giovedì, 29 giugno 2006



Il Black Metal è sempre stato: gelidi passaggi notturni su lande innevate e sconvolte dalla neve, sangue e lacrime, furia e devastazione, serpenti dal veleno incandescente e Alberi della Vita; "face-painting" e cattiveria profusa, blasfemia e cultura, megalomania e arrivismo.
Il Black Metal è anche la luna dalla superficie rugosa e nessuna romanticheria, nessun presagio sentimentale, nessuna dolcezza.

Nemmeno a dirlo, il Black Metal di oggi sono i Satyricon, sono Frost e Satyr che inveiscono e colpiscono per far male; adesso, nella maniera più dura e sferzante che possa esistere: niente assalti alla baionetta, nessuna accelerazione da capogiro, niente ronzare di chitarre o batteria al fulmicotone.
Tecnica, passione e originalità.

In culo a chi ne dice male. "Now, Diabolical" è un album sensazionale.


NOW, DIABOLICAL

The chase is on
Reverie dies
Stand up be counted
This world that we hold
Will never kneel
Fuck you - you can never win
You never had
Our persistence
It's an honor never bestowed upon you
We're wide - awake
All senses alert
We'll brush you off
Like dirt on our skin
A lifetime under devil wings
Has forged a shield of unpenetrable strenght

'cause they want
'cause they need
'cause they are
Made to be
Now, Diabolical

Countless nights of ferocius anger
And grinding teeth
The jaw is clenched
The spark is lit
The target locked
We want you dead
Your head on our plate
You wanted war
And war you will get
You sorry man - you never knew and you (were) never prepared

We cannot
We will not
We never have been affected by you
We will always fight
We will never rest
We will not mourn

Those who got lost
We entered this world and thought nothing
Of no one or anything
This world that we hold
Came to us with our lives
You always thought
You never knew
You never grasped our existence
A shallow mind in an empty shell - no good to this world
Both feet on the ground
Firmly positioned
Our boiling blood is pumping
Damn you all for being so small
You cannot kill
What you cannot see
Prostrato da OzzyRotten alle ore 18:52
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heavy rock

venerdì, 23 giugno 2006

Marlboro alle quattro del mattino,
computer,
offset,
polilinea,
scala,
pacchetti vuoti dappertutto,
cenere sulla scrivania.

Caffè,
caffè,
caffè.
Occhiaie grosse come noci,
incazzature,
caffè,
offset,
i soldi,
quello che manca,
quello che viene viene,
il cellulare perso e sepolto sotto ai libri.
Caldo infernale.

Coscienza malferma,
punti,
linee interconnesse che mi si piantano nel cervello.
Non so bene se uscire,
dormire,
svenarmi o continuare.
Cibo,
caffè,
marlboro,
marlboro,
marlboro.
Avrò i polmoni come una ciminiera industriale?
Caldo infernale.
Cani che abbaiano,
occhi che mi osservano,
patetici,
languidi,
latenti,
inevitabili.
Inutile nascondersi.

Marlboro,
caffè,
Marlboro,
caffè.
Relax,
tempo bastardo che rincorro e non raggiungo.
Vodka ghiacciata e menta.
Detesto la menta.
Detesto la barista.
Detesto questi pomeriggi bestiali a sbavare e sudare e trangugiare torture per il mio fegato. Marlboro,
caffè,
Marlboro,
caffè.

Riunioni di lavoro,
cravatte: rosse come i socialisti.
Amilcare Cipriani,
nere come i Repubblicani.
La testa della barista nel frigorifero.
Caldo infernale.
Troppo caldo.
Relax,
caffè,
Marlboro,
carne cruda e sangue sulla mia barba non rasata.
Morirò prima o poi?

Marlboro alle quattro del mattino,
computer,
offset,
curve,
spezza,
taglia,
unisci,
allinea,
fai a pezzi.
Fai a pezzi le sue gambe grige e tumefatte.
Caffè alle sei.
L'Unità,
il culo della nuova e bella barista.
Occhi che scrutano e mi osservano.
Sonno che mi manca.

Pensieri.
Notte,
vasca sporca.
Odore di putrescenza,
carne cruda,
Marlboro,
acqua pura,
vomito,
paura:
di perderla,
di non trovarla,
d'abbandono e di tacita fuga,
di spazientiti spazi e nervose linee senza F8.
Niente.
Niente.
Niente.

....
....
....
....
....
....
....
....
.....

Silenzio.
I cani non abbaiano più. Nemmeno un filo di vento increspa il sonno di tutte le cose.
Io sono un anello della catena alimentare.
Qualcosa che ha a che fare con Darwin, l'evoluzione delle specie e la loro estinzione.

Niente ancora, ma almeno i cani non abbaiano ed il caldo è sopportabile per un pò.

Per oggi basta con i ritmi serrati e gli orari impossibili. Mi dedicherò a fumare qualche Toscano Antica Riserva, a scrutare su qualche atlante e a sognare di viaggiare. Poi sparire, per non dover ritornare più.
E nulla che mi possa fermare. Niente che voglia farmi tornare indietro.
Magari potrò pure dedicarmi ad un riposo più regolare e profondo.
La fatica per farla a pezzi, cavarle le orbite, strapparle la lingua a morsi, confezionare pacchetti regalo con i suoi polmoni, i pezzi del suo cuore e qualche falange scarificata, mi hanno esaurito completamente.

Non c'è programma di disegno che possa riprodurre il Limite matematico della sua carne che è andato da quando è vissuta e mi sorrideva, mesta, da dietro al bancone del bar, fino a quando ho segnato la sua fine, e ho ricomposto, ancora una volta, l'ennesimo anello morboso ed oscuro, nella catena alimentare universale.

Due giorni infernali. Speriamo passino presto, e non tornino mai più.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:49
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nerovoragine

martedì, 20 giugno 2006

Kakšno noÄ, ko pri štorkljah prespim
pod viseÄo meglo
tiho, sam, med njimi stojim
le noge nad vodo.

Ko pa žarek pregrize temo,
prebudimo se iz sanj,
moÄvirje novih zelja
bo odletelo v nebo.

Namesto koga roža cveti
namesto koga sem jaz,
katera koža najbolj diši,
Äigava pesem rabi moj glas?

Äe pa trava nad mojo zemljo
bo premogla kak cvet,
enim tiho kapljo v oko,
drugim dal bo med.

Namesto koga roža cveti
namesto koga sem jaz,
katera koža najbolj diši,
Äigava pesem rabi moj glas?

~Vlado Kreslin~


A volte passo la notte dormendo con le cicogne

Sotto la nebbia pendente

Da solo e silenzioso tra loro

Solo le gambe sopra l'aqua.

 

Ma quando un raggio morde il buio

Ci svegliamo dai sogni

E una palude di nuovi desideri

Vola verso il cielo.

 

Il posto di chi ha preso la rosa in fiore

Il posto di chi ho preso io

La pelle di chi profuma di piu'

La canzone di chi ha bisogno della mia voce?

 

E se l'erba sopra la mia terra

Riuscira ad avere qualche fiore

Regalera ad qualcuno una silenziosa goccia nel occhio

E ad altri del miele

 

Il posto di chi ha preso la rosa in fiore

Il posto di chi ho preso io

La pelle di chi profuma di piu'

La canzone di chi ha bisogno della mia voce?

~Vlado Kreslin~

Prostrato da Bloodysucker alle ore 00:45
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bloodysucker

sabato, 17 giugno 2006

Scheletri.com, portale di letteratura, cinema, arte, pittura, libri ed altro, dedicato completamente all'Horror in tutte le sue forme, ha pubblicato, oggi, il racconto "Un Giorno Ordinario" che postai qualche tempo fa in questo Reame.

Ringraziando la redazione di Scheletri per l'egregio lavoro che svolgono riguardo ad un tema come quello Horror e grand-guignolesco che, molto spesso, è casa e "cosa" di molti, forse troppi; posto la prima parte del racconto e le descrizioni sommarie delle altre storie pubblicate assieme alla mia, con, di seguito, i link per leggerli sul portale.

Uova di pidocchio - Adriano Marchetti
Il passato di un ex soldato torna a farsi sentire

Notte tranquilla - Cristian Tomassini
Strani eventi sconvolgono la vita di un uomo

Il Cliente  - Jonathan Della Giacoma
Curiosi personaggi in un negozio di telefonia

Un altro giorno - Andrea De Scudery
Routine di un tossico

Un Giorno Ordinario - Ozzy Rotten
L'atroce follia di un individuo

»»» Oggi sembra una di quelle giornate trascorse in maniera talmente inutile che, se non fosse esistita, allora, nessuno se ne sarebbe accorto.

Ho passato le ore della mattina a sonnecchiare, e prendere in mano qualche libro dalle pagine piegate che odorava di ciclostilo e tarme, ho acceso la tv irritandomi per la stupidità dei programmi dedicati alle casalinghe che danno tra le nove e l'una, ho cercato di lavorare un pò, fingendo di non sentire il dolore atroce che mi sfiancava le membra e metteva in moto un'emicrania selvaggia che mi penetrava il cervello come un trapano da settecento watt.====>> Continua a leggere...
Prostrato da OzzyRotten alle ore 15:28
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diary of a madman, nerovoragine

venerdì, 16 giugno 2006

Sanguine ~ Your Love Comes to Me in Oceans of Blood

Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:48
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darkening

mercoledì, 14 giugno 2006

Architetto: "Salve Neo."

Neo: "Lei chi è?"

Architetto: "Io sono l'Architetto. Ho creato io Matrix. Ti stavo aspettando.
                     Tu hai molte domande e, sebbene il tuo processo ha alterato la tua coscienza, resti irreversibilmente umano.
                     Ergo alcune delle mie risposte potrai comprenderle altre no.
                     Concordemente, malgrado la tua prima domanda sia la più pertinente, potresti renderti conto o non renderti conto che è anche la più irrilevante.

Neo: "Perchè mi trovo quì?"

Architetto: "La tua vita è il prodotto non compensato nel bilanciamento delle equazioni inerenti alla programmazione di Matrix.
                     Tu sei il risultato finale di un'anomalia che, nonostante i miei sforzi sono stato incapace di eliminare da quella che altrimenti... è un'armonia di precisione matematica."

Architetto: "Sebbene resti un problema costantemente arginato essa non è imprevedibile e perciò non sfugge a quelle misure di controllo che hanno condotto te, inesorabilmente... quì..."

Neo: "Non ha risposto alla mia domanda..."

Architetto: "Giusto è vero. Interessante. Sei stato più veloce degli altri."

Architetto: "Matrix è più vecchia di quanto tu non immagini. Io preferisco contare partendo dalla comparsa della prima anomalia fino alla successiva. Questa è la sesta versione."

Neo: "Ci sono due possibili spiegazioni, se ce ne sono state cinque prima di me... O nessuno me l'ha mai detto... O nessuno lo sa..."

Architetto: "Precisamente.
                     Come tu ora stai intuendo, l'anomalia è sistemica, e crea pericolose fluttuazioni anche nelle più semplici equazioni."

Neo: "La scelta. Il problema è la scelta."

Architetto: "La prima Matrix che disegnai era assolutamente perfetta. Un opera d'arte. Impeccabile, sublime. Un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento.
                     L'inevitabilità del suo destino mi è ora evidente quale imperfezione intrinseca dell'essere umano. Perciò la riprogettai basandomi sulla vostra storia, per rispecchiare con accuratezza le espressioni grottesche della vostra natura.
                    Tuttavia venni ancora frustrato dal fallimento."

Architetto: "In seguito giunsi alla conclusione che la risposta mi sfuggiva perché esigeva una mente inferiore. O se vogliamo, una mente meno vincolata della mia a parametri di perfezione.
                     Tant'è che la soluzione fu trovata per caso, da un altro programma intuitivo, inizialmente creato per indagare su alcuni aspetti della psiche umana.
                     Se io sono, quindi, il padre di Matrix, lei è senza dubbio alcuno la madre."

Neo: "L'Oracolo..."

Architetto: "Ti prego. Come ho detto lei trovò per caso una soluzione per cui il 99% dei soggetti testati accettò il Sistema, a condizione di avere una scelta anche se la consapevolezza di tale scelta era a livello quasi inconscio.
                     Benché la trovata funzionasse, era fondamentalmente difettosa, dato che di fatto, generava quella contraddittoria anomalia sistemica che, se non controllata, poteva minacciare il sistema stesso.
                     Ergo, coloro che lo rifiutavano, e parliamo sempre di una esigua minoranza, se lasciati senza controllo potevano costituire una crescente probabilità di disastro."

Neo: "Qui sta parlando di Zion..."

Architetto: "Tu ora sei quì perché Zion sta per essere distrutta. Ogni suo abitante sarà sterminato e l'esistenza stessa della città sarà cancellata."

Neo: "Stronzate..."

Architetto: "Il rifiuto è la più prevedibile di tutte le reazioni umane.
                     Comunque sia stà tranquillo. Questa sarà la sesta volta che siamo costretti a distruggerla... e ormai siamo diventati oltremodo efficienti nel farlo..."

Architetto: "La funzione dell'Eletto è quella di tornare alla Sorgente permettendo una temporanea distribuzione del codice di cui sei portatore e il ripristino del programa originale. Dopo ti verrà chiesto di selezionare all'interno di Matrix 23 individui, sedici femmine e sei maschi per ricostruire Zion.
                     La mancata ottemperanza a questo processo provocherà un cataclismico crash del sistema che ucciderà chiunque sia collegato a Matrix, cosa che abbinata all'annientamento di Zion... Sostanzialmente causerà l'estinzione dell'intera razza umana..."

Neo: "Non vi conviene. Non lo permetterete. Gli esseri umani vi servono per sopravvivere!"

Architetto: "Esistono livelli di sopravvivenza che siamo preparati ad accettare.
                      Tuttavia la questione più rilevante è se tu sei pronto ad accettare la responsabilità per la morte di ogni essere umano di questo mondo."

Architetto: "È interessante osservare le tue reazioni.
                      I tuoi cinque predecessori erano, di proposito, costruiti intorno alla comune attribuzione di una sensibilità positiva allo scopo di creare un profondo attaccamento al resto della tua specie, per facilitare il compito dell'Eletto.
                    Ma se gli altri vivono questo attaccamento in modo generico, la tua esperienza al riguardo è molto più specifica, dato che coinvolge.. l'Amore."

Neo: "Trinity..."

Architetto: "A proposito è entrata in Matrix per salvarti la vita a costo della sua."

Neo: "No!"

Architetto: "Il che ci porta infine al momento della verità, in cui la vostra fondamentale imperfezione si manifesta e l'anomalia può rivelarsi nella sua doppia veste di inizio e di conclusione.

Architetto: "Ci sono due porte.
                      La porta alla tua destra conduce alla Sorgente e alla salvezza di Zion; quella alla tua sinistra riconduce a Matrix, a lei e alla tragica fine della tua specie.
                      Come tu hai ben riassunto, il problema è la scelta..."

Architetto: "Ma noi sappiamo già quello che farai, non è vero?
                      Già intravedo la reazione a catena; precursori chimici che segnalano l'insorgenza di un'emozione disegnata appositamente per soffocare logica e ragione. 
                     Un'emozone che già ti acceca e nasconde la semplice ed ovvia verità: Lei è condannata, sta per morire e non c'è nulla che tu possa fare per impedirlo."

Architetto: "La speranza, la quintessenziale illusione umana e al tempo stesso la fonte della vostra massima forza e della vostra massima debolezza..."

Neo: "Se fossi in lei, spererei di non dovermi rincontrare."

Architetto: "Non accadrà..."
Prostrato da OzzyRotten alle ore 19:28
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darkening

sabato, 10 giugno 2006

Non avrai altro Dio, all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.

Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.

Fabrizio De André

Prostrato da OzzyRotten alle ore 23:50
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diary of a madman

sabato, 10 giugno 2006

Per passi incerti si muove: forse s'alza, forse muore, forse si copre.
Un sole di cartone non è altro che l'aureola di quello che non vorrei mai.
Una mancanza forte e strana, come di cose rivissute e stipate in qualche sudicio angolo.
Qualcuno mi redarguisca.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 13:44
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diary of a madman

giovedì, 08 giugno 2006

Pensa ai letti
usati sempre e di nuovo
per scoparci
per morirci.
Su questa terra
alcuni di noi scopano piu' di quanto
si muoia
ma i piu' di noi muoiono
meglio di quanto
si scopi.

E moriamo
a pezzo a pezzo anche -
nei parchi
mangiando gelato, o
in igloo
di demenza,
o su pagliericci
o sopra amori
sbarcati
o
o.

: letti letti letti
: cessi cessi cessi

l'umano sistema fognario
è la più grande invenzione
del mondo.

E tu mi inventi
e io ti invento
ed ecco perché non
tiriamo avanti

di più
su questo letto.
Sei stata tu l' invenzione più grande.

~Charles Bukowski~


Prostrato da Bloodysucker alle ore 22:24
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bloodysucker

martedì, 06 giugno 2006



ALTAR OF SACRIFICE

Waiting the hour destined to die
Here on the table of hell
A figure in white unknown by man
Approaching the altar of death
High priest awaiting dagger in hand
Spilling the pure virgin blood
Satan's slaughter, ceremonial death
Answer his every command

Death will come easy just close your eyes -
Dream of the friends you'll see
Heavenly failure losing again
Move on to a new form of life

Altar of sacrifice, curse of the damned
Confronting the evil you dread
Coalesce into one your shadow and soul
Soon you will meet the undead 

(Altar of sacrifice, curse of the damned
Confronting the evil you dread
Coalesce into one your shadow and soul
Soon you will meet the undead)

Enter to the realm of Satan!

Blood turning black, the change has begun
Feeling the hatred of all damned in Hell
Flesh starts to burn, twist and deform
Eyes dripping blood realization of death
Transforming of five toes to two
Learn the sacred words of praise, hail Satan

A gift of powers disposed upon you
Use them when you feel the need
Master the forces and powers of Satan
Controlling the creature's instinct
Drawn to the castles that float in the sky
Learn to resist the temptation
Watching the angels sift through the heavens
Endlessly searching for salvation

»»» Leggi gli altri post sugli Slayer nel Reame di Ozz:

- Still Reigning;

- Reign in Blood;

- Postmortem;

- Jesus Saves;

- 213;

Slayer su Myspace;

Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:08
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heavy rock