Io non sono misantropo, né “asociale” come dicevano i miei amici fino a qualche tempo fa, né scontroso.
Niente di tutto ciò. E questo, a differenza di quanto qualcuno possa pensare o dire: io non mi ritengo appartenente a nessuna delle categorie summenzionate, ma a volte, di forza devo collocarmici, e per cause e complessi meccanismi matematici che portano chiunque, dico: chiunque, a mettermi in croce nel momento più delicato della mia giornata: ossia quando sono seduto a tavola e mi accingo a dare l'ordine di carica alle mie fauci davanti ad un bel piatto di pasta.
Succede allora che qualche rappresentante mi chiami al telefono per chiedermi delucidazioni dell'ultimo fax inviato in azienda (ma non mangiano mai 'sti parassiti? Mi chiedo?), e che non si legge perché il loro apparecchio funziona talmente bene che chiamarlo “fottuto macinino a carbone” come io uso alluderne, sarebbe un fuorviante eufemismo; succede che ci sia sempre qualcuno che ha pranzato prima di me e che ha deciso (molto opportunamente, beato lui) di farmi visita proprio quando io mi trovo ad incrociare forchetta e cucchiaio sugli spaghetti; succede ancora, e pure spesso per giunta, che qualche ultrasessantacinquenne decida di anticipare il suo appuntamento che io gli ho fissato alle sette e mezza di sera per farmi leggere ed interpretare l'ultima comunicazione dell'Inps o di qualche altro ente che, come peculiarità propria, ha l'essere scritta in maniera talmente tanto intricata che un teorema sulla meccanica dei fluidi, al confronto, non reggerebbe nemmeno per un secondo e scomparirebbe in un batter d'occhio.
Non fraintendetemi.
Torno a ripeterlo: io non sono per nulla scorbutico. Le tare del mio carattere, vengono fuori solo se qualcuno decide di strapaprmele a forza. Un pò come succedeva (ancora) quando ero piccolo e picchiavo ineluttabilmente i miei amichetti che osavano toccare le mie macchinine e i miei robot (diavolo! Potrò pure esser stato geloso della mia escavatrice e della mia spada laser da Anakin Skywalker?). Io vorrei solo, nell'intervallo della mia pausa pranzo, godermi i miei 4-5 telegiornali mentre mangio, il mio SkyTg24 perpetuo, il mio caffè bollente e con tanto zucchero e la sigaretta che ne consegue. Nient'altro.
Per il resto della giornata: frustatemi, fatemi lavorare come un negro, borbottate, lamentatevi e sbraitate quanto volete. Io non ci farò caso. Ma non quando sono a pranzo.
Mai allora.
Al telefono, oggi, alle 13.06 c'è stato chi invece ha provato a destabilizzare il mio quieto vivere, e la mia pace invereconda tra segnali satellitari e schizzi di sugo: una gentile, e alquanto insistente scassacazzi dalla voce da troia. E nemmeno questo è un eufemismo. Aveva proprio una voce da troia. Con tutti i crismi, gli annessi, connessi e sconnessi.
Il problema, per lei, è stato però che gli sconnessi siano stati i miei, quando mi ha proposto di farmi installare per domani un magnifico videotelefono bello ed elegante nelle sue sinuose forme alla “Bellucci mode” (la pornostar, mica l'altra. Sarebbe troppo chiedere), gentilmente offerto da Telecom ai suoi (succubi) clienti, alla modica cifra di 7,50 euro al mese, per 24 mesi di fila. A conti fatti, senza contare l'inflazione, il costo del denaro che aumenta, la crisi petrolifera, la recessione economica, le mie tasche che potrebbero (mai si può dire il contrario) svuotarsi in due anni, 180 euro. E se decidessi di disdire il contratto con Telecom prima del tempo?
Oh, che tedio! Ma basta pagare una piccola, piccolissima penale che prevederebbe, oltro al costo residuo corrispondente all'avere di Telecom, anche le spese per la risoluzione del contratto accessorio, spese di notifica, ecc. ecc. Totale del piacere: circa 45 euro in più rispetto al costo residuo da sborsare alla compagnia telefonica.
Dunque non ci siamo. No no. Non ci siamo proprio.
Chiedo, con la massima calma e disponibilità che riesco a dar di tono alla voce, se il segnale necessario per le videotelefonate è presente nella mia piccola contrada sperduta sui monti, ed in fondo alle gengive dei lupi.
La sua risposta, naturalmente, è stata un semplice “no”.
Come?
No.
Ah. Non avevo capito, chiedo scusa.
Senta, scusi lo sproloquio, ma parlando per ipotesi e facendo un ragionamento allargato per carità, ma, scusi ancora, saprebbe dirmi DI CHE CAZZO ME NE FACCIO DI UN VIDEOTELEFONO CHE NON TRASMETTE, APPUNTO, LE VIDEOCHIAMATE PERCUI È STATO PROGETTATO, STUDIATO E COMMERCIALIZZATO IN MANIERA TANTO ECCELLENTE?
ME LO SPIEGA PORCAMADONNA, CHE MI HA FATTO RISCALDARE L' HEINEKEN E RAFFREDDARE TUTTI I PROPOSITI DI BUONUMORE CHE AVEVO DA STAMMATTINA?
ME LO SPIEGA, PERDIO, PERCHÈ IO PROPRIO NON RIESCO A CAPIRLO, EH????
Tututututututu.
Sparita l'operatrice, sparito il buonumore, sparito Berlusconi alla Tv.
Peccato, oggi mi andava proprio di giocarci a freccette con la sua faccia tonda tonda.
Peccato.