Dark horizons come close to me and
Magic will be my key
I will travel through the gate
To be the finder of my fate
Nox, the night and key i will open your old mystery.
Key of night, open up!
Deep abysses i sink into
And behind the light i go
My long journey never ends,
But i will receive what i send.
Nox, the night and key
I will open your old mystery. key of night, open up!
Therion »»»
a V.
È nuovamente NeroVoragine.
Più profondo di tutti gli abissi di Nettuno, più doloroso di qualsiasi schiocco negli sguardi, ma quelli, adesso, non ci sono; ed io mi contento di astrali scampoli di desiderio che, dannazione, non riesco proprio a balbettare, nemmeno digrignando i denti, nemmeno stringendo le palpebre, nemmeno soffocando il battito del mio cuore, sempre stronzo, e nessuno chiede di cambiarlo, nessuno chiede di sezionarlo, nessuno chiede di alterarlo.
Meglio così. L'ho detto tante volte. Meglio scappare, meglio rincorrersi nei rimpianti che piantare una quercia senza radici destinata a morte (sicura??).
Disgraziata notte questa. Speriamo che si ripeta. Non per la Vertigine che, in fondo, è tutto ciò che voglio, ma per le parole e per il peso di quelle.
Saprò sopportarlo? Starò illudendomi?
Mi ucciderò ancora una volta?
Godog scrive, io comprendo bene...

Confesso che degli Arch Enemy conosco poco, forse niente. Ho comprato il loro ultimo lavoro solo per il semplice fatto che di Death Metal non si è mai sazi, e nel mio caso, se fossero stati i Suffocation non ci avrei nemmeno perso il tempo per un'occhiata, visto che mi piace il genere ma guardo molto alla melodia e dunque per me gli Obituary, pur essendo una grande band, o altri, non mi dicono assolutamente nulla, mentre impazzisco per i soliti e blasonati In Flames e Dark Tranquillity.
Da piccolo veterano di genere mi muovo nella palude dei miei gusti musicali con circospezione preferendo sempre la comoda via dell'andante sicuro piuttosto che quella dello scoprire e deliziarsi delle novità.
Per me gli Arch Enemy sono una novità, ma non in senso assoluto. Sapevo benissimo che a cantare è una donna, la bellissima e fatale Angela Gossow, come nel caso dei vecchi Sinister, che però non ha nulla del seme femminile in mezzo alle corde vocali: ascoltando gli Arch Enemy si avverte solo rabbia cieca e disperazione. Nessuna luce, nessuno spiraglio lirico, nessuna elegia di suoni, nessun goticismo sognante e danzante su note di organi o strumenti non di genere. Solo buio, ed anche pestissimo e furioso.
Doomsday Machine è un lavoro che ricalca alla perfezione lo stilema che ho espresso: chitarre lanciate e batteria a doppia cassa la fanno da padrone, qualche effetto di contorno e qualche synth a dare maggiore phatos alle canzoni, ma per il resto sono 11 canzoni (più 4 videoclip di cui uno nuovo, "Nemesis" e tre registrati in presa Live) di rabbia purissima da prendersi con le dovute e sincere precauzioni.
Agli Arch Enemy piacciono molto gli Slayer, e si sente molto spesso l'eco di accordi alla Kerry King inframezzati con assoli invece questi molto ispirati ed intrisi di dolore, ma non sono solo gli Slayer a fare le regole, e quì e là allora si sente anche la rifrazione di piccoli spunti alla Dark Tranquillity, per rimanere nellla stessa linea di pensiero, o dei Carcass di "Heartwork", o dei Death di "Symbolic", spostandoci invece in un terreno più complesso.
Sarà che i componenti della band provengono tutti da altri gruppi che reggono le regole di buona parte del metal, per esempio, a puro titolo di citazione, il chitarrista, nonchè fondatore e leader della band, Michael Amott ha militato nei Candlemass, nei Kreator di "Enemy of God" e nei Carcass proprio nel periodo in cui questi ultimi pubblicarono "Heartwork" da molti dato come capolavoro del genere death melodico, il bassista Sharlee D'Angelo ha militato invece, tra i tanti, con i Mercyful Fate, ed il batterista Daniel Erlandsson persino negli In Flames di "Clayman"!
Dunque tutto questo pesante bagaglio di musica e marzialità non poteva che sfociare in qualcosa di feroce ricomponendo, come in un apocalittico collage, tutte le influenze nefaste del metal.
Il risultato è un lavoro che, a dire il vero, né aggiunge e né toglie nulla a ciò detto finora in ambito Death, ma per i cultori di questo genere, anche se rimpiangono i bei tempi di "The End Complete" degli Obituary, questo album potrebbe rappresentare un buon punto di riferimento: ottimamente suonato (e non potrebbe essere altrimenti con un curriculum come quello degli Arch Enemy), ottimamente (e bestialmente) cantato, ferocemente si incunea tra le casse dello stereo.
Non è un capolavoro, ma per chi dal metal a volte pretende anche massicce dosi di rabbia, lo si ascolta e si inizia a pogare.

Diva Satanica
.: Se vi può sembrare bella questa dolce creatura, avete mille ragioni, ma andatevi ad ascoltare qualcosa del suo repertorio, QUI, QUI e QUI.
Accavallo le lunghe gambe tornite mentre ti guardo. Hai ancora i segni delle manette ai polsi, e cerchi di coprirli con la camicia, mentre nervoso ti tocchi i gemelli. Ma non basta. Mi guardi di sottecchi, hai paura del mio sguardo. Più tagliente della lama di un coltello, più doloroso di un colpo di frusta sulle carni nude.
Scappi. Nella tasca della giacca cerchi il tuo presente, tiri fuori la fede infedele e te la infili nel dito della menzogna. Dal nulla vieni e al nulla ritorni.
Impossibile comprendere il Buio senza avere il coraggio di sceglierlo.
Finalmente ce l'ho fatta! Dopo due giorni a sfarmi le cellule celebrali per capire che cazzo fosse successo all'Editor di Splinder che non mi faceva comparire la barra dei comandi per postare, ho scoperto che a volte il blog soluzioni.splinder.com a qualcosa serve.
Tornato a dominare sul mio Reame ho da dare a quei pochi sventurati che si addentrano in questo posto una grande notizia: da qualche giorno ormai, il Reame di Ozz non è più solo di mia esclusiva pertinenza e proprietà (non lo è mai stato, anche se la mia dolce metà di una volta possedeva le chiavi delle segrete ma non le ha mai più utilizzate da quando ci siamo lasciati. Meglio così...) ma da adesso appartiene anche a Lady Heather, come del resto la stessa cosa è accaduta per il suo blog che da un diario perverso di lussuria e dolore, adesso è diventato anche "l'alcova del diavolo" avendomi tra gli autori.
Occorre che dia qualche spiegazione (mica tanto approfondita. In fondo a voi che vi frega?).
Da molto tempo cercavo una donna bellissima ed intelligente che potesse accompagnarmi nel mio percorso di buio e di ombre. Per un semplice principio che io chiamo di "complementarietà" ho cercato qualcuna che fosse come me ancorata a certi canoni (oscuri canoni) ma che rispetto a me fosse differente, avendo ciò che io non ho mai avuto, e cioè la sensualità innata delle poche (e messe molto bene) parole.
In Cassie tutto questo non è l'eccezione ma la regola e, dopo essermi "innamorato" di ciò che scriveva nel suo diario, le ho proposto di scrivere per me, ma non solo, parole che sapessero dello stesso colore scarlatto del peccato.
Decidemmo quindi di creare Buiombroso, e da allora (qualche mese è passato) siamo riusciti a creare una simbiosi che va anche al di là del semplice postare l'uno in conseguenza dell'altra. Logico passo avanti quindi, è stato questo matrimonio che ci lega indissolubilmente e fa delle nostre due strade, un unico viatico dove perdersi, fosse anche solo per noi due.
Apro quindi le mie stanze che odorano di zolfo, bordate di velluto nero, anche a te, mia dolce e nefasta "Signora della Frusta": onorato di poter sentirmi importante tra le tue magiche sillabe. Di fianco al mio trono di teschi ora ne esiste un altro, il tuo.
Stavolta, ma solo per questa, sono io a porgere un inchino a qualcuna, e non il contrario come sempre succede.
Seawinds
(Originaly performed by Accept - 1979, performed by Therion - 2005)
In cold and dark December
As I walk Into the rain
Sit beside the room
All night long
In a grey december morning
I decide to leave my Home
Took a train to nowhere
Far away, Far away
Many thousand miles away
Where the moon took to the stars
Dreamed about the days
Days gone by, days gone by
In the night, the seawinds are calling
And the city, is far far away
Soon, the sea turns to Darkness
It is night, and seawinds are calling
Seawinds call, seawinds call
Ten thousand miles away
Where the moon took to the stars
I dreamed about the days
Days gone by
I've been told so many stories
And dreams my friends have made
So It's no illusions
Sail away, sail Away
In the night, the seawinds are calling
And the city, is far far away
Soon, the sea turns to darkness
It is night, and Seawinds are calling
BREZZA DEL MARE
(tradotto e liberamente interpretato da Ozzy)
In un freddo e scuro dicembre
camminando nella pioggia
mi sono seduto in un angolo di stanza
per tutta la notte
In una grigia mattina di dicembre
ho deciso di abbandonare la mia famiglia
ho preso un treno che non c'era
per andare lontano, per andare lontano
Lontano mille miglia
via, dove la luna ha toccato le stelle
sognate nei giorni
che se ne sono andati, nei giorni che se ne sono andati
Nella notte, la brezza del mare mi chiama
e la città è lontana, lontana da quì
presto il mare tornerà scuro
nella notte, ed i suoi venti torneranno a chiamarmi
La brezza del mare mi chiamerà, la brezza del mare mi chiamerà
Lontano centomila miglia
via, dove la luna ha toccato le stelle
sognate nei giorni
che se ne sono andati
Ho raccontato di tante cose
sognando amici che non ci sono più
solo illusioni,
mancanze lontane, mancanze lontane
Nella notte, la brezza del mare mi chiama
e la città è lontana, lontana da quì
presto il mare tornerà scuro
nella notte, ed i suoi venti torneranno a chiamarmi
la brezza del mare mi chiamerà

Ventisette anni compiuti ed anche io a desiderare di prendere un treno per chissà dove e per chissà quale luogo.
Lontano da quì, lontano dalla vita.
Un giornata dal vento caldo questa. Vento caldo e basta, a sfiorare le guance, ma che non ha portato niente che potesse guarirmi dalla massiccia dose di stress accumulata in questi giorni. A volte sogno ad occhi aperti di potermi rifugiare senza essere visto da nessuno in una piccola casetta tra i fiordi della Finlandia, solo, con l'unica compagnia dei miei libri e del mio stereo, le uniche cose che se non possedessi, di sicuro mi porterebbero a cacciarmi in una tomba, tre metri sotto terra.
I giorni come croci da incidere, una ad una, sulla pelle cotta dall'acido crudele, e sotto il sole e la pioggia ignari signori di una frenesia senza senso, senza parte, niente motivo per nessuna vita insomma.
La mia ragazza mi ha definitivamente ed ufficialmente, rotto l'anima, e di questo la ringrazio, perchè mi ha dato modo, ancora una volta, di potermi consumare fegato ed orecchie, pedissequamente appresso a stupide richieste ed a stupidi discorsi che non hanno mai fatto parte del mio entroterra. D'accordo, qualcuno obietterà che ho un brutto carattere. Che tutte le cose le prendo con l'accetta, che le smembro e le utilizzo in pezzetti solo per trarne un qualche utile, che sono distante, scostevole, lugubre (per certi versi, ma non è sempre così, e non è per niente una giustificazione in cerca di condiscendenza), intollerante, despota, in pena sempre, comodo per i cazzi miei (molto vero), scomodo per quello che dico non avendo peli sulla lingua, maiale, polipo, sanfedista, noioso, superbo ed illuso, tutto quanto di reietto ed abominevole possa esserci, ma, in definitiva, sono contento così, e delle chiacchere della gente, di quello che si dice e che non si dice, di quello che si fà e di quello che sarebbe buona regola fare, non me ne fotte niente.
Amare un mostro d'aspetto ed un golem caratteriale come me, non è possibile se non si hanno requisiti di pazzia e buoni polmoni per respirare l'aria dell'appestato ma, mia cara, sappi, sempre se leggerai queste righe, che io sono fatto così e se debbo cambiare, lo debbo fare per una buona ragione, e non solo perchè urto il tuo mediocre e borghese senso estetico. Dunque Vaffanculo pure tu, come ci sono andate le altre, perchè non solo nel Buio c'è posto.
Mi sono detto questo pomeriggio, dopo che ho passato più di un'ora e mezza al telefono con la capra, che forse era meglio andare a farsi un giro per i negozi e per le luci appena accese dei lampioni di una cittadina.
Ho deciso di andare a Praia a Mare, e non perchè avessi voglia di osservare l'andirivieni di vecchi tedeschi ancora in ferie e perennemente con i pantaloncini e gli infradito (due cose che detesto e schifo in qualsiasi maniera possibile), ma perchè lì c'è una buona libreria dove ficcare la mia attenzione per scovare qualche testo di storia coperto da cumuli di best sellers tascabili, ed un ancor migliore negozio di dischi, gestito da un mio amico, e che mi fornisce regolarmente la materia prima per i miei svolazzi sulle ali di una chitarra elettrica.
Nella libreria, dopo averci girovagato per un'ora e più alla ricerca di una biografia di Francesco Giuseppe d'Austria, ho acquistato "L'Italia del Millennio" di Montanelli e Cervi ed un thriller storico di Julia Navarro intitolato " La Fratellanza della Sacra Sindone".
Di Indro Montanelli possiedo una montagna di scritti. Lo leggo da quando era ancora direttore de "Il Giornale" e accendeva il mio interesse più che altro per la sua maniera asciutta e discorsiva di scrivere che per le sue idee (che beneinteso non ho mai condiviso), poi a suo tempo comprai la sua "Storia di Roma" e ne rimasi letteralmente folgorato. Da allora nacque il mio interesse per la storia ed i suoi personaggi e nacque anche il mio vizio di impadronirmi di tutte le sue opere, a cominciare dalla sua "Storia d'Italia" che possiedo integralmente e che piuttosto di perdere mi farei uccidere.
Invece di Julia Navarro non ho mai letto niente, ma da quello che ho sentito e letto di questo thriller, dovrei esserne abbastanza soddisfatto ed anche al di là di questo, questa scrittrice ha il pregio di essere anche essa spagnola come Matilde Asensi autrice questa, di un romanzo come "L'Ultimo Catone" che ricordo di aver divorato in un solo fine settimana tanto mi appassionò.
Comincerò stanotte a leggere della Sacra Sindone, ma nel frattempo adesso mi crogiolo ascoltando i Therion di "From the Dionysian Days" (bellissimi. Li seguo molto già da quando m'innamorai di "Theli" il loro secondo album) e gli Arch Enemy con il loro nuovo album "Doomsday Machine" dove ho scoperto che anche le donne sanno emettere dei groowl pazzeschi, tanto da far impallidire qualsiasi altro cantante deathster in giro. Ne riparlerò quanto prima comunque degli Arch Enemy, lo meritano sicuramente, anche se di fianco a In Flames e Dark Tranquillity fanno la figura dei "cugini poveri".
Certo, ero partito con la ferma intenzione di appropriarmi dell'ultimo degli Opeth "Ghost Reveries" ma stavolta la fortuna non mi ha assistito come per i R+ di "Reise, Reise" (esattamente un anno fà quando solo per puro caso e per una telefonata fortuita che ascoltai e che mi fece rimanere di sottecchi mi impadronii del lavoro dei teutonici il giorno stesso che uscì in tutta Europa), e dovrò rosicare ancora per una settimana ancora, leccandomi ferite e lobi auricolari con la musica che già posseggo. Ma gli Opeth, oh se sono magici! Qualcosa di grande, qualcosa di immenso, non esattamente il canonico Heavy Metal ma una forma d'arte complessa che nasce e si rigenera nel buio, proprio come miei certi attimi, che vorrei sperare fossero infiniti.
Non c'è che dire, di distrazioni ne ho avute parecchie, e continuano ancora ora, quando mi delizio nello spirito e nell'anima con "Symphony of the Dead" che gira nel media player.

Da oggi (ieri visto che è mezzanotte e mezza ormai) e grazie all'amico Mordja, Ozzy cercherà di permeare di Buio un altro posto ancora, tutto fatto di suoi simili, impastato di bande sonore musicali e peste.
Naturalmente Heavy, solo quella, solo quella.
Il posto è questo, ed il mio inizio è questo.
Fatemi sapere che cosa ne pensate.
Dal Buio
Tabula Smaragdina Hermetis
Verba secretorum Hermetis verum, sine mendacio, certum et verissimum:
quod est inferius est sicut quod est superius;
et quod est superius est sicut quod est inferius,
ad perpetranda miracula rei unius.
Et sicut omnes res fuerunt ab uno, mediatione unius,
sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione.
Pater ejus est Sol, mater ejus Luna;
portavit illud Ventus in ventre suo;
nutrix ejus Terra est.
Pater omnis telesmi totius mundi est hic.
Vis ejus integra est si versa fuerit in terram.
Separabis terram ab igne,
subtile a spisso, suaviter, cum magno ingenio.
Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram,
et recipit vim superiorum et inferiorum.
Sic habebis gloriam totius mundi.
Ideo fugiet a te omnis obscuritas.
Hic est totius fortitudine fortitudo fortis;
quia vincet omnem rem subtilem, omnemque solidam penetrabit.
Sic mundus creatus est.
Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus est hic.
Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus,
habens tres partes philosophiæ totius mundi.
Completum est quod dixi de operatione Solis.
» O «
È vero, senza menzogna, è certo, è verissimo.
Ciò che resta in basso è come ciò che resta in alto,
e ciò che è in alto è sicuramente come ciò che è in basso,
per compiere il miracolo della Cosa-Una.
E come tutte le cose vennero dall’Uno per merito dell’Uno,
così tutte le cose stesse nacquero dalla cosa una per adattamento.
Il Sole ne è padre, la Luna ne è madre,
il Vento l’ha portato nel suo ventre,
la Terra lo ha nutrito.
Il padre di ogni cosa, il Telesma di tutto il mondo è qui,
la sua potenza è illuminata se si trasforma in terra.
Separerai terra da Fuoco,
il sottile dallo spesso, con dolcezza, e con gran cura.
Ascende dalla terra al cielo e ridiscende in terra
nutrendosi delle forze delle cose superiori ed inferiori.
Tu avrai con questo fatta la gloria del mondo,
perciò ogni oscurità sarà lontana da te.
È la forza che forgia ogni forza,
perché vincerà tutto quel che è impalpabile e penetrerà tutto quello che è solido
È in questa maniera che il Mondo fu creato.
Da questa sorgente sgorgarono innumerevoli sistemazioni, il cui mezzo si trova qui indicato.
È per questo motivo che io venni chiamato Ermete Trismegisto,
perché possiedo le tre parti della Filosofia di tutto il mondo.
Ciò che ho detto dell’Operazione del Sole è perfetto e completo.
Hermes Trismegistus
Quando viene notte a volte, bisognerebbe dormire e basta, e nutrirsi di un sonno senza sogni che alla mattina non ti faccia pensare agli sproloqui del Rem - Non-Rem sul fondo della prima tazzina di caffè.
La maggior parte delle volte, invece non è così.
»»» Cronistoria di pesanti postumi da sbronza...
Dio ha avvelenato i bicchieri, stasera. Li ha tinti di giallo e grigio e li ha riempiti di bollicine e ci ha attaccato le labbra secche che inarcano la loro curva al contatto con il cristallo. Chi beve è come un ladro che con la notte ci fa l'amore e pazientemente raccoglie i cocci del proprio cervello sul fondo della bottiglia.
Quante bottiglie? Non lo so. Quanti bicchieri? Non lo so.
Quanto per rimanerci steso? Poco.
Questo succede a venti uomini chiusi in una stanza da trenta metri quadrati con in corpo la voglia tutta borghese di "trasgredire", ma quello, in verità, è tutta un'altra cosa. Bakunin trasgrediva, Lenin trasgrediva, Baudelaire ed Oscar Wilde trasgredivano, Lautrec trasgrediva, non noi. Proprio noi, no. E sia così.
Specchi da ogni parte, un bar tutto per noi, il cibo che ci arriva e sconquassa la pancia e l'alcool che pompa pazzia nelle vene.
Siamo in pochi, ma abbastanza per comportarci come scimmie mandate a morire sulla luna. Siamo in pochi, ma tre ragazze ci bastano, a regalarci il Niente, a ricevere la loro quotidiana e salutare chilometrica dose di cazzi da succhiare.
Noi proprio no. Non trasgrediamo.
E sia così.
Mi prendo due aspirine per il mal di testa e scrivo la parte rossa di ieri sera in Buiombroso.
Si torna al mondo ad un quarto di tondo di tutti i giorni infrasettimanali. Tutto è come prima, immobilizzato: il sole c'è sempre, e non potrebbe essere altrimenti, la fatica si fa sentire più del solito visto il caldo, e le parole son sempre quelle che si dicono, sussurrano, urlano per tutti gli attimi degli attimi.
Che cosa rimane del profumo da giro-testa che la pelle secerne, se non tutto quello che volevo dirle e non le ho detto, tutto quanto volevo con lei fare, e non ho fatto, chiusi in una stanza d'oro d'illusioni a cui non si è potuto sfuggire?
Le dita che sfioravano il suo viso mentivano, perchè non seguivano i miei pensieri ma la mia bestialità, ma tanto mi basta, e sinceramente spero tanto che tutto scompaia di nuovo per potermici perdere, in quelle ombre corrugate di viso in chiaroscuro.