

Aldilà di ogni bene e di ogni male,
non sò più che cosa potrei darti, e che cosa potrei ricevere da te,
perchè il mio mondo non è altro che una coperta fatta di desiderio;

permeata di te, intrisa del profumo agrodolce delle tue parole e del tuo sorriso.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 20:48
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