Quando finisce il giorno, e l'aria afosa si ritira in distese sinuose, specchiate e lontane, sembra quasi di voler morire e rimanere come ci si trova, sembra quasi di cadere troppo in basso per la forza di uno sguardo o di una parola detta o anche solo immaginata.
Se non hai senso e tatto e forza occorrente per le cose grandi che s'avvicinano abbordandoti ed investendoti con caleidoscopiche ondate, non sei un uomo, sei solo un pezzo di terra brulla e amara abbandonata in una lingua amorfa, sospesa tra i desideri che vorresti edificassero una reggia di basalto, e quelli che muoiono nella polvere dell'indifferenza e del nulla.

Amor enim Patris modo Satanae amore possessionis, atque potestatis et voluptatis eius excessus fuit. Atque in lumbis et ex lumbis eius conceptus est filius. Filio de quo fierit damnatio mundi. Hoc modo solo homines orbis terrae verum fatum suorum, certam vocationem, verum dolorem sub calce veri Domini explere poterum; per potestatem veri fili poterunt.
Animas enim suas homines in fornacem semper ardente sub pedibus verorum angelorum invenient.
Filius, in lucis ardore Patris conceptus, in umbra eius qui cecidit naturus est, nec umquam luce creatoris contaminatus erit. Et lux ignis veri sui patris flammae ardentes in cordibus hominus erint.
Peccata patris modo peccatis fili excessa erint.
Mammon erit nomen eius qui caput patris percutiet. Vires suae desuper patrem descendunt et potentia sua tanta erit ut lucem soli extingueret.
Et tenebrae super Terram et super homines descendent.
Ad. Corinthios XVII

So bene che a volte seguire orme invisibili eppure pesanti è un croce insopportabile.
Capisco in maniera altrettanto chiara che sondare tutti gli abissali lati del carattere di una persona non è per niente semplice;
Ho in mente quante siano numerose le tortuose salite lungo i crini e le pietraie della salvezza delle anime impure, oltremodo mi oltraggio e vanifico il seme comune e civile delle semplici cose.
Nelle elementari azioni striscia, sempre, una lacrima grondante e carica di dubbio che non vorresti mai si tramutasse in temporale d'estate, nemmeno se inevitabile, neanche se ineluttabile.
Ma nelle mani non ho che quelli: andati e vissuti, perequati, spuri e drammatici, zoppicanti e scoscesi, insiti nelle stesse pietraie fatte di sangue rosso e di porpora senza fine, sempre miei, lodevolmente assisi sulle soglie del gelo penetrante dell'animo umano che mi ha reso mostruoso per gli occhi e per l'immaginario, in distese sparpagliate, maltrattate e sconnesse da nubi plumbee d'indifferenza circuite da altri mostri, miei similari, miei accoliti.
Non ho dolore, né sangue più, né tempo ancora, né volume altro.
Parallelepipedo senza facce e senza base, Nulla d'alchimia e anima subissata.
Ma continuo ad essere contento, perché non mi manca che il respiro cocente e annichilente della vulnerabità dolce del fuoco della passione cruenta, eppure vibrante affianco a me, eppure connessa alle braci della mia vita incartapecorita e vissuta male.
La stessa perpetrata insieme.
Il Nulla con il Nulla.
Senza Ostruzione.
“Time, how can I bleeding in these days of loneliness...
Voice, how can I singing of an empty cradle song...
Eyes, why are you closing if the sunset has to come...
Fate, why don't you calm down, death is resting by my side...”
Un DVD nuovo (si fa per dire) che mi è capitato tra le mani è questo degli Slayer, che si intitola "Still Reigning" e che contiene tutto "Reign in Blood" live, più i classici dei classici della band americana, come Bonus-Track.
Gli Slayer, forse, sono l'unica band che, in diciassette anni che ascolto Heavy Metal, mi hanno sempre fatto paura.
Tanto morboso, criptico, feroce, e maligno è il loro suono che, ogni volta, ad ascoltare uno qualsiasi dei loro albums, se ne rimane annichiliti per la enorme dose di violenza concentrata che vi è contenuta.
Di più, gli Slayer sono stati la prima e la più sublime espressione di malignità in musica: un connubio tra ferocia, thrash metal, semplici aggressioni sonore e Inferni in terra.
Quando, più o meno adolescente comprai il loro "Decade of Aggression", me ne impaurii talmente tanto che, ogni volta che ancora adesso lo ascolto, mi corrono i brividi per la schiena.
Gli Slayer sono la marzialità, la perfezione del disegno diabolico, la tecnica mostruosa e l'ennesima potenza delle chitarre e della batteria che profonde cazzotti nello stomaco senza pietà.
Questo DVD, come ho scritto sopra, contiene tutto "Reign in Blood" dall'inizio alla fine, suonato live in maniera che dire egregia sarebbe riduttivo, con la formazione storica al completo, e con quanto di meglio dagli Slayer ci si aspetti: luci rossastre, cantato urlato fino all'isterismo, riff di chitarra dati alla velocità della luce, rullare di batteria da rimanerci a bocca aperta.
E' proprio la batteria dell'egregissimo Dave Lombardo a mettersi in evidenza per tutta la durata del concerto (perché, alla fine, di proprio questo si tratta).
Dave Lombardo è un'autentico talento dalla velocità pestata ed ultrasonica, vantando una tecnica che farebbe impallidire persino una drum-machine. I suoi piatti e i tempi che scandisce sono la spina dorsale di un suono assassino e conturbante che, pur essendo dato alla velocità della luce, non scade mai nel caotico, non perde mai potenza, non falsa una sola battuta.
Questo è il punto di forza di una band che in più di vent'anni di carriera non si è mai sentita tacciare di "commercializzazione" o faciloneria.
E se non mi credete, "Reign In Blood" stà lì a dimostralo, e se ancora non vi bastasse, andatevi ad ascoltare anche "God Hates Us All", il loro ultimo, oppure, volete per caso che ve li presenti gli Slayer?
Non credo occorra. Persino i sassi riescono a mandare a memoria canzoni come "Postmortem", "South of Heaven" o "War Ensamble".
Magnifico questo DVD, con in più sei canzoni tra le più note della band americana, tutte quante da pogo, tutte quante da annettere nel novero della più alta espressione dell'Heavy Metal di tutti i tempi.
Altro che Black Metal!
REIGN IN BLOOD LIVE
01. Angel of Death
02. Piece by Piece
03. Necrophobic
04. Altar of Sacrifice
05. Jesus Saves
06. Criminally Insane
07. Reborn
08. Epidemic
09. Postmortem
10. Raining Blood
BONUS MATERIAL
01. War Ensamble
02. Hallowed Point
03. Necrophiliac
04. Mandatory Suicide
05. Spill the Blood
06. South of Heaven
SLAYER IN THEIR OWN WORDS

“ The snow forgotten now begins to fall on my pain
How many children found the eternal rest
Oh, want you take them in your whitest dream
And watching on, on deliverance from agony
Now I'm fallin down with you ”
Silence, into the misery of my December
I realize how much you can hurt me, silence
Anguish, between to live and die I remember
I feel the memory of a prayer, "Peter" goes on
“now disappear, save me from decay
I wish for time to catch my fall
And spread my wings forever ”
Deadly, into the cradle of Russian poetry
How many poems of bloody writings
“ Straight along this street, I can't find relief”
Mortal, into the garden of barbed wire
How many flowers will see the summer
“ Straight along this street, looking for relief”
Peter be the great
For your son, for me Peter buried alive
In this word, oppressive time
I can feel your heart
I can feel you're near, now
How many tears fall in the "frozen"
Ride, cover, once, over
Ride my knight of bronze
“ Now disappear, save me from my decay
I wish for time to catch my fall
And spread my wings forever”
Ride my knight of bronze.
CUMULI DI NEVE
Neve dimenticata comincia a cadere sul mio dolore
Tanti bambini hanno trovato ciò che resta dell'eternità
Oh, vogliono prendervi dai vostri soffici e bianchi sogni
E osservare, la liberazione dalla vostra pena
Anche io, adesso, cado
Silenzio, nella miseria del mio Dicembre
Ho capito quanto male potete farmi, silenzio
Angoscia, tra il vivere e il morire, io me la ricordo
Ricordo cosa provo nel ricordo di una preghiera, "Pietro" va via
Scompaio, salvatemi dal decadimento
Voglio scegliere in che tempo perire
E librare le miei ali per sempre
Morente, nella culla della poesia russa
Quante parole vergate col sangue
Percorrendo questa strada, non ho trovato sollievo
Mortale, nel giardino di filo spinato
Quanti fiori vorranno vedere l'estate
Percorrendo questa strada, cercando consolazione
Pietro è grande
Per tuo figlio, per me
Pietro è stato sepolto vivo
In questo mondo, in questi giorni oppressivi
Posso sentire il tuo cuore
Adesso, posso capire cosa sei
Quante lacrime cadono nel ghiaccio
Cavalca, copriti, ancora una volta, vai sopra
Cavalca il mio cavallo di bronzo
Scompaio, salvami dal decadimento
Voglio scegliermi il tempo in cui cadere
E spiegare le mie ali per sempre
Cavalca il mio cavallo di bronzo.
Ho postato il testo di questa bellissima canzone su richiesta dell'anonimo che, tanto concitatamente la voleva.
Mi fa piacere che una band come i Dark Lunacy, italiana e perlopiù snobbata e mai considerata alla stessa stregua di tante altre straniere, venga amata tanto, anche se da uno sparuto gruppo di persone, a cui io sono orgoglioso di appartenere.
"The Diarist" è certamente un album eccellente, in linea con la drammatica storia che racconta e cioè, come ho scritto in un post precedente, l'assedio di Leningrado (oggi San Pietroburgo), da parte dell'esercito nazista e che durò 900 giorni.
Un album che consiglio a tutti.
Ascoltare "Snowdrifts" fa venire da piangere per quanto è bella.