lunedì, 31 marzo 2008



Se fosse bastato un confine ad arginare i mille rigagnoli che dal tuo petto partivano, e le tue gote bagnavano.

Come acidi sconosciuti e di memoria alchemica, ti scavavano le gote.
Forse le volevi arrossate, forse le volevi elastiche, per dipingerti l'imbarazzo o un sorriso solo.
Unico e risolutivo, per sempre.

Si fa strada in terreni di dura argilla, che si gonfia ad assorbire i nostri sospiri come una pioggia, si inaridisce e si ritrae ad ogni difficoltà, diventando una corazza forte ed impenetrabile che ci protegge ad ogni contatto, il nostro specchio d'Anima.

Il mio Destino ho scelto di perderlo. Tra i tuoi sorrisi e le tue gote ancora.
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spleen, diary of a madman

sabato, 29 marzo 2008



Anche quest'anno il Governo Canadese ha autorizzato la mattanza di 275.000 esemplari di foca, perlopiù cuccioli di tre mesi, dalla pelle più pregiata, per permetterne il commercio della pelliccia e del grasso, da cui si ricava l'olio.

Il nostro paese, l'Italia, che in quanto a schifo non è secondo a nessuno, è uno dei principali partners commerciali canadesi riguardo a questa macelleria che viene perpetrata, secondo quanto dicono le fonti ufficiali canadesi, in maniera "umanamente accettabile", essendo uno dei principali paesi produttori di pellicce, che alimentano un mercato della moda e del lusso dalle dimensioni enormi.

Pensare che si debba uccidere uno degli animali più pacifici al mondo per farne una pelliccia che poi dovrebbe essere indossata da una puttana vecchia tardona, solo per vanità, fa venire il magone allo stomaco.

Le moratorie che si vogliono fare per mettere al bando le pellice di foca (che per carità, sono sacrosante), non servono a nulla. In Italia le leggi vengono fatte per poi essere dimenticate: nemmeno trasgredite, nemmeno usurpate. Dimenticate.
Ci si indigna, ci si addolora, e allora il Parlamento legifera, siam tutti contenti, si fa' una legge che garantisce un diritto di civiltà  (altro che queste cazzate sui Pacs e sui Dico!), e poi la si dimentica. Così. Come se la questione non fosse mai esistita.
Ecco perché la legislazione in materia quì è inutile.

Ma noi acquirenti, noi consumatori possiamo fare molto invece: boicottiamo i viaggi turistici in Canada. Non compriamo più pellicce, boicottiamo le settimane della moda fatte usando e sfruttando gli animali e i corpi delle donne anoressiche sulle passerelle.
Schifiamo questo meccanismo perverso secondo cui la vanità di pochi deve essere l'atroce sofferenza di tanti.


Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:58
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ambiente, diary of a madman

giovedì, 27 marzo 2008

Avevo compilato un questionario simile già in occasione delle elezioni politiche del 2006, e adesso, spronato dalla lettura dei blog di Oscar e di Tisbe, mi ritrovo nuovamente a compilarlo, per la stessa piattaforma Open Source.



C'è poco da fare. Mi muovo sempre negli stessi ambiti. Ma non è mica un peccato, anzi. Anche perché le 25 domande del questionario vertono su temi che per me sono sacrosanti, e non c'è bisogno di nessuna "normalizzazione" da parte del mio cervello per renderli più "digeribili". A differenza, credo, di quanto dovranno faticare, e non poco credo, gli elettori del PD.

Cliccate sul bannerino sotto per vedere le mie specifiche sui temi proposti, e per fare, se lo volete, pure voi il questonario.

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?
Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:22
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diary of a madman

sabato, 22 marzo 2008

Tre giorni di riposo. Finalmente!
Ci volevano dopo mesi e mesi di routine tra casa-lavoro e lavoro-casa. Tre giorni per rilassarsi un pò, mettere a frutto il BitTorrent, prepararsi per il 25 Aprile prossimo venturo.
Ancora è lontano, certo, ma io, da buon pignolo, mi organizzo in tutto e per tutto, contemplando tutte le eventualità e tutti i problemi che potrebbero esserci, perché, diavolo, il 25 Aprile a Torino dovrò esserci per forza di cose, inconvenienti o no che siano. Cascasse il mondo.

Io ho deciso di affrontare un viaggio per esserci, voi, che siete poltroni e non vi muovereste nemmeno se scoppiasse una bomba atomica nel vostro giardino, potreste magari aiutare il V2-Day finanziandolo, e ricevendo in cambio un bel DVD (l'offerta è libera, oltre alle spese di spedizione s'intende), oppure iniziando a marciare per il V2-Day, o guardando i video su YouTube con Tag "V-Day".

Marciare non poltrire.
Lo so', andava declinata in un'altra maniera, ma che volete, io sono un uomo di costumi semplici, e non ho smanie da "Immancabili Destini", come quell'altro là, il mascellone.

La marcia del V2-Day
Prostrato da OzzyRotten alle ore 19:54
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v-day, v2-day

domenica, 16 marzo 2008


Anathema - One Last Goodbye

Una delle canzoni più tristi che si siano mai ascoltate...
Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:58
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diary of a madman, heavy rock

sabato, 08 marzo 2008



Una ricorrenza importante si festeggia oggi.
Come è inevitabile, tanti, tantissimi la hanno strumentalizzata e svilita, svuotandola del suo significato. Oggi non si festeggia la "donna" in sé e per sé, piuttosto si commemora quello che "dovrebbe essere" ma ancora non è. L'emancipazione delle donne, la loro piena espressione si apre e si chiude negli slogan elettorali, dietro ai banchi dei fiorai, impastandola con qualche parola carina che poi si dimentica nell'arco di due secondi.

Io non sono per nulla d'accordo.
Ritengo che per festeggiare le donne, la loro costante presenza nella vita di ognuno di noi, bisogna amarle. Secondo differenti ruoli e diversi aspetti, ma occorre sempre amarle. Non nascondiamoci dietro ad un dito: siamo italiani, popolo, dicono, di mammoni, di bamboccioni assortiti e di amanti donnaioli impenitenti. E allora perché non si riesce ad amare le donne senza che le si debba strumentalizzare per forza?

Una donna non ha bisogno di feste per ricordarsi dei suoi ruoli e delle sue prerogative, che ancora ci si ostina a chiamare con brutto linguaggio "doveri". Una madre non dimentica mai di educare i propri figli, di amarli teneramente ogni istante della sua vita, di soffrire per i loro malanni e per le loro sconfitte, e di gioire per le loro vittorie, per insignificanti e piccole che siano.
Perché i figli molte volte invece non amano le proprie madri come dovrebbero, rispettandole, e cominciando a non considerarle come semplici schiave di ogni loro capriccio?

E ancora. Un'amante, una ragazza, una fidanzata, è capace di amare il suo uomo senza vincoli, senza calcoli, senza posa né riserve.
A me è capitato, e me ne faccio un vanto. Ne sono orgoglioso.
Mentre molti mariti, amanti, fidanzati, uomini, le ignorano quando queste hanno bisogno di confrontarsi e parlare, le stuprano, usano loro violenza in casa, o lungo le strade sui marciapiedi le sfruttano per soddisfare i loro belluini appetiti.

Non esiste solo la violenza fisica alle donne.
Esiste anche una distinzione più sottile del concetto stesso di male alle altre persone: quando si è indifferenti ad una donna, quando la si trascura, quando non le si dedicano le attenzioni che lei invece, mestamente ed in silenzio ci dona, senza chiedere nulla in cambio, quello è male.
Quando per strada ne vediamo una che cammina da sola, che piange perché trascurata da tutti, forse perché non è bella, forse perché ha un carattere che non tutti riescono a classificare secondo il facile metro del "bianco" o del "nero". Forse anche perché se fosse una modella senza cervello e con un immenso codazzo attorno, varrebbe di più. Che conta un cervello, una volontà, un sentimento, di fronte ad una paio di tette ed un paio di culi? Anche questo è male.
Ma non conta niente.

E allora ricominciamo da quì.
Ricominciamo ad amarle le nostre donne. Come si può e si deve, perché oltre a dei doveri comincino pure a godere dei loro diritti. Anzitutto quelli piccoli, quelli che ognuno di noi uomini dobbiamo evidenziare per far capire alla nostra madre, compagna, amante che sia, che per noi è esclusivamente importante. Importantissima.

Alla mia compagna di adesso, soprattutto, io vorrei promettere d'essere un pochino migliore rispetto ad ora.
A mia madre d'essere invece un pò meno scassacazzi, e di mettere la testa a partito prima o poi. Chissà quando, ma almeno c'è la volontà.
A tutte le mie compagne passate, e a quelle che sono passate da quì e che ci passano ogni tanto: auguri!
Cercherò di imparare ancora meglio, se ancora non l'ho fatto, ad amare le donne.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 14:37
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diary of a madman

giovedì, 06 marzo 2008

“La Luna Fredda piena nel cielo
brilla sulla terra morta,
e dice che è ora di finire
il cammino cominciato con la nascita.”
L'OROLOGIAIO



Siamo a New York, in un inverno imprecisato dopo l'11 Settembre del 2001.
Nella casa del famoso criminologo Lincoln Rhyme, sempre preso ad angustiarsi per crimini che nessun altro riesce a risolvere, ma che lui invece riesce a comprendere e a sventare grazie alle sue innate doti di scienziato, e alla caparbietà della sua collega e compagna Amelia Sachs, c'è l'aria tesa ed apprensiva, quasi opprimente, da nuovo caso su cui lavorare e che si dimostra essere l'ennesima brutta gatta da pelare.

I crimini, i misteri che affronta Rhyme, tetraplegico per un passato incidente, sono tutti quelli in cui al NYPD nessuno riesce a raccapezzarsi. Quelli che hanno un movente talmente nascosto da sembrare incomprensibile, quelli dalle modalità talmente efferate e feroci che non si riesce a capire quale diabolica mano li muova.
Ma per Rhyme questi casi, questi delitti, questi crimini sono il suo pane quotidiano. Anzi: più la verità si nasconde sotto coltri di bugie, di misteri e di depistaggi, più il sapore della vittoria nel risolverli è dolce.
Quando tutto è finito, non rimane che una semplice e lineare spiegazione logica a tutto.
Proprio come i processi chimici e i risultati delle analisi di laboratorio di cui il criminalista si serve, coadiuvato da una squadra di supporto di tutto vanto.

In questo inverno in un tempo imprecisato, dopo l'11 Settembre, Rhyme, seduto alla sua postazione elettronica, si trova a fare i conti con un assassino seriale talmente inavvicinabile da sembrare un fantasma.

Di lui la polizia non sa' nulla: solo che ha ucciso un uomo trovato incaprettato in una maniera atroce e col collo schiacciato da una putrella d'acciaio, facendolo soffrire di una morte lenta ed inumana.
Poi, sui bastioni di un molo, ne ha ucciso un altro: lo ha fatto aggrappare al bordo della banchina e gli ha tagliato i polsi, facendolo morire forse dissanguato, o forse annegato.
Le scene dei delitti non presentano tracce di nessun genere, solo al molo l'assassino ha lasciato un biglietto scritto al computer con sopra dei versi poetici ed un orologio.
Un orologio costoso e raffinato perfettamente funzionante, di quelli a muro, dal meccanismo intricato e con le lancette dorate a segnare l'ora, con in più il quadrante che indica le fasi lunari.

L'Orologiaio, così si è firmato.
Ha ucciso due vittime, ha cancellato ogni impercettibile traccia, si è fatto beffe della polizia.
Soprattutto indagando si è venuto a sapere che un uomo, in un negozio di orologi in città, ne ha comprati dieci tutti della stessa fattura, come quelli rinvenuti sui luoghi del delitto.
Tutti uguali. Tutti con lo stesso meccanismo per indicare le fasi lunari.
Dunque non si fermerà, ed il suo intento è chiaramente quello di uccidere dieci persone in tutto. Ma secondo quale schema? C'è un legame tra le vittime?
Apparentemente nessuno, e toccherà a Lincoln Rhyme scoprire ed acciuffare il criminale.
Una gran brutta gatta da pelare.

Amelia Sachs, intanto, oltre a collaborare con il compagno, si sta' occupando anche di un altro caso. Una storia totalmente svincolata e senza nessun legame con l'Orologiaio. Un caso di probabile corruzione di poliziotti al 118° Distretto di Polizia, di ricatti e di ricordi che affiorano nella sua mente di figlia anch'essa di un poliziotto che in passato e prima di morire, in quel distretto ci ha pure prestato servizio.
Un'altra brutta gatta da pelare.

Ma forse le cose non stanno esattamente come sono state descritte. Forse indagando e sotto sotto qualche cosa di abominevole e di diabolico, o forse perversamente geniale, si sta' celando.
A chi leggerà il Thriller ogni altro commento.

Certo, non è facile parlare di questo romanzo di Jeffery Deaver.
Leggendo le prime cento pagine almeno, quasi quasi si rimane delusi: ci si aspetta sempre che accada qualcosa e che i colpi di scena, la suspance, prendano il sopravvento. Dopotutto stiamo parlando dello scrittore che ha pubblicato "La Lacrima del Diavolo" e "Il Collezionista di Ossa", non quindi di uno di quei scribacchini che vengono dimenticati nell'arco di due mesi.
Deaver è uno scrittore di Best-Seller, non il primo scemo che si mette a scrivere pretendendo l'originalità, e dunque, non è forse lecito aspettarsi sempre il meglio?
Ebbene i colpi di scena, la suspence, gli occhi incollati alle pagine verranno: ma solo nella seconda parte del romanzo.
Ce ne saranno talmente tanti e talmente stupefacenti da rimanerne esterefatti. Il meccanismo che li muoverà sarà così intricato e congegnato da sembrare davvero di trovarsi a dover osservare il microscopico meccanismo degli orologi descritti nel romanzo.

Di sicuro c'è che quando si è arrivati all'ultimo punto dell'ultima pagina, ci si sente tanto sballottati che si prova qualcosa di simile a quando si fa' l'amore con una bella donna tanto desiderata per almeno tre o quattro volte in una notte sola: stanchi, esausti, completamente svuotati nella volontà, ma pure molto molto soddisfatti....
Buona pace dei sensi sia, e buona lettura a chi se ne interesserà.

«Theodore Adams, un uomo sui trentacinque anni, era sdraiato sulla schiena, con il nastro adesivo che gli tappava la bocca e gli legava polsi e caviglie. L'assassino aveva assicurato una corda alla scaletta antincendio, tre metri sopra la vittima, legandone un capo a una pesante sbarra di metallo lunga quasi due metri, con due fori ad ogni estremità, come la cruna di un ago. La sbarra era sospesa sopra la gola dell'uomo. L'altro capo della corda era nelle mani di Adams che, legato com'era, non poteva nemmeno scivolare da sotto la sbarra. La sua unica speranza era di riuscire, con tutte le forze, a tenere il peso sollevato finché non fosse arrivato qualcuno a salvarlo.
Non era venuto nessuno.»

»»» Altre storie passate di Jeffery Deaver nel Reame di Ozz:

- Il Collezionista di ossa
- Lo scheletro che balla
- La lacrima del Diavolo
- Il silenzio dei rapiti
- La sedia vuota
Prostrato da OzzyRotten alle ore 20:37
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