Quando uno come me, scettico di natura per quasi tutte le cose, sente parlare del gran peso che la rete web può avere in certe circostanze riguardo opinioni, luoghi, persone, storie e quant'altro, non può che farsi una grassa risata e ribadirsi che alla fin fine, sono solo chiacchere.
Chiacchere messe in fila, bene organizzate, bene o male servite lungo i bordi di una cornice che, diciamocelo pure in faccia, per certi versi fa un pò paura o sensazione.
In rete si trova di tutto: dalle peggiori porcherie la mente umana possa mai partorire (non son mica i siti porno, 'cazzo credete?), alla cosidetta "fuffa", fino alla classica eccezione che per una volta non conferma propriamente la regola.
Nel caso specifico di cui voglio scrivere, la regola dovrebbe essere il contrario di quello che poi, in pochi, pochissimi giorni è successo: una lettera inviata da una madre della provincia di Torino, Ida, che ha scritto a quello che è il fenomeno della rete odierno, uno tra i più conosciuti blogger al mondo: Beppe Grillo.
Ida ha una figlia di sette anni, Kristal, che da piccolissima è affetta da un tumore al cervello con la conseguenza poi d'esser diventata idrocefala.
Dopo essersi accorta della grave malattia della figlia, la madre ha cercato in tutti i modi a lei concessi di farla curare, con il risultato ad oggi, che la bambina ha una sonda piantata in pancia che le serve da valvola per "spurgare" (sì lo so' è una bruttissima parola, ma serve per rendere l'idea, e poi quì cazzo, non siamo ad uno dei salotti culturali frequentati da Bertinotti) il liquido che la parte malata del suo cervello secerne.
Kristal è, come si dice più elegantemente, inabile, e non riesce nemmeno a salire una rampa di scale. Sua madre, la sua coraggiosa madre, cerca di assisterla e di curarla al meglio delle proprie possibilità, passando, questo lo si può affermare senza ombra di errore, momenti non certo sereni ed edificanti: abbandonata dal marito, che forse avrà pensato bene di sbarazzarsi del pesante fardello a cui era stato "condannato", abbandonata dallo Stato Italiano che da 97 giorni non le passa nemmeno più l'assegno per l'invalidità della figlia, abbandonata da tutta la classe politica di questo paese di merda, che con noncuranza non s'è degnata nemmeno di rispondere alle sue numerosissime mail di richiesta d'aiuto, o se l'ha fatto, l'ha fatto per mano di presunte pedanti segretarie dedite allo scaricabarile di professione.
Attenzione però: Ida non ha chiesto nulla che si trovi su Marte o di impossibile da esaudire.
Essendo una donna dignitosa e umile, non ha chiesto una mancia sostanziosa o la carità di Stato: ha chiesto solo di poter lavorare onestamente per poter mantenere lei e sua figlia.
Ha chiesto di poter campare con tutte le sue afflizioni e le sue preoccupazioni di un lavoro qualsiasi che le desse una seppur minima sicurezza economica, che, per forza di cose, dovrebbe trovarsi nei paraggi del paese dove abita.
E allora, dopo tanti tentativi, finalmente trovò, tempo fà, un supermercato disposto ad assumerla, i cui dirigenti però, appena letta la sua scheda informativa e saputo che la Signora era madre di una figlia inabile, la scaricarono senza tanti complimenti, visto che giocoforza una persona che dedica la vita ad assistere chi ha bisogno di cure ha parecchi problemi in più da risolvere rispetto alle persone "normali" e "sane".
Sicché questa Signora s'è trovata sola e disperata a dover far fronte ad una situazione in cui la mano dello Stato dovrebbe sentirsi, e mica per poco. Mica per i contentini.
Ma lo Stato, questo Stato mafioso, omertoso, standardizzato e di regime, non le ha prestato la minima attenzione, ed i suoi rappresentati, quelli che dovrebbero tutelare il benessere comune, ed aiutare chi più ha bisogno, hanno fatto spallucce, trincerandosi dietro silenzi indifferenti o dietro scuse accampate per dover pur trovare una flebile ed ignobile giustificazione alla vergogna da essi perpetrata.
Solo Beppe Grillo le ha risposto.
Le ha risposto subito (lui) dopo mesi che la lettera di Ida faceva il giro della rete per diversi siti e forum, tra cui uno pure che s'è permesso di prenderla per il culo, tacciando la sua richiesta d'essere una delle classiche bufale demagogiche che girano tutti i giorni: sappiatelo tutti, il forum in questione è quello del Partito Democratico, quello del "lavoro prima di tutto", quello delle grandi assemblee e delle grandi partecipazioni, che, evidentemente in questo caso, ha voluto ribadire che il lavoro è prima di tutto pertinenza di chi ne discute nei salotti di Bruno Vespa, non di chi ne muore, non di chi lo cerca disperatamente per darsi una dignità.
Beppe invece ha accolto la sua richiesta, l'ha fatta propria, ha lanciato una sottoscrizione ed in pochi giorni è riuscito a raccogliere 90.000 euro per la Signora, grazie all'aiuto di tutti quelli che quotidianamente leggono il suo blog.
In più, aveva chiesto pure la disponibilità di qualche imprenditore locale ad assumere Ida, che non chiede altro, avendo (lei, mica quelle facce unte dei politici del cazzo) una dignità ed essendo, lo ribadisco, onesta.
Ebbene per ora sembra che le offerte di lavoro non ci siano, ma rimane il fatto che 90.000 euro in quindici giorni sono davvero un traguardo strabiliante per il comico genovese ed anche per chi lo ha seguito e per una volta ha veramente dimostrato quelli che un tempo si chiamavano "senso civico" e "solidarietà".
Rimane ancora la curiosità di sapere quale sia il supermercato che ha rifiutato di far lavorare Ida, ma lei stessa, nel video postato quì sotto, ha detto di non voler dirne il nome per paura magari di ostilità, e dunque sia così.
Certamente, se mai si venisse a saperlo, credo che in tanti ne trarrebbero le dovute conseguenze.
W Beppe Grillo!
P.S.: Ai politici una sola parola, infine: VERGOGNATEVI!