


Quando Dante, Vate della letteratura italiana, decise di inoltrarsi in quella "selva oscura" che tutti quanti noi abbiamo almeno una volta in vita nostra immaginato, lo fece col preciso (ma non dichiarato, forse) intento di ascendere alla fine del suo viaggio, in Paradiso.

Di questi tempi, a chi si interessa di un genere come il Viking, sicuramente farà male la testa.
Quando si parla di Funeral Doom, le reazioni di chi conosce almeno sommariamente i generi e sotto-generi Metal, in genere sono opposte ed inconciliabili: o si scappa il più lontano possibile dalle band che lo suonano, inorriditi per il senso dilaniante di esasperazione e di dolore che queste propongono, o ci si attacca morbosamente ad ogni nota, prendendola e distillandola in ogni sua più piccola parte.
Un paese di confine. Da cui ci si può trovare, in un batter d'occhio, a Vienna, che da Lubiana la sua capitale, dista poche centinaia di chilometri, o a Zagabria, o a Budapest, o a Trieste e Gorizia. Un epicentro slavo, un'isola particolare, in mezzo a lingue e culture diverse e differenti: quella Austriaca e Tedesca, quella Magiara, quella Balcanica e quella Mediterranea.
Come successe a noi trovandoci a Ptuj, paese che rappresenta la porta della "Pannonia" come la chiamavano i Romani, ossia della pianura estesa che parte dalla Slovenia e investe quasi tutta l'Ungheria, dove, cercando un agriturismo carino ma non tanto fuori il paese, ci fu consigliato un posto per pernottare pulito e gestito da gente cortesissima, pagando, per il servizio, appena 20 euro a testa al giorno, colazione compresa la mattina. E non è poco. Soprattutto se si pensa alle abitudini alimentari degli Sloveni.
Non so bene quanti siano di preciso i castelli in questo paese, di certo saranno diverse decine, ed in genere al loro interno ospitano rappresentazioni della vita medioevale, sale a tema e musei.
In tutti i castelli dove siamo stati abbiamo sempre fatto esperienze indimenticabili.
Il prezzo, per la visita al castello è stato di 7,50 euro a testa, carissimo per gli standard a cui eravamo abituati, ma ne è valsa comunque la pena. Anche perchè quello stesso giorno eravamo stati a visitare le grotte di Postojna, un sitema di abissi carsici e di camminamenti, piani, risalite e sale naturali immense; lunghe più di 18 km., e che si visitano in trenino per un tratto, poi a piedi, e poi nuovamente in trenino.
Quì, tra il 1915 ed il 1918, centinaia di migliaia di italiani, sloveni, serbi, croati, austriaci, tedeschi, ungheresi, russi, inglesi e francesi, si sono combattuti e si sono uccisi.
Quando ero piccolo, mia nonna mi parlava spesso di suo padre, morto in mezzo a questi monti.
La Valle del Trenta che si apre sotto ai monti invece, è indescrivibilmente spettacolare e lussureggiante. Sembra di stare in un Trentino o in una Val d'Ossola dove la gente parla lo Slavo anziché l'italiano.