giovedì, 30 giugno 2005

Indice dei passi nascosti e passati:

1. La macchina sfreccia veloce nelle strade semideserte della notte...
2. Non credo in nulla che possa impedirmi il piacere...
3. Ho ancora la bocca impastata di umori, i miei e i tuoi...
4. Si chiama "complementarietà"...
5. Muovo gli ultimi passi a piedi nudi sul pavimento gelato...
6. Come un oppio seminato tra la carne della mia lingue e la tua...
7. Calpesto la tua anima e il tuo corpo...
8. Adoro la notte, adoro muovermi a 4 zampe nel recinto delle tenebre...

La notte mi rende cieca e non conosco suffissi d'affetto.
Sola a torturare i sogni miei, e quelli degli altri; il mio godimento più grande è proprio questo. Un corpo posseduto è niente senza la sua essenza di miele e di luna, un'anima esterefatta dal piacere che le si procura è niente senza il suo peso e senza l'involucro che trema e la libra verso l'alto.

Ho indossato i miei sogni e li ho resi pubblici per chi vuole appropriarsene.
Che cosa conta se con  turpe violenza o con  estrema dolcezza?
Che cosa conta se su di me, in me, o sotto di me, io percepisco le lacrime o i volti deturpati dal vizio dei miei amanti? Tutto circola attorno ai miei veicoli di piacere che riesco ad inculcare tra i pensieri degli altri, come un cuneo.

I mie passi nel recinto della notte sono ampi ed assestati. E non ho di che avere timore, né di che vergognarmi: il mio corpo è me, e non c'è altro dio quando mani fameliche esplorano i miei meandri.

Ho deciso di incontrarti lungo la riva di quel fiumiciattolo dove in anni passati ho baciato un uomo per la prima volta. Quello è il mio Tempio, quello il posto dove tutte le illusioni e tutti i verbi d'amore, sprigionati, li potevo vedere svolazzare lungo il pelo dell'acqua che defluiva placida.

Ricordi: la sua bocca che sapeva ancora di tabacco e di bugie dette a suo padre e a sua madre, ed i miei completini senza schema.
Ti amavo perchè eri il mio "Magro notturno" che errante nella mia camera, entrava e si intrufolava sotto le coperte del mio letto.
La mano allora a cercare il profilo dei miei seni come boccioli immaturi e dallo stomaco mi saliva quel fuoco prorompente che mi pervadeva e riempiva il cervello facendomi eclissare su di un piano vuoto, senza peso e senza aria.
Ansimare per te, sappilo, era il migliore regalo che io abbia mai fatto ad un uomo: il fiore delle mie curve, il tedio dei miei pensieri, la voglia pazzesca di afferrarti per le guance e spingerti verso me, tutto questo sono ricordi.
Che svaniscono e ricompaiono.

Sotto quel ponticello che rifletteva le luci delle macchine che passavano sulla strada sovrastante ho conosciuto il piacere; ho imparato quanto sia stato fulmineo e veloce il tuo prendermi e seviziarmi rendendomi succube di ogni movimento dei tuoi muscoli. Gli occhi mi si inumidiscono ripensandoci. La prima volta non la si dimentica mai, ma per me non è stato così: volta per volta ne faccio un castello e lo edifico nei comparti del mio cervello.

Ci vedevamo sempre più spesso e non c'erano scuse o parole. Come adesso, come allora, le parole non avevano nulla a che vedere con l'equazione dei nostri corpi che si fondevano, con tutto quanto volevamo e facevamo, con le nostre pupille che si stringevano per l'orgasmo e si dilatavano ai baci e alle carezze.

Tu mi dicesti, una volta, di essere totalmente mio.
Anche io lo ero e volevo a tutti i costi che fosse così ed in nessuna altra maniera.
Oggi io sono di tutti e per tutti quanti che dominandomi, riflettono ancora quelle pupille e le luci notturne della città sotto il ponte ad arco.

» Liberamente ispirato dal brano "Dawn of a New Day" da "Reroute to Remain" - In Flames »

Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:35
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darkening

mercoledì, 29 giugno 2005

Che cosa fosse successo in quelle ore proprio non riesco a spiegarmelo. Non potevo, non volevo, per nulla chiederti di sedere vicino a me, a respirare il tuo odore di sapone ed i fumi dell'ira repressa che ti hanno fatta carne per la mia carne.
Sono stanco di parlare; non ci riesco proprio a sorvolare sulle tue pupille umide che mi fissano. Non so, non voglio sapere perchè tu mi voglia caparbiamente osservare e per cosa tu desideri stare vicino a me, forse solo per percepire anche i più impercettibili cambiamenti delle mie secche labbra.

Abbiamo goduto dell'ombra a lungo, soli, e per la strada tutto sembrava essersi fermato: non una macchina, non un passante, nessuno che abbia spiato il nostro mutismo, la nostra noia distratta, distesa supina su di una panchina dal legno consumato e dalla vernice che ricordava tempi migliori.

Eppure sei paziente. Hai aspettato che tutto quanto io abbia avuto da non dirti sia passato convogliando la mia indifferenza e convertendola in qualcosa di semplice, innocente.

Semplice si, innocente, linda da ogni pretesa, oltre qualsiasi pensiero che potrebbe divorarmi la testa da un momento all'altro.
Il nostro baciarci, il nostro toccarci, il nostro bere la bocca dell'uno e dell'altra compressa di frescura in un Inferno di fuoco è innocente e sublime come la carne dei bambini appena nati.

Non sai.
Non sai quanto possa passare a ché questi momenti si frantumino sbriciolandosi nel fondo di un pacchetto di sigarette.
Ti accontenti di poco, di quel tanto che ti basta per poter pensare ad avere illusione di essere felice tra le mie labbra; serena, e dondolante come su di un'altalena per i sogni tuoi futuri.

Carne della mia carne, desiderio del mio desiderio, lussuria della mia lussuria. Ma che sia innocente e passiva ad ogni indifferenza.

Don't mistake lake of talent for Genious...

Prostrato da OzzyRotten alle ore 23:23
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diary of a madman

martedì, 28 giugno 2005

Come la cenere delle mie Marlboro e tu a soffrire perchè nel sole di giugno non hai saputo trovarmi.

Inerte come un sasso, non posso camminare sapendoti affezionata a me.

Comprendi che io non sono per te, non sono per nessuno, se non per tutto quello che mi commuove e riesce a fiondarmi, con un calcio divino, tra le braccia profumate di un'altra donna, di un altro tramonto, di un altro mare, di un altro infinito consunto che scorre sulle guance arrossate delle ore....


Prostrato da OzzyRotten alle ore 23:58
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diary of a madman

martedì, 28 giugno 2005

Indice dei passi nascosti:

1. La macchina sfreccia veloce nelle strade semideserte della notte...
2. Non credo in nulla che possa impedirmi il piacere...
3. Ho ancora la bocca impastata di umori, i miei e i tuoi...
4. Si chiama "complementarietà"...
5. Muovo gli ultimi passi a piedi nudi sul pavimento gelato...
6. Come un oppio seminato tra la carne della mia lingue e la tua...
7. Calpesto la tua anima e il tuo corpo...


Buio. C'è buio in te ad esplorare i limiti sottili di un equilibrio semi nascosto nei veli stupefacenti della carne.
Se siamo dannati, lo meritiamo: brandiamo con orgoglio l'insegna dei nostri peccati, ma la nostra innocenza non sta di certo nella virtù semplice.
Non siamo tagliati per il parlare, il discutere, l'amarsi senza macchia "ab eternam".

Noi siamo ciò che mangiamo.

Annusiamo ciò che non possiamo raggiungere e nella nostra aria non c'è che la bassezza del porpora, l'immancabile destino della pena del desiderio, il pruriginoso liquefarsi l'uno nell'altra inchiodati, trafitti, piccolissimi, in fogli di pelle nera più oscura di ogni notte.

Hai divorato me stesso nello stesso momento in cui ho penetrato la tua testa.
Il cuore che batte cade a terra rotto come metallo inservibile, e non ha altra ragione per vivere che non l'uccidere il fuoco che langue la mia Volontà.

» Parlami
Il tuo silenzio guarda dentro
Non resisterò

È un attimo,
Nel tuo vuoto sento che
io non ce la farò

Slegami
Dal mio rimorso,
sei diverso
mentre muoio e poi
risorgo dentro te

Finchè vivrò
Ricordati così
sarà una colpa eterna su di me

Lacuna Coil - "Comalies" »

Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:12
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darkening

lunedì, 27 giugno 2005

 [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] [ 4 ] [ 5 ]

Come un oppio seminato tra la carne della mia lingua e la tua, fuse, abbindolate, perse.
E' un momento che dura eternità, costa tutta l'anima che mi si è specchiata e che si confonde in un'altra immagine riflessa.
Una nell'altra, segretamente. Perchè nessuno sappia come siamo fatte e quante stanze conta il nostro palazzo di smerarldi scarlatti e le gemme del nostro forziere, e gli sguardi di morte e di passione.


Carne che trema: sudata e sfatta, terminata ad un capolinea dove non soffia il vento.


Noi lo sappiamo: il vento di notte ha in sé il tepore di una culla e la prepotenza di una mano assassina.
Ricordo risalendo le tue ginocchia, di quanto ero imabarazzata al tuo contatto, di quanto mi sembrava di precipitare, solo al pensiero delle tue labbra umide.
Di principessa, mia Padrona, tu mi hai donato lo spirito, io precipito nuovamente in un Inferno aldisotto dei tuoi tacchi acuminati, conficcati nella mia bocca perlacea.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 23:56
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darkening

domenica, 26 giugno 2005

LIBER AL VEL LEGIS
SUB FIGURA CCXX
come fu dato da XCIII = 418
a DCLXVI


Libro I

1. Had! La manifestazione di Nuit !


2. La rivelazione dell'assemblea celeste.


3. Ogni uomo ed ogni donna è una stella.


4. Ogni numero è infinito: non c'è differenza.


5. Aiutami, o guerriero Signore di Tebe, nella mia rivelazione davanti ai Figli degli uomini!


6. Sii tu Hadit, il mio segreto centro, il mio cuore e la mia lingua!


7. Guarda! ciò è rivelato da Aiwass il ministro di Hoor-Paar-Kraat.


8. La Khabs è nel Khu, non il Khu nella Khabs.


9. Adorate quindi la Khabs, e guardate la mia luce irradiata su di voi!


10. Che i miei schiavi siano pochi e segreti: governeranno i tanti e i conosciuti.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 17:37
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diary of a madman

sabato, 25 giugno 2005

Ci vorrebbero eclissi per oscurarmi, e forse anche per nascondere i pensieri, congelati, che da una mano segnano su di un foglio tutto quanto mi rimangio sempre ogni volta che mi risale dal petto una parola da dirti.

Non sei niente. Convincitene. Fattene una ragione.

Astratto, chiuso, lontano.
Ecco che cosa rimane del tuo camminare e sorridere sotto il sole prima, e sotto nuvoloni carichi di furia, poi.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:52
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diary of a madman

sabato, 25 giugno 2005

L'estate e il caldo arrivano col soffio del fuoco e dalle case intonacate a bianco si vede uscire la gente che poi, per i campi e all'aria aperta lavorerà scottandosi la pelle.

Continuiamo a vivere, nonostante tutto, oltre a tutto l'avvicendarsi di qualsiasi minestrone cosmico e secolare.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 14:08
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diary of a madman

sabato, 25 giugno 2005

Passi: [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ]

Si chiama "complementarietà". Tutto quello che serbo quando le pupille muovono verso le tempie, sbattendo alla rinfusa sul solito, drammatico e incidentale tasto.
Non sono che una marionetta nel buio.

Crocifissa ad ogni tua carezza, ad ogni tuo abbraccio, per ogni ora che mi vorrai.

Perchè io non posso morire se non con te ed in te; non posso muovere passo che a terra non veda riflessa l'immagine sfocata di un fantasma che mi ha penetrato l'anima ed ogni anfratto del corpo, dispersa alla rinfusa su oceani di vento che mi porta, non so dove, di certo, so di sicuro dal dove lontano tu mi prendesti e mi rilasciasti in mille bolle biancastre che hanno macchiato e segregato il mio cuore.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 00:44
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nerovoragine

venerdì, 24 giugno 2005

Un esperimento, forse una forma strana di gioco, che non si pretende d'essere originale, che non sappiamo nemmeno dove possa portarci. Forse da nessuna parte?
Non so rispondere sinceramente, mi fa solo piacere che qualcuna sia disposta ad assecondare un desiderio che tenevo in serbo da parecchio tempo.
Augurateci buona Fortuna, allora.

Alea Jacta Est.

Leggi la prima parte di questo racconto, nel Blog di Lady Heather »

“ Non credo in nulla che possa impedirmi il piacere.
Ho deciso di preternderne ancora ed ancora, perchè negli occhi non ho che la luce riflessa di questo astro e nel pensiero una tormenta di sensazioni impossibili da sotterrare.
Che sia lungo, tenue, profuso attraverso i miei centri nervosi iniettati di sudore, sospiri e ricordi appena passati, che rappresenti tutto quello che rappresento e dica ciò che io vorrei dire ma che mi muore nel petto, sarà sempre piacere che si diffonde nell'aria pungente della notte.
Ho deciso, ancora, di non poter sopravvivere ai ricordi, siano essi vicini o lontani: per me, tra le mie cosce non c'è che l'infinito fuoco che m'indurisce l'anima e risucchia il cuore che non pompa altra materia oltre a me stessa mentre sprofondo nella Voragine.
Anche per questo tempo, che sento profondamente mio, per questo corpo che sento estraneo ma in cui rimango in trappola, io vorrei, ancora per una volta, tenere in mano tutto quanto questo incantesimo mi voglia regalare...”

 

Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:57
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nerovoragine