Kakšno noÄ, ko pri štorkljah prespim
pod viseÄo meglo
tiho, sam, med njimi stojim
le noge nad vodo.
Ko pa žarek pregrize temo,
prebudimo se iz sanj,
moÄvirje novih zelja
bo odletelo v nebo.
Namesto koga roža cveti
namesto koga sem jaz,
katera koža najbolj diši,
Äigava pesem rabi moj glas?
Äe pa trava nad mojo zemljo
bo premogla kak cvet,
enim tiho kapljo v oko,
drugim dal bo med.
Namesto koga roža cveti
namesto koga sem jaz,
katera koža najbolj diši,
Äigava pesem rabi moj glas?

A volte passo la notte dormendo con le cicogne
Sotto la nebbia pendente
Da solo e silenzioso tra loro
Solo le gambe sopra l'aqua.
Ma quando un raggio morde il buio
Ci svegliamo dai sogni
E una palude di nuovi desideri
Vola verso il cielo.
Il posto di chi ha preso la rosa in fiore
Il posto di chi ho preso io
La pelle di chi profuma di piu'
La canzone di chi ha bisogno della mia voce?
E se l'erba sopra la mia terra
Riuscira ad avere qualche fiore
Regalera ad qualcuno una silenziosa goccia nel occhio
E ad altri del miele
Il posto di chi ha preso la rosa in fiore
Il posto di chi ho preso io
La pelle di chi profuma di piu'
La canzone di chi ha bisogno della mia voce?
Scheletri.com, portale di letteratura, cinema, arte, pittura, libri ed altro, dedicato completamente all'Horror in tutte le sue forme, ha pubblicato, oggi, il racconto "Un Giorno Ordinario" che postai qualche tempo fa in questo Reame.Sanguine ~ Your Love Comes to Me in Oceans of Blood


Architetto: "Salve Neo."
Neo: "Lei chi è?"
Architetto: "Io sono l'Architetto. Ho creato io Matrix. Ti stavo aspettando.
Tu hai molte domande e, sebbene il tuo processo ha alterato la tua coscienza, resti irreversibilmente umano.
Ergo alcune delle mie risposte potrai comprenderle altre no.
Concordemente, malgrado la tua prima domanda sia la più pertinente, potresti renderti conto o non renderti conto che è anche la più irrilevante.
Neo: "Perchè mi trovo quì?"
Architetto: "La tua vita è il prodotto non compensato nel bilanciamento delle equazioni inerenti alla programmazione di Matrix.
Tu sei il risultato finale di un'anomalia che, nonostante i miei sforzi sono stato incapace di eliminare da quella che altrimenti... è un'armonia di precisione matematica."
Architetto: "Sebbene resti un problema costantemente arginato essa non è imprevedibile e perciò non sfugge a quelle misure di controllo che hanno condotto te, inesorabilmente... quì..."
Neo: "Non ha risposto alla mia domanda..."
Architetto: "Giusto è vero. Interessante. Sei stato più veloce degli altri."
Architetto: "Matrix è più vecchia di quanto tu non immagini. Io preferisco contare partendo dalla comparsa della prima anomalia fino alla successiva. Questa è la sesta versione."
Neo: "Ci sono due possibili spiegazioni, se ce ne sono state cinque prima di me... O nessuno me l'ha mai detto... O nessuno lo sa..."
Architetto: "Precisamente.
Come tu ora stai intuendo, l'anomalia è sistemica, e crea pericolose fluttuazioni anche nelle più semplici equazioni."
Neo: "La scelta. Il problema è la scelta."
Architetto: "La prima Matrix che disegnai era assolutamente perfetta. Un opera d'arte. Impeccabile, sublime. Un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento.
L'inevitabilità del suo destino mi è ora evidente quale imperfezione intrinseca dell'essere umano. Perciò la riprogettai basandomi sulla vostra storia, per rispecchiare con accuratezza le espressioni grottesche della vostra natura.
Tuttavia venni ancora frustrato dal fallimento."
Architetto: "In seguito giunsi alla conclusione che la risposta mi sfuggiva perché esigeva una mente inferiore. O se vogliamo, una mente meno vincolata della mia a parametri di perfezione.
Tant'è che la soluzione fu trovata per caso, da un altro programma intuitivo, inizialmente creato per indagare su alcuni aspetti della psiche umana.
Se io sono, quindi, il padre di Matrix, lei è senza dubbio alcuno la madre."
Neo: "L'Oracolo..."
Architetto: "Ti prego. Come ho detto lei trovò per caso una soluzione per cui il 99% dei soggetti testati accettò il Sistema, a condizione di avere una scelta anche se la consapevolezza di tale scelta era a livello quasi inconscio.
Benché la trovata funzionasse, era fondamentalmente difettosa, dato che di fatto, generava quella contraddittoria anomalia sistemica che, se non controllata, poteva minacciare il sistema stesso.
Ergo, coloro che lo rifiutavano, e parliamo sempre di una esigua minoranza, se lasciati senza controllo potevano costituire una crescente probabilità di disastro."
Neo: "Qui sta parlando di Zion..."
Architetto: "Tu ora sei quì perché Zion sta per essere distrutta. Ogni suo abitante sarà sterminato e l'esistenza stessa della città sarà cancellata."
Neo: "Stronzate..."
Architetto: "Il rifiuto è la più prevedibile di tutte le reazioni umane.
Comunque sia stà tranquillo. Questa sarà la sesta volta che siamo costretti a distruggerla... e ormai siamo diventati oltremodo efficienti nel farlo..."
Architetto: "La funzione dell'Eletto è quella di tornare alla Sorgente permettendo una temporanea distribuzione del codice di cui sei portatore e il ripristino del programa originale. Dopo ti verrà chiesto di selezionare all'interno di Matrix 23 individui, sedici femmine e sei maschi per ricostruire Zion.
La mancata ottemperanza a questo processo provocherà un cataclismico crash del sistema che ucciderà chiunque sia collegato a Matrix, cosa che abbinata all'annientamento di Zion... Sostanzialmente causerà l'estinzione dell'intera razza umana..."
Neo: "Non vi conviene. Non lo permetterete. Gli esseri umani vi servono per sopravvivere!"
Non avrai altro Dio, all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.
Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.
Fabrizio De André


ALTAR OF SACRIFICE
Waiting the hour destined to die
Here on the table of hell
A figure in white unknown by man
Approaching the altar of death
High priest awaiting dagger in hand
Spilling the pure virgin blood
Satan's slaughter, ceremonial death
Answer his every command
Death will come easy just close your eyes -
Dream of the friends you'll see
Heavenly failure losing again
Move on to a new form of life
Altar of sacrifice, curse of the damned
Confronting the evil you dread
Coalesce into one your shadow and soul
Soon you will meet the undead
(Altar of sacrifice, curse of the damned
Confronting the evil you dread
Coalesce into one your shadow and soul
Soon you will meet the undead)
Enter to the realm of Satan!
Blood turning black, the change has begun
Feeling the hatred of all damned in Hell
Flesh starts to burn, twist and deform
Eyes dripping blood realization of death
Transforming of five toes to two
Learn the sacred words of praise, hail Satan
A gift of powers disposed upon you
Use them when you feel the need
Master the forces and powers of Satan
Controlling the creature's instinct
Drawn to the castles that float in the sky
Learn to resist the temptation
Watching the angels sift through the heavens
Endlessly searching for salvation
