lunedì, 27 marzo 2006

“A chi il cuore non ce l'ha più, perché gli è stato divorato.”

Ogni volta che rintocca lo spezzarsi di un sorriso, e non sai quale direzione prendere, ti senti sola.

Tutte quante le illusioni che dardeggiano nel giorno e cadono nel pozzo della notte, i desideri reali e dai colori vivaci o, tutto ed il contrario di tutto che s'affolla nella testa colma di risentimento, e non sai nemmeno perché queste cose debbano compiersi;
Tutti quanti i momenti senza termine in cui non hai nulla da dire o da urlare e vorresti, invece, tanto ascoltare e fluttuare nella dolcezza di un abbraccio.

Ma in quegli attimi, quando banalmente si dice che "hai toccato il fondo", non sai, o non ricordi, o ti rifiuti di ricordare, quanto sia amaro di fiele e nero come il catrame tutto il contorno disgustoso del calice maledetto della sofferenza.
Ogni tedio, non pensare, non è mai soggettivo: tutti gli uomini soffrono allo stesso modo, perché il cuore batte sempre dal verso sinistro, quello sbagliato eppure immoto, perché gli occhi hanno umidità sufficiente a soffocare un palazzo di sette piani da cui volersi buttare, piantato nell'esofago, e nemmeno sai volertene capacitare.

È brutto, è sacrilego, è blasfemo doversi trovare a patteggiare il proprio destino, fatalmente triste o vacuamente gaio.
Quello che si pensava fosse dolcemente segnato e meritato, gioca a dadi con il nulla assoluto di una Perdita.
Sai quante volte hai segnato le mani e girato le pupille per nascondere una smorfia che non avresti mai voluto, che non avresti mai dovuto, che non vorresti mai far esistere?
Ed invece la vuoi, la devi, esiste.
Per te, per tutti, per il mondo, per l'universo e per tutte le cose animate che si muovono e serpeggiano lungo i lembi discinti della vita che passa e che scrive nerbate di disperazione sulla schiena tumefatta ed empirica degli eventi emozionali.

Soli.
Gli uomini senza dio brancolano, s'aggrappano, discernono, fanno cose di cui poi si pentono.

Soli, ma sempre in tanti.

“Silenzio. Mi raccomando. Questo è solo per te, che trapassi attraverso una porta che senti sia "nulla" ed invece è grande e magnifica.”

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diary of a madman

domenica, 26 marzo 2006


Io la Sicilia non l'ho mai visitata.
Avrei voluto ed ancora voglio, ma il poco tempo e forse uno sprono tangibile che ancora non ho avuto me lo hanno impedito, e dunque, debbo affidarmi ai ricordi di quando ero un ragazzino con lo zaino a tracolla, con i compagni di classe e i professori sonnacchiosi nei primi posti di un pullman da granturismo a sviare occhi e narici al clima torrido e secco di quella terra bruciata.

Non ricordo bene, oggi, quando precisamente fu la gita che più mi piacque alle scuole medie.
Ricordo perfettamente invece la baldoria di quei momenti, le facce brufolose e le ragazze appena fatte, ad un passo dal diventare donne ed una mano a retrocedere per essere bambine, ricordo il sole che sbatteva sui finestrini del bus alla mattina presto, e le notti senza sonno prima di partire.

Io allora, non ero tanto differente da adesso: allora avevo il mio fido walkman e le cassette registrate. Ascoltavo gli Obituary, Ozzy Osbourne, gli Iron Maiden, i Litfiba, e non avevo altro colore che non fosse un nero sbiadito dai troppi lavaggi in lavatrice.
Oggi niente è cambiato, se non per il fatto che, quantomeno, i miei vestiti sono di un nero più vivo e acceso, e di capelli ne ho meno della metà della metà di allora.
L'emozione però che mi donano certi ricordi rimane sempre intatta.
Quando con tutta la masnada di compagni, amici ed amichette traversammo lo Stretto di Messina, mi misi a scrutare il mare limpido e trasparente, che in quel giorno sembrava uscito da un dipinto impressionista, ma non vidi nessuna "Fata Morgana" e me ne immalinconii. Arrivati a Messina, e saliti fino al Santuario di Tindari, ricordo, iniziò la meraviglia di quattro giorni che non avrei mai più rimosso e che a volte, mi tornano in testa come onde di un mare impetuoso.

La Spiaggia di Tindari, a strapiombo sotto al santuario era incredibilmente bella ai miei occhi. Non avevo mai visto tanto azzurro, né tanto blu, confondersi con la sabbia bianca dai riflessi perlacei.
Nascoste, sotto la rupe che noi calpestavamo, tanti cespugli sempreverdi, irti e spinosi, aggrappati alle coste della montagnola che accoglievano la luce di un sole tinto d'ocra alle sei e mezzo di sera.
Incredibilmente, in quel momento, se avessi potuto, mi sarei buttato giù e avrei permesso a tutti quei contrastanti colori di avvolgermi, e non me ne sarebbe più importato nulla di tutto quanto il resto. Niente avrebbe avuto senso.

Discendendo per i viottoli, barcamenandosi per le bancarelle allestite e per il mormorio semi-sommesso della gente e dei turisti, mi sembrò di toccare, solo per un momento, l'anima di un'isola tanto vicina eppure tanto sconosciuta.
Mi è sempre sembrata così la Sicilia. Quando, ogni volta che mi capita, devo partire, nessun posto mi pare lontano, anche se devo attraversare intere regioni e macinare innumerevoli chilometri, ma la Sicilia, per arrivarci, nonostante lo possa fare senza dover tanto spulciare per atlanti stradali e vie torte e ritorte, mi sembra sempre più lontana di qualsiasi altro posto.

Alla sera, stanchi e sfiniti per il caldo che ci bruciava la pelle e la salsedine nell'aria che penetrava nel naso insistentemente, ricordo che ci alloggiarono in un residence fuori porta, isolato da ogni casa e da ogni paese, forse con il timore di dover tenere a bada un'armata di vandali, e forse era realmente così: per i tetti poco inclinati delle terrazze coperte e delle torrette dei fabbricati, alle due di notte si aggiravano ragazzini fermamente intenzionati a raggiungere le camere delle ragazzine, con bottiglie di vino in mano, decisi a far baldoria e magari, proprio a volerla dire tutta, a decorarsi del titolo di "prima e infuocata volta" con la bonazza che già portava la quarta di reggiseno della classe di fianco.
Anche io facevo parte di una di queste bande, e con lo stomaco pieno di alcool e di pesce mangiato a cena talmente fresco che ancora galleggiava dentro la pancia, mi affrettai a raggiungere gli altri, tre camere a destra.

Arrivato che fui, mentre gli altri (e le altre) latravano alla luna manco fossero stati lupi affamati, mi sedetti ad una sbilenca sedia su una terrazza.
Fu allora, proprio in quel preciso istante, forse il più intenso e forte, che divenni quello che mi sono sempre considerato: un sognatore.
Volgare, pretestuoso ed incapace, non l'ho mai negato, ma sempre sognatore.

Chiusi gli occhi, ed i colori che volevo mi pervadessero il corpo al Santuario di Tindari, così intermittenti ed incredibilmente miei, mi usarono la cortesia di farmi perdere in un loro mondo, più profondo, più malleabile e vertiginoso delle ore prima passate.
Il mare, che miravo in lontananza era una medicina profumata che come un fluido violento mi penetrava l'anima. L'odore di zagare e la secchezza del vento caldo carezzavano il viso e rendevano pace ai turbamenti della mia pubertà.
Che cosa m'importava, in quei momenti, delle donne e del loro sesso, delle loro nudità sfiancate dai getti d'acqua salata, delle loro labbra calde come l'Inferno?
Io avevo il mio paradiso, e quello fu l'unico che non ho mai diviso con nessuno.

C'è sempre stata la notte a crogiolarmi in un bilico intimo fatto di intimità e di spiriti naturali affini al mio.
In Sicilia, io ne sono convinto, ce ne sono di innumerevoli.
Ed io voglio replicarli, prima o poi.
Magari, mi sia concesso come desiderio, nel farmici una casa, per farmi affondare, ancora una volta, in quel paradiso tutto mio di zagare ed aranci, di mare e di salsedine invisibile, di scirocco caldo e di baroni dal cappello calato, di Fate Morgane e di carretti colorati.

Questo è il mio mondo.

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diary of a madman

sabato, 25 marzo 2006

LIBER

AL VEL

LEGIS

SUB FIGURA

CCXX

come fu dato da

XCIII = 418

a

DCLXVI

LIBRO III


1. Abrahadabra; il compenso di Ra – Hoor - Khuit.;

2. C'è un bivio da qui verso casa; c'è un verbo non conosciuto. La grafia è morta; la completezza non è niente. Attenti! Fermatevi! Elevate la formula di Ra-Hoor-Khuit!

3. Sia universalmente accettato che io sono un dio di Guerra e di Vendetta.
Io tratterò tutti con crudeltà.

4. Sceglietevi un'isola!

5. Attrezzatela!

6. Cingetela con l'ingegno bellico!

7. Io vi darò un attrezzo di guerra.

8. Con esso voi colpirete i tanti; e nessuno si porrà di fronte a voi.

9. Nascondetevi! Ritiratevi! Sopra di loro! questa è la Legge per la Battaglia della Conquista: così tutta la mia adorazione sarà cinta nella mia dimora segreta.

10. Procuratevi la Stele della Rivelazione, ponetela nel vostro tempio segreto — quel tempio sarà correttamente orientato — e sarà il vostro Kiblah per sempre. Essa non schiarirà, ma un colore miracoloso la tingerà giorno dopo giorno. Custoditela in una vetrina chiusa per farla vedere al mondo intero.

11. Questa sarà il tuo solo esame. Proibisco ogni disputa. Vincere! Questo solo è sufficiente. Io ti renderò facile il rubare dalla disordinata casa nella Città Vittoriosa. Tu stesso trasporterai la Stele con adorazione, o profeta, sebbene non lo vorrai. Sarai tormentato dai pericoli. Ma Ra-Hoor-Khu è con te. Adorami con il fuoco e con il sangue; adorami con le spade e con le lance. Che la donna sia presentata con una spada davanti a me: che il suo sangue scorra nel mio nome. Distruggi il selvaggio; domina su di loro, o guerriero ed io ti darò la loro carne per cibartene!

12. Sacrificami bestiame, di piccola e grande taglia; poi un bambino.

13. Ma non adesso.

14. Voi vedrete quel momento, o Bestia benedetta e tu Concubina Scarlatta del suo desiderio!

15. Voi vi intristirete in quel momento.

16. Non crediate troppo violentemente di dover cogliere promesse; non temiate di subire maledizioni. Voi, persino voi, non conoscete tutto il significato del mio verbo.

17. Non temiate affatto; non temiate affatto né uomini, né Destini, né dei, né cosa alcuna. Non temiate il denaro, né le risa della folle gentaglia, né alcun altro potere in cielo o sopra la terra o al di sotto di essa. Nu è il vostro rifugio come Hadit la vostra luminosità; e io sono la potenza, la forza, l’esuberanza, delle vostre braccia.

18. Che il buon cuore sia messo da parte: maledite coloro che hanno misericordia! Uccideteli e torturateli; non risparmiateli; dominate su di loro!

19. Questa Stele loro la chiameranno Abominio di Desolazione; sappi bene il suo nome, che sarà per te come 718.

20. Perché ? A causa del crollo di Poiché, non c'è più perché.

21. Poni la mia immagine ad Occidente: ti creerai una figura che io ti mostrerò, speciale, ma non diversa da quella che tu conosci. E sarà per te improvvisamente facile capire.

22. Raduna le altre immagini intorno a me per sostenermi: che siano tutte adorate, poiché loro si riuniranno per esaltarmi. Io sono IL visibile oggetto d'adorazione; gli altri sono segreti; sono per la Bestia e la sua Sposa: e per i trionfatori dell'Ordalia X.
Che cos’è questa? Lo saprai.

23. Come ingredienti mescola farina e miele e residui di vino rosso: oltre ad olio di Abramelin e olio d'oliva, e poi ammorbidisci tutto ed insaporisci con nutriente sangue fresco.

24. Il sangue più nutriente è quello del ciclo mensile della luna: oltre che al sangue fresco di un bambino, oppure gocciolante dalla falange del cielo; poi quello dei nemici; poi quello del sacerdote oppure degli adoratori: infine di qualche bestia, non importa quale.

25. Bruciatelo: fatene dolci e mangiatene per me. Ha anche un altro uso; ponetelo di fronte a me, e conservatelo coagulato con gli effluvi della vostra preghiera: esso diventerà pieno di parassiti come erano le creature che strisciavano ed a me sacre.

26. Uccidete questi insetti, maledicendo i vostri nemici; ed essi cadranno davanti a voi.

27. Questi insetti genereranno anche lussuria e desiderio in voi nel mangiarne.

28. Inoltre, sarete invincibili in guerra.

29. Per di più, siano trattenuti a lungo in bocca: è meglio; poiché si riempiranno della mia forza. Tutti in me.

30. Il mio altare deve essere di ottone intarsiato: bruciateci sopra argento o oro!

31. Ecco che giungerà da Oriente un uomo ricco che riverserà il suo oro su di voi.

32. Da oro fabbrica acciaio!

33. Sii pronto a scappare oppure a combattere!

34. Il tuo sacro Tempio resterà inviolato lungo il corso dei secoli: anche se venisse bruciato con la fiamma e frantumato con la spada, là si troverà una casa invisibile, e vi rimarrà sino alla fine del Grande Equinozio; quando Hrumachis si leverà e la donna dalla doppia bacchetta prenderà il mio posto ed il mio trono. Un altro profeta allora si presenterà, e porterà dai cieli una nuova malattia; un'altra donna risveglierà la lussuria e l'adorazione del Serpente; un'altra anima bestiale di Dio si reincarnerà nel sacerdote del globo; un altro sacrificio macchierà la tomba; un altro Re regnerà; e la benedizione non sarà più data Al Mistico Signore dalla testa di Falco!

35. La metà della parola di Heru-ra-ha! Detta Hoor-pa-Kraat e Ra-Hoor-Khut!

36. In quel tempo il profeta disse al Dio:

37. Io ti adoro attraverso la canzone_____

Io sono il Signore di Tebe, e io
L'ispirato annunciatore di Mentu;
Per me si scopre il cielo velato,
Il suicida di Ankh-af-na-khonsu
Le cui parole sono Verità. Io invoco, e saluto
La tua presenza, O Ra-Hoor-Khuit!
Unità suprema dimostrata!
Io adoro la forza del Tuo respiro,
Dio supremo e terribile,
Che generi gli dei e la morte

Io tremo dinanzi a Te:_______
Io, ti adoro!
Svelati sul trono di Ra!
Apri le vie del Khu!
Rendi luminose le vie del Ka!
Le vie della Khabs si aprono
Per agitarmi o placarmi!
Aum! Che tutto questo mi sazi!

38. Così che la tua luce sia in me; e la sua rossa fiamma sia spada nella mia mano per ricevere ordini da te. Ci sarà una porta segreta che io costruirò per stabilire il percorso verso di te in tutti i punti cardinali (queste sono le adorazioni, come tu hai scritto), come è stato detto:
La luce è mia; i suoi raggi mi logorano:

Io ho costruito una porta segreta
Nella Dimora di Ra e Tum,
Di Khephra e di Ahathoor.
Io sono di Tebe, o Mentu,
Il profeta Ankh-af-na-khonsu!
Con Bes-na-Maut io mi batto il petto;
Con la saggezza di Ta-Nech io predico le mie formule.
Mostrami il tuo splendore stellare, O Nuit!
Fammi alloggiare nella tua Dimora,
O serpente con l’ala di luce, Hadit!
Resta con me, Ra-Hoor-Khuit!

39. Tutto questo sarà un libro per spiegare in che modo tu venisti a me e questo scritto sarà riprodotto per sempre _ poiché‚ in esso vi è la parola segreta _assieme al tuo commento del Libro della Legge, e sarà stampato con inchiostro rosso e nero su carta di eccellente fattura fatta a mano; e per ogni uomo e donna che incontrerai, anche soltanto per pranzarci o per brindarci, ti sarà necessario per promulgare la Legge. Quando l’avrai fatto loro potranno cogliere l'occasione di dimorare nella mia felicità o no; non farà differenza. Sbrigati!

40. Ma il lavoro per il commento? Quello sarà facile, Hadit arderà nel tuo cuore e renderà rapida e sicura la tua penna.

41. Stabilisci nella tua Kaaba un pubblico ufficio: tutto deve essere fatto eccellentemente e come per gli affari odierni.

42. Le ordalie di cui tu stesso sarai sorvegliante, risparmiano solo i ciechi. Non rifiutare nessuno; riconoscerai e distruggerai i traditori se ti si presenteranno. Io sono Ra-Hoor-Khuit; e io ho la forza per proteggere il mio servo. Il successo sarà la tua prova: non discutere; non convertire; non parlare troppo! Coloro che cercheranno di intrappolarti, di sopraffarti; attaccali senza quartiere; distruggili completamente. Sii veloce come un serpente calpestato; rigirati e colpiscili! Sii ancora più micidiale di loro! Trascina le loro anime in terrificanti supplizi: ridi della loro paura, sputa sopra di loro!

43. Che la Donna Scarlatta stia in guardia! Se pietà e compassione e tenerezza saranno nel suo cuore; se trascurerà il mio lavoro per trastullarsi con i vecchi piaceri, allora ella conoscerà la mia vendetta. Ucciderò Lei ed il suo bambino: renderò estraneo il suo cuore; la bandirò dagli uomini; come una spregevole e fuggitiva prostituta. Striscerà lungo le strade bagnate al crepuscolo, e morirà di fame e di freddo.

44. Al contrario, che ella stessa risorga in fierezza! Che mi segua nella mia strada! Che ella operi il lavoro della malvagità! Che uccida il suo sentimento! Che sia di voce alta ed equivoca! Che ella sia adorna di gioielli, e ricchi ornamenti, e che sia spudorata davanti a tutti gli uomini!

45. Allora io la innalzerò alle cime del potere: allora io genererò da lei un bambino più forte di tutti i re della terra. Io la colmerò di gioia: con la mia potenza ella vedrà e capirà l'adorazione di Nu: ella raggiungerà Hadit.

46. Io sono il guerriero Signore dei Quaranta: gli Ottanta si fanno minuscoli davanti a me e sono umiliati dalla mia figura. Io vi porterò alla vittoria e alla gloria: io sarò al vostro fianco in battaglia e voi vi piacerete ad uccidere. Il successo è la vostra prova; il coraggio è la vostra corazza; avanti, avanti, nella mia forza; con la mia potenza non tornerete indietro per nessun motivo!

47. Questo libro sarà tradotto in tutte le lingue: ma sempre attenendosi all’originale della scrittura della Bestia; il Perché sta nella opportuna forma del verbo e della sua interposizione: in esso ci sono misteri che nessuna Bestia dirà. Che la Bestia non cerchi di svelarli: verrà uno dopo di lui, non saprete da dove, che scoprirà la Chiave di tutto ciò che è scritto. Su queste linee vi è tracciata una chiave: la quadratura del cerchio quando cade è anche essa una chiave.
Abrahadabra
La scoprirà il suo strano figliolo. Che la Bestia non cerchi nulla in esso; poiché solamente in tal modo egli potrà rigenerarsi nuovamente da esso.

48. Il mistero delle Lettere è compiuto, e io proseguirò verso il luogo più sacro.

49. Io sono la quadruplice parola segreta, la bestemmia suprema contro tutti gli dei degli uomini.

50. Malediteli! Malediteli! Malediteli!

51. Come il Falco caverò gli occhi di Cristo mentre è appeso sopra la croce.

52. Io sbatterò le mie ali sul volto di Maometto accecandolo.

53. Con i miei artigli lacererò la carne dell'Indiano e quella del Buddhista, del Mongolo e del Din.

54. Bahlasti! Ompehda! Io sputo sui vostri raccapriccianti principi.

55. Che Maria vergine sia lacerata sulla ruota: che tutte le donne caste per amor suo siano totalmente disprezzate da voi!

56. Anche per amore della bellezza e dell'amore stesso!

57. Disprezzate anche tutti i pusillanimi; gli uomini che non osano combattere, ma giocano; disprezzate tutti gli stolti!

58. Ma degli appassionati e degli orgogliosi, i veri e gli alti; voi siatene fratelli!

59. Come fratelli combattete con loro!

60. Non c'è nessuna legge oltre a Fa ciò che vuoi.

61. C'è una fine nella parola del Dio insediato sul trono di Ra, che illumina le basi dell'anima.

62. A Me inchinatevi! A me venite attraverso la pena dell'ordalia, che è piena felicità.

63. Lo stolto legge questo Libro della Legge e il suo commento; e non lo capisce.

64. Che passi attraverso la prima ordalia, e sarà per lui come argento.

65. Attraverso la seconda, oro.

66. Attraverso la terza, pietre da acque preziose.

67. Attraverso la quarta, supreme scintille dell’intimo fuoco.

68. Per tutti sarà magnifico. I nemici che non lo diranno, sono semplici bugiardi.

69. C'è successo.

70. Io, dalla Testa di Falco, sono il Signore del Silenzio e della Forza; la mia Nemesi copre il cielo color blu notte.

71. Salve! O gemelli guerrieri sulle colonne del mondo! Poiché il vostro tempo verrà presto.

72. Io sono il Signore della Doppia Bacchetta che dà Potere; la bacchetta della Forza di Coph Nia. La mia mano sinistra è vuota, poiché ci ho frantumato un Universo; e niente ne è rimasto.

73. Incollate tutti i fogli da destra a sinistra e dall'alto in basso: quindi osservate!

74. C'è splendore nel mio glorioso nome nascosto, come se fosse il sole di mezzanotte che ne è sempre figlio.

75. La fine delle rivelazioni è la Parola Abrahadabra.

Il Libro della Legge è Scritto e Nascosto.

Aum
Ha

Commento:

Fa ciò che vuoi sarà tutta la Legge.

Lo studio di questo libro è vietato.
Sarà saggio distruggere questa copia dopo la prima lettura.
Chiunque non lo farà correrà rischi e pericoli tremendi.
Coloro che discutono il contenuto di questo Libro devono essere evitati da tutti, come se fossero bubboni pestilenziali.
Tutte le domande riguardanti la Legge devono essere poste solo appellandosi alle mie
scritture, ognuna delle quali in parte a sé stante.
Non c'è nessuna legge oltre a Fa ciò che vuoi.

Amore è la legge, amore sotto il dominio della volontà.

Il sacerdote dei principi
ANKH-F-N-KHONSU

LIBER AL VEL LEGIS pt.II - Il nascondiglio di Hadit

LIBER AL VEL LEGIS pt.I - La manifestazione di Nuit

Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:07
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darkening

mercoledì, 22 marzo 2006

Ammagaminto, ammagaminto, 
sutta 'a l'acqua e suttu 'u vinto,
sutta 'a ogni malitimpo,
mannem' supa 'a noce 'i Beneviento!



Forza d'acqua e Forza 'i vinto
'ncappamm 'a striga 'i Beneviento!

Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:08
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darkening

lunedì, 20 marzo 2006

The best often die by their own hand
just to get away,
and those left behind
can never quite understand
why anybody
would ever want to
get away
from
them

-Charles Bukowski-
Prostrato da Bloodysucker alle ore 01:33
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spleen, bloodysucker

domenica, 19 marzo 2006

Elle est retrouvée.
Quoi?
L'éternité.
C'est la mer allée
Avec le soleil.

Jean Arthur Rimbaud
(Charleville - 1854; Marsiglia - 1891)



È ritrovata.
Che cosa?
L'eternità.
È il mare che scompare
assieme al sole.

<---Aberdeen--->

Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:08
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spleen, darkening

venerdì, 17 marzo 2006

Scin.
Tracce cancellate, immagine concava e ombrosa.
Virus astrale che hai messo in circolo alla terra, livore bubbonico come peste,
i tasti dei sensi, le mani sporche di rabbia inconcludente.

Scin.
Non hai contentezza e chiarore preciso, non hai pace, non hai tempo che non sia tuo, non hai luce vera che sia diffusa.
Qui, non arrivi.
Qui non c'è luce né cielo, né riverbero della prima notte, né affanno per trovarla,
né tedio nel non averla.
Hai odio e palpebre che non si chiudono per niente, se non per il male.
Bruciati e soffoca e perseguita se vuoi,
provocandomi acido e sopore ma non odio comprensibile e stampato.
Io non comprendo il tuo male.
Io non capisco il tuo bene.
E nelle tue parole non vedo significati arzigogolati.

Scin.
Contraddizioni nel buio calato.
Come quando te ne sei andata, e niente hai afferrato e ti è rimasto di me.
Terra arsa e niente ricordi. Niente di niente.
Livore e frustrazione mai permanente.
Hai ricevuto un occhio ed una fame, lo hai contato,
lo hai lacerato, l'hai tagliato attraverso.
Non hai saputo dare altro che indifferenza, non hai saputo fare altro, da lassù,
 che far piovere discriminazione,
non sai fare altro che punire con la mano trafitta dal chiodo,
chi ha cercato di contare i minuti e le iperboli del sorriso sommesso.

Scin.
Non hai niente.
Non hai nulla, fuorché un cuore che batte,
e deviatamente si compiace del suo peccato.
Non hai altra carne che un riflesso vivo ma opaco,
non hai morte, né tempo per trapassare come tu dici.
Tu, che delle ore e dei minuti ti sei impadronita,
un tempo eri l'alcova del Diavolo
ed il fuoco della comprensione.

Scin.
Adesso, come tutte le cose vere o presunte,
scialbe e rivissute, occluse o malate.
Malate e morenti.
Sei Niente.


Prostrato da OzzyRotten alle ore 23:12
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spleen, diary of a madman

giovedì, 16 marzo 2006

LIBER

AL VEL

LEGIS

SUB FIGURA

CCXX

come fu dato da

XCIII = 418

a

DCLCVI

LIBRO II


1. Nu! il nascondiglio di Hadit;

2. Venite! voi tutti, e imparate il segreto che non è stato ancora detto. Io, Hadit, sono il complemento di Nu, la mia sposa. Io non ho luogo, e Khabs è il nome della mia dimora.

3. Della sfera io sono sempre il centro, mentre la circonferenza, non si trova in nessun posto.

4. Tuttavia ella sarà conosciuta e io mai.

5. Guardate! I rituali della vecchia era sono bui. Che i malvagi vengano scaraventati giù; che i giusti siano purificati dal profeta! Allora la Conoscenza sarà vera.

6. Io sono la fiamma che arde in ogni cuore umano, e al centro di ogni stella. Io sono la Vita, e colui che la porta, anche per questo la mia conoscenza è la conoscenza della morte.

7. Io sono il Mago e l'Esorcista. Io sono l'asse della ruota, il cubo del cerchio. "Vieni a me" è una parola senza senso: perché sono io che vengo a voi.

8. Chi ha riverito Heru-pa-Kraath ha dorato me; questo è male, perché sono io ad adorare.

9. Ricordate tutti voi che l'arco vitale puro è gioia, che tutte le pene non sono altro che ombre, passano e sono finite; ma c'è anche ciò che rimane.

10. O profeta! Hai cattiva volontà per imparare questo libro.

11. Ti vedo odiare la mano e la penna; ma io sono giusto.

12. Perché è del Me in te quello che hai conosciuto.

13. Per quale ragione?
Poiché tu eri conoscitore, del me stesso.

14. Che ci sia dunque una copertura di questo santuario: che la luce sbrani gli uomini e li consumi in cecità!

15. Perché io sono il Perfetto, Non essendo; e il mio numero è nove per gli sciocchi; ma con il retto io sono otto, e uno in otto: che è vita, poiché in verità io ti dico che sono nessuno. L'Imperatrice e il Re non fanno parte di me, perché c'è un altro segreto.

16. Io sono l'Imperatrice e lo Ierofante. Così come undici, la mia Sposa.

17. Ascoltami, tu popolo di lamenti!
             I tormenti della pena e del rimorso
       Lasciali ai morti ed ai morenti,
             Alla gente che ancora non mi conosce.

18. Questi sono morti, questi uomini; essi non odono. Noi esistiamo per il miserabile e lo sconsolato: i signori della terra sono i nostri legati.

19. Un Dio abita un cane? No! Ma per gli eccelsi noi esistiamo. Loro si rallegreranno, i nostri eletti: chi è afflitto per noi non esiste.

20. Bellezza ed esuberanza, risate che risuonano e dolci sfinimenti, forza e fuoco, sono nostri.

21. Noi non abbiamo nulla in comune con i reietti e gli spregevoli: che essi muoiano nella loro miseria. Perché essi non odono. La commiserazione è il vizio dei re: calpesta gli infelici ed i deboli! Questa è la legge del forte: questa è la nostra legge e la gioia del nostro mondo. Non pensare, o Sovrano, di quella bugia che dice che Tu devi morire: invero tu non dovrai morire, ma dovrai vivere. Che sia dunque compreso: se il corpo del Re si discioglie, egli rimarrà per sempre in un puro rapimento estatico.
     Nuit! Hadit! Ra-Hoor-Khuit! Il Sole, la Forza e la Vista, la Luce; e questi sono per noi i servi della Stella e del Serpente.

22. Io sono il Serpente che dà Conoscenza e beatitudine e luminosa esaltazione, e attizzo i cuori degli uomini con il turbamento. Per adorarmi bevete vino ed assumete strane droghe di cui dirò al mio profeta, e siate esaltati di conseguenza! Non vi faranno alcun male. È una bugia, questa follia contro sé stessi. L'esporsi all'innocenza è una menzogna. Sii superbo, o uomo! Sii desideroso, godi di tutte le cose del senso e dell'estasi: non temere che per questo alcun Dio ti castighi!

23. Io sono solo: non c'è Dio dove io sono.

24. Guardate! Questi profondi misteri; perché ci sono amici miei che sono solitari.
Non pensate di trovarli nella foresta o in cima alla montagna; ma in letti fatti di porpora, accarezzati da bellissime bestie di donna con lunghe braccia, fuoco e luminosità nei loro occhi, e ammassi di capelli incandescenti attorno alla loro testa; là li troverete. Voi li vedrete alla guida di armate vittoriose, per tutte le gioie; e ci sarà in loro una voglia un mlione di volte più grande di questa. Guardatevi affinché l'uno non forzi l'altro, Re contro Re! Amatevi l'un l'altro con cuori infuocati; calpestate gli uomini plebei nella furiosa brama della vostra fierezza, nel momento della vostra ira.

25. Voi siete contro la plebe, o miei prescelti!

26. Io sono il Serpente segreto avvolto a spirale e pronto a scattare: nelle mie spire c'è la gioia. Se sollevo la testa, io e la mia Nuit siamo uno. Se l'abbasso e sputo il mio veleno, allora c'è estasi nella terra, ed io e la terra siamo uno.

27. C'è un grande rischio in me, perché chi non capirà queste regole commetterà grande sbaglio. Egli precipiterà nell'abisso chiamato POiché, e lì soccomberà con i cani della ragione.

28. Allora una maledizione su ogni Poiché maledetto per sempre!

29. Possa essere Poiché maledetto per sempre!

30. Se la volontà si arresta e grida, chiedendo del Poiché, allora la volontà si arresta e non serve a nulla, a niente!

31. Se la Potenza chiede Perché, allora Potere è debolezza.

32. Anche la ragione è una menzogna, in quanto è presente un fattore infinito e sconosciuto in noi, e tutti i suoi verbi sono posti in maniera distorta.

33. Basta con i Poiché! Che siano maledetti come un cane!

34. Ma tu, popolo mio, sollevati e risvegliati!

35. Fa che i rituali siano svolti correttamente in gioia ed in bellezza!

36. Ci sono rituali per gli elementi e per le feste dei tempi.

37. Una festa per la prima notte del Mago e della sua Sposa!

38. Una festa per i tre giorni del Libro della Legge.

39. Una festa per Tahuti e il figlio del Mago segreto, o profeta!

40. Una festa per il Supremo Rituale, una festa per l'Equinozio degli Dei.

41. Una festa per il fuoco e una festa per l'acqua, una festa per la vita e una più grande per la morte!

42. Una festa ogni giorno nei vostri cuori e nella gioia della mia estasi!

43. Una festa ogni notte per Nu, e la lussuria della suprema delizia!

44. Festa! Allegria! Nessun timore di conseguenza! Dissoluzione, estasi eterna nei baci di Nu.

45. Morte ai cani.

46. Hai fallito? Sei dispiaciuto? Il tuo cuore cela paura?

47. Dove io sono tutto questo non c'è.

48. Non siano compianti gli stramazzati! Non ne ho mai conosciuti. Io non esisto per loro.
        Io non consolo: io odio chi viene consolato e chi consola.

49. Io sono unico e vincitore. Io non esisto per gli schiavi che periscono. Siano dannati e muoiano! Amen. (Questo è il 4°: c'è un 5° invisibile, e in ciò io abito come un bimbo in un uovo)

50. Io sono blu oro per la luce della mia Sposa: ma i miei occhi hanno un bagliore rosso; e i miei ornamenti sono porpora e verde.

51. Porpora aldilà della porpora: Luce superiore della vista.

52. Un velo: è nero quel velo. È il velo della donna comune; è il velo della contrizione, drappo di morte: nessuno di questi è mio. Strappate via quello spettro bugiardo dei secoli, non celate i vostri vizi in giuste parole: i vizi sono il mio ufficio; fatene di bene, e io vi ricompenserò qui e adesso.

53. Non temere, o profeta, quando queste parole saranno dette, tu non ne subirai dolore.
       Tu sei il mio eletto massimo; benedetti saranno gli occhi che tu ammirerai con gioia. Io però ti nasconderò dietro una maschera di dolore: gli uomini che ti vedranno temeranno che tu sia perduto. Ma io ti rinfrancherò.

54. Né potranno sostenere coloro che urlano pe rla loro follia, che tu, il più misero, a nulla servi; tu rivelerai, tu mi servirai: loro sono schiavi del Poiché; essi non sono miei.
Gli accenti come tu vuoi, le lettere? Non cambiarne né stile né valore!

55. Tu otterrai la distribuzione e l'esperienza dell'Alfabeto Inglese; tu scoprirai nuovi simboli da attribuirgli.

56. Andateven! Voi Sbeffeggiatori; anche se ridete di me non lo farete a lungo: quando sarete infelici sappiate che io vi ho abbandonato.

57. Colui che è giusto lo sarà ancora; colui che è repellente sarà ancora più ributtante.

58. Sì! Non pensate a cambiare: sarete sempre come siete, e non altro. Perciò i Re della terra saranno Re per sempre: e gli schiavi serviranno i Re. Non c'è nessuno che sarà svilito o consolato: tutto sarà sempre come è stato. Tuttavia ci sono dei miei servi camuffati: può darsi che un mendicante sia un Re. Un Re può scegliere il suo abbigliamento come crede: non ve ne sarà nessuna prova certa; ma un mendicante non può nascondere la propria miseria.

59. State attenti allora! Amate tutti, perché forse in lui si cela un Re! Dici così? Sciocco! Se egli fosse un Re, tu non potresti turbarlo.

60. Perciò colpisci forte e sleale, e vai all'Inferno con loro, maestro!

61. C'è bagliore davanti ai tuoi occhi, o Mago, una luce indesiderata, ma quella che più dovresti desiderare.

62. Io godo della nobiltà del tuo cuore; e baci di stelle cadono copiosamente sul tuo corpo.

63. Tu sei svuotato nella voluttuosa integrità della respirazione; l'espirazione è più dolce della morte, più veloce e imbarazzante di una carezza al verme dell'Inferno.

64. Oh! Ma tu sei annientato: noi siamo su di te; la nostra delizia è tutta su di te: salute!
Salute, profeta di Nu! Profeta di Had! Profeta di Ra-Hoor-Khu! Adesso godi! Adesso vieni al nostro splendore e alla nostra estasi! Vieni alla nostra intensa pace, e scrivi parole tenere per i Re!

65. IO sono il Maestro: tu il Sacro Eletto.

66. Scrivi, e cerca piacere nello scrivere! Laora, e sii nostro pilastro nel lavorare!
Esaltati con la gioia della vita e della morte! Ah! La tua morte sarà gentile: chi ne saprà ne sarà lieto. La tua morte sarà il sigillo della promessa del nostro eterno Amore.
        Vieni! Solleva in alto il tuo cuore e gioisci! Noi siamo uno; noi siamo nessuno.

67. Resisti! Resisti! Datti coraggio nella tua estasi: non cadere nel deliquio dei baci che eccellono!

68. Ancora! Più forte! Resisti! Alza la testa! Non respirare profondamente: muori!

69. Ah! Ah! Ah! Che provo io? È l'esaurimento della parola?

70. C'è aiuto ed altra speranza in altre formule. La saggezza ti dice: sii forte! Allora tu potrai accogliere maggiore godimento. Non essere un animale; purifica il tuo rapimento estatico!
        Se bevi, fallo con le otto e novanta regole dell'arte: se ami, eccedi sempre in delicatezza; e se invece non godi, fa che ci sia almeno finezza!

71. Ma eccedi! Eccedi!

72. Sforzati sempre di più! E se sei veramente mio_e non dubitarne mai, e se sei sempre gioioso, la morte è la coronazione del tutto.

73. Ah! Ah! La morte! la Morte! Tu ambirai alla morte. La morte è vietata, o uomo, per te.

74. La durata del tuo desiderio sarà la potenza della sua esaltazione. Colui che resiste a lungo e desidera ardentemente la morte è sempre il Re fra i Re.

75. Sì! Ascolta i numeri e le parole:

76. 4 6 3 8 A B K 2 4 A L G M O R 3 Y X 24 89 R P S T O V A L
       Che significa questo, o profeta?
Tu non lo sai, no, ma lo apprenderai. Ecco qualcuno ti succederà: egli lo interpreterà.
Ma ricorda, o eletto, di essere me; di seguire l'amore di Nu nel cielo stellato; di guardare avanti al di sopra degli uomini, di raccontare loro questo felice verbo.

77. Oh, che tu sia aspro e potente tra gli uomini!

78. Solleva te stesso! Perché non c'è nessuno che somigli a te tra gli uomini come tra gli Dei! Sollevati, o mio profeta, la tua altura supererà le stelle. Esse adoreranno il tuo nome, quadrato, mistico, magnifico, il tuo numero dell'uomo; e il nome della tua casa 418.

79. La fine del nascondiglio di Hadit; benedizione e adorazione del profeta della magnifica Stella!

Amore è la Legge, Amore sotto il dominio della Volontà

Prostrato da OzzyRotten alle ore 20:26
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darkening

mercoledì, 15 marzo 2006

La prima grande uscita musicale del 2006 è rappresentata senza dubbio dagli In Flames. Il loro "Come Clarity" arriva come una meteora nel cielo terso.
Molte aspettative si nutrivano verso gli svedesi che dopo "Soundtrack to Escape", avevano promesso un album che ritornasse, in una certa qual maniera, ai fasti ed alla potenza dei vecchi lavori.
Non che "Soundtrack to Escape" fosse un brutto album, per carità; forse un pò troppo anonimo per una band che aveva in passato spopolato con "Whoracle" e "Clayman".

"Come Clarity" non è quella sterzata che si poteva immaginare però. Rimescola e rinvigorisce il sound tanto particolare degli In Flames e lo porta ad un senso di modernità e di svecchiamento, il tutto condito da fortissime dosi di potenza orecchiabile e melodia profusa.
Proprio gli episodi più orecchiabili e commerciali sono infatti quelli che si fanno ascoltare meglio: si comincia da "Take this Life" (primo singolo), poi si salta a "Reflect the Storm" e si finisce con "Dead End" e con la stessa "Come Clarity", molto bella e sentita, accostata ad un Nu potente e disordinato, che ha chiara l'improntra degli In Flames ma che concede spazi variegati a tante altre influenze.

Cresce la rabbia e la frustrazione. La band sembra voler recuperare la dimensione rumoreggiante e stradaiola delle proprie origini, ma i tempi del Death Metal melodico degli esordi sono ormai lontani.
Mi rincresce dirlo, ma oltre alle canzoni che ho citato, le altre sembrano solo un riempimento per far testo e nient'altro.
Troppo poco per gli In Flames. Diavolo, questi, qualche anno fa erano considerati come "probabile miglior Heavy Metal band al mondo", e adesso?
Dove sono le urla che scoppiano di "Clayman"? Dove la potenza impressionante di di "The Jester Race"? Dove i sussurri malvagi e malati di "Reroute to Remain"?

Un pò di nostalgia mi viene in testa. Ma non mi pento di aver comprato il cd, in edizione limitata, con i videoclip delle canzoni dell'album in sala prove. Ma, per Odino, si poteva fare certamente meglio!


In Flames - official website

Prostrato da OzzyRotten alle ore 16:06
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heavy rock

martedì, 14 marzo 2006

O falce di luna calante che brilli su l’acque deserte, o falce d’argento, qual mèsse di sogni ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!

Aneliti brevi di foglie, sospiri di fiori dal bosco esalano al mare: non canto non grido non suono pe ’l vasto silenzio va.

Oppresso d’amor, di piacere, il popol de’ vivi s’addorme...
O falce calante, qual mèsse di sogni ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!


Gabriele D'Annunzio

Prostrato da OzzyRotten alle ore 17:50
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spleen