martedì, 30 agosto 2005

Wollt Ihr Das Bett in Flammen Sehen? » Vuoi vedere come mi va in fiamme il letto? Vuoi conoscere quanto possa essere brutto scottarsi sulla mia pelle, soffocare ogni lacrima, assaporare quanto sia verdastro di bile ed acido il mio umore?
Lo sai, detesto chi ti chiede di poter salire sulla tua nave e nel mentre, con gli occhi lucidi e con le confessioni d'Amore ti ruba il timone.
La mia vita è il solo possesso che possa rivendicare, nemmeno le braccia obbediscono a quello che il cervello comanda, che ne sai tu dei miei problemi, delle mie paure, dei miei timori (ancestrali, non ancestrali), dei miei desideri, della mia lingua che si muove, per avvolgere la carne di ogni posto buio e ruvido d'umore, o solo sfiorato da quanto possa immaginare, sentire o volere?
Virtual Death » Non muoio in te, io ci sguazzo nel tuo dolore. Mi preme dirti che nella tua sofferenza io ne traggo enorme godimento. Quasi come un ladro che scappa nella notte, io scappo per perderti, per poi nascondermi nei rovi a sentirti piangere, piangere per me, per tutto quanto tu vedevi sulla punta del mio naso, lungo le vene putrefatte dall'Inferno. Ma tu lo sai quanto è grande l'Inferno? Lo sai quanti colori sprigiona un sole sotterraneo che non puoi dire mai di vedere ma solo di provare? Giù, nello stomaco, a risalire lungo le arterie, a piantarsi nelle tempie, a ticchettare DENTRO, profondamente DENTRO, magnificamente DENTRO.
Hand of Doom » Piccola piccola, ammassata nel NIENTE, perchè da quello vieni, quello sei, quello tornerai.
Tutto ciò che vuoi è nel NIENTE.
Tutto quello che vivi è NIENTE.
Tutto quello che sei è NIENTE.

Tutto quello che sono è NIENTE.

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diary of a madman

lunedì, 29 agosto 2005

Er wartet auf den Mittagswind
die Welle kommt und legt sich matt
mit einem Fächer jeden Tag
der Alte macht das Wasser glatt

Ich werf den Stein zu meinem Spass
das Wasser sich im Kreis bewegt
der Alte sieht mich traurig an
und hat es wieder glatt gefegt

Im weissen Sand der alte Mann
zitternd sein Pfeife raucht
nur das Wasser und ich wissen
wozu er diesen Fächer braucht

Die Ahnung schläft wie ein Vulkan
zögernd hab ich dann gefragt
den Kopf geneigt es schien er schläft
hat er bevor er starb gesagt

Das Wasser soll dein Spiegel sein
erst wenn es glatt ist, wirst du sehen
wieviel Märchen dir noch bleibt
und um Erlösung wirst du flehen

Den Fächer an den Leib gepresst
im Todeskrampf erstarrt die Hand
die Finger mussten sie ihm brechen
der Fächer bleibt zurueck im Sand

Den Alten ruf ich jeden Tag
er möchte mich doch hier erlösen
ich bleib zurück im Mittagswind
und in dem Fächer kann ich lesen

Das Wasser soll dein Spiegel sein
erst wenn es glatt ist wist du sehen
wieviel Märchen die noch bleibt
und um Erlösung wirst du flehen

»»»» RAMMSTEIN

IL VECCHIO UOMO

Lui ti aspetta nella brezza di mezzogiorno
l'onda viene e si infrange pigramente 
tutti i giorni con un ventaglio
il vecchio uomo calma l'acqua del mare 

Butto una pietra nel mare per divertirmi
e l'acqua si muove in cerchi concentrici
il vecchio mi guarda con lo sguardo della tristezza 
e calma nuovamente le onde 

Sulla spiaggia bianca, il vecchio
con la mano che trema, accende la sua pipa
solo il mare ed io sappiamo
perché gli serve il suo ventaglio 

I Pensieri dormono come un vulcano spento
con timore, gli chiesi a cosa gli servisse 
lui piegò la testa, sembrava che dormisse
me lo disse prima di morire

L'acqua sarà il tuo specchio
se è calma vedrai
quante parole ti rimangono
e piangerai per salvarti

Schiacciò il ventaglio contro il corpo
nella mano rigida del rigor mortis
gli dovettero spezzare le dita
e il ventaglio rimase nella sabbia bianca

Penso al vecchio uomo ogni giorno 
a lui, lo so, piacerebbe salvarmi 
contro la brezza di mezzogiorno 
posso leggere nel ventaglio

L'acqua sarà il tuo specchio
se è calma vedrai
quante parole ti restano
e piangerai per la tua salvezza.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:43
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heavy rock

domenica, 28 agosto 2005

Anche per il Reame di Ozz è arrivato il momento di invecchiare. Esattamente un anno fa, infatti, dalla testa parecchio malata di chi scrive si concretizzava quello che tutti voi conoscete oggi.
Decisamente non avrei mai pensato che il Reame riscuotesse tanto credito in casa d'altri (e molto più rodati), ma tant'è.
Come una serpe si è insediata tra le spire di tanti e tanti altri. Amici che mi sento doverosamente e sinceramente di ringraziare dal più profondo del mio "cuoricino stronzo", come tanto piace dire alla mia Fiamma di adesso che ancora, dopo cinque anni di bestemmie e maledizioni al mio fianco, dopo altri cinque di assoluto silenzio da parte mia (non sono di certo un fottuto piagnucolone e per quanto mi riguarda le porte quando sono chiuse, sono chiuse e basta, senza nessun rimpianto di sorta, e lo sanno bene tutti coloro che hanno avuto la sventura di incontrarmi di persona), adesso nuovamente ha trovato il coraggio di sopportarmi, mi auguro per sempre (un sanguinoso e maledetto bacio a te).
Non è questo il momento però di parlarvi dei miei vagheggiamenti sentimentali che, per quanto mi riguarda credo a volte di esprimere in maniera abbastanza compiuta (certo, per chi naturalmente sa leggere tra le righe di certi post e di questo devo dare atto a pochi, pochissimi, tra cui la sempre presente Anima Nera di
Lady Heather che ha compreso parecchio bene molti aspetti del mio carattere e che se avesse deciso di fare la psicanalista mi avrebbe certamente avuto nella lista dei suoi pazienti più affezionati).
Questo post è dedicato totalmente a tutti gli amici ed ai nemici che in un anno hanno reso 5400 volte dannato questo Reame di buio e di ombre.
Grazie.

Ozzy

»»Thanks to:

Lilith la Luna Nera: L'amica più affezionata, la compagna ideale di ogni buio, di ogni depressione, di tutte quelle poche serate passate a rimirare le stelle sul mare e i demoni nel più profondo del pozzo. A te che certamente leggerai questo post va tutto il mio affetto e tanti, ma davvero tanti baci,  meritati certamente, perchè sei quanto di più sinceramente e compiutamente disarmante io abbia mai incontrato in vita mia (e ne ho visti tanti di individui, posso giurarci su questo).

Lady Heather: La mia metà complementare, tutto quanto possa dirsi sensuale abita in quella tua meravigliosa testa dai capelli ricci e dal sangue che scoppia irrequieto nelle vene. Tu sei l'Anima tinta di rosso del mio essere, io solamente un contorno fatto di ghirlande di spine (o di coriandoli, come scrisse qualcuno tempo fa in un commento che voleva essere denigratorio e che invece mi fece tanto piacere), e scrivere con te è quanto di più appagante possa desiderare. A proposito, tanto per dire, andatevi a leggere anche Buiombroso, è sempre lì, come una scatola aperta, spiato da occhi famelici che pensano a chissà quali porcate ed invece trovano un intrico di parole (solo quelle) da far scoppiare la testa (saremo contorti ma cherie?)

D.a.r.k.e.n.t.r.i.e.s.: L'amica dei complimenti, quella per cui apro sempre queste pagine e che, simile a me, dà un senso ed un solco preciso alla parola buio a cui noi, dannati, abbiamo consacrato tutto il nostro essere e volere.
Un grande bacio anche a te, continua così, non mi stancherò mai di leggerti.

Godog: Quando arrivò il duecentesimo post, scrivesti che dalla mia testa pe(n)sante uscivano cose belle. Di questo ti ringrazio ed anche per affinità intellettive e musicali (In Flames fino alla fine, Death Metal oltre ogni limite!) mi auguro di leggerti sempre e comunque, ma non ti chiedo di dare anche a me un pò della vita che serbi nel tuo, seppur nobile, contenitore e fagocitatore di mostri, per quello, trovati una bella ragazza, magari con i capelli rossi (sogno erotico che frustra le mie, e credo anche le tue, notti).

Blackmilk: Tra un paio di camel light, qualche Martini di troppo e la passione per la musica che piace anche a me, scrivi cose che è un piacere leggere. La parola "Introspezione", io credo, sia stata creata apposta per te.
Un grande bacio pure sulle tue guance, naturalmente dato ascoltando "Walk on Water" di Ozzy Osbourne.

Regina del Mondo: Pochi sanno che il Reame di Ozz non è di mia esclusiva proprietà ma appartiene anche a questa "magica" ragazza che per un lungo periodo è stato tutto quanto io volessi o ambissi dalla vita. Anche per te ho una marea di baci profusi in ogni dove ed in ogni parte, tutti quelli che non ho potuto darti. Pazienza. Tutte le cose belle finiscono sempre troppo presto, ma ti penso comunque e mi auguro che tu possa trovare quanto non sei riuscita in me nel migliore dei modi e grazie ad una persona che sappia amarti come io non ho potuto (o voluto) fare.
Coming soon...

Dobermann: Scrivi cose bellissime, ed il tuo blog forse è quello che più trasuda introspettività e disagio, tutto quanto io non sò esprimere con le parole arroccandomi nei castelli di parole, tu sai farlo nella maniera più semplice e meravigliosa.

Ozzy Osbourne: Il Madman di certo non leggerà mai questi credits, ma se c'è una ragione per cui io amo la musica lo devo essenzialmente a questo ormai attempato signore che, più di trenta anni fa ha iniziato a tracciare la direzione principale di ogni Reame di Ozz esistente al mondo.
Grazie Ozzy, grazie papà.

Aleister Crowley: Il Maestro Therion è l'essenza pura del buio. Occorre che vi ricordi che anche per lui il mio coefficiente di interesse esoterico è cresciuto in maniera esponenziale?

Michael Myers e Jason Voorhees: Il male di certo non muore mai, e questo è un dato incontrovertibile. Di certo, da quando ero piccino piccino (lo sono stato anche io, che credete?) ancora me le sogno, certe notti, le loro apparizioni.
Sogno e rabbrividisco.

Ed ancora, ringraziamenti generali (anche se non meno importanti, bene inteso) a: Robymat e Rhoebe (mio fratello e la padrona della terrazza sul mare), Lucignola, Vampyrella, Mordja, Dark Scarlet, Gonerill, Arabafenice311, gli Anathema, i My Dying Bride, i Paradise Lost, i Metallica, mia madre e mio padre che mi hanno fagocitato, i miei fratellini, tutte le donne che ancora non mi hanno chiamato per comunicarmi che c'è qualche marmocchio che mi somiglia al mondo, tutte quelle che lo hanno fatto e che puntualmente mi dissanguano il portafogli (scherzo. Non dovrebbero essercene), Gabriele D'annunzio per l'ispirazione di certi versi, Bacco e Tabacco e Venere (le cose per cui vivo e respiro), la Ganjia (drogati comunisti che non siete altro, mi avete contagiato pure Gesù Cristo), il Demone che mi perseguita e che gioca al pallottoliere col mio cervello, l'Infinito, Matrix e tutta la fantascienza che mi ha accompagnato fino a questo punto, le poche albe ed i troppi tramonti che ho ammirato con le lacrime agli occhi, i Compagni di Rifondazione Comunista prima e dei Democratici di Sinistra poi, mio nonno che fumava sempre quei puzzolentissimi toscani, la Bandabardò (simpaticissimi e con le vene colme di birra anzichè di sangue), Pino Scaccia ed i suoi reportage dal Medio Oriente, Enzo Baldoni (Riposa in Pace, ovunque i tuoi poveri resti marciscano, per te ho aperto questo Blog), Overtula, Fata Apollonia, il vino, la birra, il bourbon ed il Mojito alla menta ed alla marjiuana, Donnie "Il cartaio", Nevev, Massimo e la panza sulla cariola, i viaggi nell'America di "Mezzogiorno di fuoco" e quelli in Finlandia, la Germania e le sue Valchirie che mi hanno fracassato le costole, e tutti quelli che qui ho dimenticato e che comunque non smetterò mai di ringraziare per l'aiuto e l'appoggio datomi. Sono sicuro del fatto che non ve la prenderete, sono certo che se continuerò, lo farò anche e soprattutto per Voi.

Il Primo post del Reame di Ozz: "Anima e fuoco, dolore di testa e pensieri persi, che però ritornano..."

Tutto qua, e scusate se è poco.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 02:16
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diary of a madman

mercoledì, 24 agosto 2005

Agonia di suoni lancinanti, trascinati o sparati a razzo l'uno appresso l'altro con la furia e la rabbia dell'odio, della decadenza, del marciume di tutto questo mondo: come un Purgatorio sopra le nostre teste.

Divinità abortite, blasfeme, intrise di tutto ciò che di mostruoso esista e non esista. Cieche velleità per sentimenti che non sappiamo descrivere, altrimenti inutili, vacui come le parole che li descrivono.
L'eternità non è ad un passo da noi, alloggia lontano ma non nei cieli imperlati di bugie cristiani, né nelle imperfette e perfettibili descrizioni di Eden macchiate su fogli bruciati, gualciti dal tempo e dall'indifferenza.
L'eternità alberga sotto il suolo, nella carne della terra, lontano dagli echi delle guerre, dagli eccidi, dai gas nervini, dalle bombe al napalm e ai chiodi, dai coltelli, dai feti abortiti, dalle madri senza occhi e senza lacrime, dalle paure infantili, dalle violenze casalinghe, da quelle indiscriminate, dalle pulizie etniche, dagli olocausti, dalle atomiche, dai cadaveri nel Fiume Giallo, dalle popolazioni palestinesi e libanesi di Sabra e Chatila, dalle donne col bourqua Afghane, da quelle senza croce e senza niente da amare Iraquene, dai lodi, dagli assassinii di stato e da quelli privati, dall'Impero Americano e dal suo Imperialismo economico, dal pensiero "unico" occidentale, dall'occipite e dalla punta del bastone, dalle puttane nere e sporche dallo sperma dei camionisti alle periferie di Roma o di Hong Kong, dai desaparecidos, dai perseguitati politici, dai terroristi musulmani con sette paia di mutande e dai loro kalashnikov sempre carichi e col colpo diretto in faccia.

Da tutto e da niente l'eternità è mille miglia distante.
Piove sangue. Piovono escrementi sulle pianure defraudate dai polmoni, sulle montagne che solleticano l'alto ed il buio della notte più profonda che si ricordi.
Le corna del Diavolo accese dall'iride incandescente dell'ignoranza.
Tesi di purulenza.

“Mio Dio, Mio Dio. Perchè ci hai abbandonati?” 

“Mio dio, mio dio. Perchè hai inteso mettercelo così platealmente nel culo?”

Niente da avere e da dare. Niente da proclamare o rivoluzionare.
Anarchia, ed il senso storto dell'universo.
Terrore e l'aria soffocante e sterile dei campi di morte, ovunque essi siano.
Ovunque nascano, per la mano che li costruisce e ne patisce.

Gli Slayer »»»»

Paura :: Paura :: Paura ::

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diary of a madman, heavy rock

lunedì, 22 agosto 2005

Nell'anno 1554 del mese di Luglio,
Vieste dopo l'esser stata sette giorni
assediata da Draguth con settanta
Galere dell'Armata del gran Turco,
fu ultimamente, non potendosi più
difendere, saccheggiata presa e
abbruggiata con preda notabile di
Cittadini, e ricchezze e con perdita
di settemila anime tra presi, e
morti; e fu questa notabilissima
ruina pianta per tutta Italia.

CHIANCA AMARA
FU QUESTA PIETRA
SU CUI SI CONSUMÒ L'ECCIDIO

» Nel mese di Luglio del 1554 Vieste, cittadina garganica posta all'estremo limite dello zoccolo pugliese venne posta d'assedio dal "Rais" (cioè Comandante) turco Draguth per sette lunghissimi giorni in cui la povera gente confinata entro le mura cittadine soffrì la fame ed una serie infinita di patimenti e scorribande da parte dei musulmani pirati al soldo di Solimano il Magnifico.
Un prete (gloria alla sua cretinaggine, come del resto non dissimile a quella di tanti altri suoi colleghi anche in diverse epoche) di nome Nerbis, patteggiò con il Turco la resa della Città dietro la promessa di una ritirata senza troppi tafferugli da parte dei pirati che invece credevano alla guerra ed ai massacri più che non nello stesso Allah.
Draguth accettò la resa incondizionata del paese e quando le porte delle mura si furono aperte, diede ordine ai suoi uomini di saccheggiare, depredare, uccidere, violentare e rubare qualsiasi cosa gli venisse a tiro e si muovesse.
Fu così che su quella pietra che fu posta nel 1990 da un ente turistico regionale, furono mozzate e spiccate 5000 teste di Viestani ed i rivoli di sangue defluirono fino al vicino Mare Adriatico che, qualche vecchio racconta, per l'orrore ritirò le proprie acque di diverse decine di metri dalla costa.
Infine, lo stesso Draguth fece incendiare tutte le case e le chiese bizantine nobilmente adornate di fregi e di dipinti, comprendendo nella carneficina che ne seguì anche donne, vecchi e bambini e lo stesso Nerbis, colpevole di aver tradito i propri concittadini, senza nessuno scrupolo di pietà.
Da allora quella pietra alla base di un edificio nel Centro Storico del paese fu chiamata "Chianca Amara" cioè "Pietra di sofferenza", ad imperitura memoria dell'eccidio compiuto dai turchi.

Nei miei luoghi, la parola "macelleria" si pronuncia dialettalmente «chianca». Chissà perchè.

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diary of a madman

domenica, 21 agosto 2005

Se le parole non ti salgono dallo stomaco, non puoi pregare, puoi solo ricordare di memorie ridondanti fatte di non-sense e di scurrili epiteti.

Se il cuore non ti batte in petto, non puoi farci niente, solo gli angeli non mangiano le radici della terra, e tu non sai nemmeno se esistono.

Nelle orecchie tambureggiare di pelle, voce profonda cavernosa, ritmo tribale, travolgente. D'un tratto chitarre distorte, diapason in lontananza, sfregare di vibrazioni che calpestano le viscere, le riducono poltiglia, le innalzano al cielo, ne fanno fumo e odore per qualche cosa d'intangibile che è la tua fantasia.

Voci cavernose, poi sussurrate, in seguito infuriate.

I Moonspell »»»

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heavy rock

sabato, 20 agosto 2005

Giorgio Faletti per quanto mi riguarda, me lo ricordo ancora a fare il buffone al "Drive In" quando ancora piccolo la televisione la guardavo eccome, anzi, prima ancora che mi nascesse l'interesse paranoico per la musica, la televisione, specialmente quella commerciale era il mio passatempo preferito. Un passatempo che si nutriva di cartoni animati, di filmetti del pomeriggio e di "Drive In", per l'appunto, alla sera su Italia Uno.

Giorgio Faletti per quanto invece concerne il tempo attuale è uno scrittore dotato e che sa benissimo dove vuole andare a parare e cosa vuole trasmettere scrivendo i suoi romanzi.
Prima ancora d'essere scrittore (e non è certo un Umberto Eco o un Dan Brown), è stato, oltre che "buffone alla corte di Sua Intermittenza", anche conduttore televisivo, intrattenitore e cantante (chi ha visto il Festival di Sanremo di qualche anno fa se lo ricorderà certamente a cantare "Signor Tenente"), e tutto quello che ha fatto nella sua poliedrica esistenza gli è riuscito in qualche maniera.

Quello che mi interessa di certo adesso non sono i suoi abbondanti o scarsi risultati di spettacolo, ma bensì quelli più intimi e che sanno molto di altra prospettiva, di scrittore. Per la precisione di scrittore di Thriller e, nel caso del suo secondo libro "Niente di vero tranne gli occhi", che libro!
Comprato il 10 di agosto alla Fiera del Libro di Sapri (che più che fiera sembrava più un mercato in miniatura di libri pescati come il pesce), iniziato a leggere ed a sfogliare il 13, poi continuato ad essere sfogliato e seviziato dalle orecchie alle pagine fino all'altro ieri, un quarto d'ora fa finito di leggere con una mesta e contenta soddisfazione.
Certo, "Niente di vero tranne gli occhi" non è certo "Il Codice Da Vinci", né "Il nome della rosa" come ho scritto prima, ma ha il gran pregio di farsi leggere e di intrattenere in maniera egregia chiunque si avventuri nell'esplorarlo.
La storia, per quanto originale, la si sente presa da chissà dove, in un luogo di "già sentito e visto". Non è nulla di originale ma la differenza, secondo me, la fa molto la maniera di scrivere dell'autore che proprio per nulla ricalca nessun modello letto fino ad ora fatta eccezione per il suo primo (ed inimitabile) "Io Uccido".

Anche in questo caso la storia è composta da tante piccole storie che hanno il sapore amaro di gente comune afflita dai mali della nostra società borghese ed occidentale: la noia, i soldi, l'apatia, la paura di raffrontarsi al mondo, i vizi, le luci false e buie della mondanità, lo squallore dell'esistenza cittadina.
Anche in questo caso la storia si svolge anzichè a Montecarlo come in "Io Uccido", tra New York e Roma, e sono le città che tutti conosciamo avendole viste chissà quante volte in tv. Una Roma patinata (anche se meno rispetto ad "Angeli e Demoni") ed una New York abitata da yuppies affetti da rampantismo sociale e da miliardari nell'armadio e molti scheletri per casa.
Anche in questo romanzo c'è un assassino che uccide le proprie vittime selezionadole da una categoria sociale altolocata ma con nessun legame apparente ed investigativo. Stavolta le vittime però vengono strangolate e composte a mò di opere d'arte moderna rimandandosi a Linus, Lucy ed a tutti i Peanuts che noi italiani abbiamo conosciuto più per le pubblicità di qualche detersivo che per altro.
La prima vittima, uno scultore modernista che si fa chiamare Jerry Kho viene trovato in casa sua attaccato ad un muro con un dito incollato in bocca ed una coperta appoggiata al viso e sulla sua testa un codice alfanumerico che sarà il primo di una serie non tanto prolissa di indizi che permetteranno agli investigatori con in prima linea lo zio dello stesso artista nonchè fratellastro del sindaco di New York, di venire a capo ad una storia torbida e crudele che farà conoscere ed allargare numerosi orizzonti ai personaggi del romanzo.

Forse "Niente di vero tranne gli occhi" non è proprio nulla di che, ma che volete, dopo i romanzi di Ken Follet, di Jhon Grisham e compagnia bella, forse, anche in Italia, un astro nascente della letteratura poliziesca e del thrilling, non stonerebbe per niente.
Buona lettura, e se riuscite, magari comprate il libro come ho fatto io con lo sconto del 10% sul prezzo di copertina. Proprio come al mercato del pesce.

»»» Il Blog di Giorgio Faletti

»»» Niente di Vero Tranne gli Occhi su Wikipedia

»»» Charles Schulz ed i suoi Peanuts

»»» Il buio e l'attesa hanno lo stesso colore.
La ragazza, che un giorno sarà seduta nell'oscurità come in una poltrona, ne avrà a vuto a sufficienza dell'uno e dell'altra per averne paura. Avrà imparato fin troppo bene e a sue spese che la vista a volte non è un fatto esclusivamente fisico ma mentale. Improvvisamente, i fari di una macchina di passaggio disegneranno un riquadro luminoso che percorrerà le pareti con rapida furtiva curiosità, come alla ricerca di un punto immaginario.
[...] Sul tavolino di fianco alla sedia su cui è seduta la ragazza ci sarà una Beretta 92 SBM, una pistola col manico di dimensioni leggermente ridotte rispetto al normale, appositamente costruita per adattarsi a una mano femminile. Prima di appoggiarla sul piano di cristallo avrà inserito con un gesto deciso il colpo in canna e il rumore dell'otturatore sarà rimbalzato nel silenzio della stanza col suono secco di un osso che si spezza. A poco a poco i suoi occhi si saranno adattati all'oscurità e riuscirà ad avere la percezione del luogo in cui si trova anche con le luci spente.
[...] La ragazza sentirà il proprio sorriso amaro fiorire nel buio.
I colori complementari sono quelli che mescolati insieme nella giusta quantità danno come risultato il grigio assoluto. Questo non può succedere con l'oscurità. Il buio genera solo altro buio.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 23:14
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darkening

sabato, 20 agosto 2005

Quanto dolore, quante tensioni
nascoste tra noi nei nostri pensieri.
Troppi nemici, troppi veleni
nascono tra noi, nei nostri desideri.

Molto lontani dalla realtà,
troppo lontani dalle verità,
noncuranti dei bisogni
delle nostre paure.
Paura di volare, paura di morire
la paura di non sapere più da che parte stare
non riuscire più a distinguere cos'è il bene ed il male

Another world is possible
Un otro mundo es posible
Un altro mondo è possibile
Un autre monde est possible

Di nascosto nei palazzi delle nostre città
si sezionano le sorti dell'umanità.
Noncuranti dei bisogni, dei nostri desideri
delle nostre paure, paura di morire

Segnali ribelli, voci pirata
nel nostro medioevo frequenze illegali.
Corrono veloci le comunicazioni,
Rimbalzando tra i satelliti ultraplanetari
arrivano, colpiscono, confondono e cancellano.
Riscrivono di colpo tutto ciò che è stato
Ma non è troppo tardi ancora, non è tardi per cambiare
Per sognare altri mondi non è mai troppo tardi

Another world is possible
Un otro mundo es posible
Un altro mondo è possibile
Un autre monde est possible
 
 
Di nascosto nei palazzi delle nostre città
si sezionano le sorti dell'umanità.
Noncuranti dei bisogni, dei nostri desideri
delle nostre paure, paura di morire
Cambiare!

Modena City Ramblers »»»

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diary of a madman

venerdì, 19 agosto 2005

»»» Conosci Te Stesso «««

Frustrato, ecco quello che sono.
Frustrato dall'unico pensiero che in questo periodo mi martella il cervello: ragiono col cervello o col cazzo? A volte non riesco a comprendere dove inizi l'uno e si fermi l'altro, tanta è la voglia, ed accade spessissimo, di voler assumere un contatto, volersi sentire solo un poco, ma davvero poco, amato.

Per me non è possibile. Precisando, non lo è per tutto quanto io vorrei o desidererei da un rapporto a due. Nel mio buio non c'è spazio per nessuno tranne che per me, ma il mio corpo contamina tutto quanto possa toccare. Come un Blob, come uno squallore che non s'arresta se non arginato, ma ad arginare il mio male non c'è che il nulla, ed il mio nulla non è altro che il mio buio.
Quello che mi palpita nel cuore e sembra mordermi lo stomaco, che raddrizza il mio sguardo e lo arrossa increspandolo di lacrime amare che tante volte ho versato, che adesso son terminate e che probabilmente non mi permetteranno mai più di vivere l'amore, o qualunque cosa esso sia, alla maniera comune.

Troppe volte mi sono sentito morire, troppe volte ho covato un rancore ed un odio che stentava a decollare ma che si era stanziato permanentemente in me.
Inagibilità. I miei sentimenti non sono altro che una scala impraticabile di cui io ho sporcato tutti i passi per potermene isolare, cercando di alleviare le mie pene, credendo che dimenticando tutto quello che è stato avrei potuto vivere nella migliore delle maniere.
Non è stato mai così: dimenticare il male non serve a cancellarlo, perchè il male non muore mai.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 12:59
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Gens 

giovedì, 18 agosto 2005

La gente a volte dice che un pazzo, anche se non fa male a nessuno, dovrebbe rimanere confinato in un ospedale psichiatrico.
La gente, molte volte, guarda altra gente con lo sguardo torvo e pieno di rancore perchè non sà, e non vuol sapere, che cosa celi un individuo in sé. Basta il contatto di epidermide, parecchio spesso solo il contatto di sguardo, come un dio assoluto che butta in un angolo disinteressato e con poca cura, tutto quello che non rientra nei suoi canoni.

Il mio canone non è quello della "gente che a volte...", tutto quello che penso e scrivo rimane intrappolato in queste pagine e non si alza per danzare a nessun "Osanna", verso nessun cielo, verso nessuna meta.

Un Serpente Uroboro senza testa e senza coda, che corre all'infinito per le brame di un mondo a tutto tondo, fatto per la gente, costruito nell'armonia, distrutto dalla gente.
La gente che non sà, la stessa, e la gente che non vuol sapere, anche questa la stessa, per la gente che non vuole ascoltare, ancora una volta la stessa.

Paura, apatia, disagio.
Anche questo la gente prova, tenta di staccarsene come il lebbroso cerca di elemosinare l'aiuto che mai gli verrà, e come questi deriso e detratto come "l'appestato".
Uomini nel buio, che non sanno vivere, cercano solo di morire, ma non sanno nemmeno come si faccia, non capiscono cosa si provi, e cercano di morire tante volte per prepararsi ad una dipartita incuneata in una terra che li ha fagocitati e li ha divorati, forse a volte cullati lungo le spire del vento, sulle punte degli alberi nelle montagne.

Morire tra le braccia di una donna, perdendosi in meandri misteriosi ed ancestrali: bestialità che confondono il cervello, portano a ragionare secondo i canoni del cazzo, e questo è molto "trend", perchè la stupidità, la malavoglia, non muoiono mai, quelle no.
Morire invece sulle spiagge assolate d'estate, dove tra le grida dei bambini e le creme a protezione totale non c'è spazio più né per Poseidone, né per la sua forza che travalica l'immaginabile.
Morire ancora a cavallo di un tempo che si rifiuta, lo si respinge con disgusto, lo si fabbrica alla stessa maniera dell'artigiano che crea una piuma per destinarla alla schiena indolente della gente.

La gente, sempre quella, sempre tale, sempre sorda, sempre sordida, sempre più vicina alla morte eterna. Per quella anche la gente ha paura.

Prostrato da OzzyRotten alle ore 19:51
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