“La Luna Fredda piena nel cielo
brilla sulla terra morta,
e dice che è ora di finire
il cammino cominciato con la nascita.”
L'OROLOGIAIO
Siamo a New York, in un inverno imprecisato dopo l'11 Settembre del 2001.
Nella casa del famoso criminologo Lincoln Rhyme, sempre preso ad angustiarsi per crimini che nessun altro riesce a risolvere, ma che lui invece riesce a comprendere e a sventare grazie alle sue innate doti di scienziato, e alla caparbietà della sua collega e compagna Amelia Sachs, c'è l'aria tesa ed apprensiva, quasi opprimente, da nuovo caso su cui lavorare e che si dimostra essere l'ennesima brutta gatta da pelare.
I crimini, i misteri che affronta Rhyme, tetraplegico per un passato incidente, sono tutti quelli in cui al NYPD nessuno riesce a raccapezzarsi. Quelli che hanno un movente talmente nascosto da sembrare incomprensibile, quelli dalle modalità talmente efferate e feroci che non si riesce a capire quale diabolica mano li muova.
Ma per Rhyme questi casi, questi delitti, questi crimini sono il suo pane quotidiano. Anzi: più la verità si nasconde sotto coltri di bugie, di misteri e di depistaggi, più il sapore della vittoria nel risolverli è dolce.
Quando tutto è finito, non rimane che una semplice e lineare spiegazione logica a tutto.
Proprio come i processi chimici e i risultati delle analisi di laboratorio di cui il criminalista si serve, coadiuvato da una squadra di supporto di tutto vanto.
In questo inverno in un tempo imprecisato, dopo l'11 Settembre, Rhyme, seduto alla sua postazione elettronica, si trova a fare i conti con un assassino seriale talmente inavvicinabile da sembrare un fantasma.
Di lui la polizia non sa' nulla: solo che ha ucciso un uomo trovato incaprettato in una maniera atroce e col collo schiacciato da una putrella d'acciaio, facendolo soffrire di una morte lenta ed inumana.
Poi, sui bastioni di un molo, ne ha ucciso un altro: lo ha fatto aggrappare al bordo della banchina e gli ha tagliato i polsi, facendolo morire forse dissanguato, o forse annegato.
Le scene dei delitti non presentano tracce di nessun genere, solo al molo l'assassino ha lasciato un biglietto scritto al computer con sopra dei versi poetici ed un orologio.
Un orologio costoso e raffinato perfettamente funzionante, di quelli a muro, dal meccanismo intricato e con le lancette dorate a segnare l'ora, con in più il quadrante che indica le fasi lunari.
L'Orologiaio, così si è firmato.
Ha ucciso due vittime, ha cancellato ogni impercettibile traccia, si è fatto beffe della polizia.
Soprattutto indagando si è venuto a sapere che un uomo, in un negozio di orologi in città, ne ha comprati dieci tutti della stessa fattura, come quelli rinvenuti sui luoghi del delitto.
Tutti uguali. Tutti con lo stesso meccanismo per indicare le fasi lunari.
Dunque non si fermerà, ed il suo intento è chiaramente quello di uccidere dieci persone in tutto. Ma secondo quale schema? C'è un legame tra le vittime?
Apparentemente nessuno, e toccherà a Lincoln Rhyme scoprire ed acciuffare il criminale.
Una gran brutta gatta da pelare.
Amelia Sachs, intanto, oltre a collaborare con il compagno, si sta' occupando anche di un altro caso. Una storia totalmente svincolata e senza nessun legame con l'Orologiaio. Un caso di probabile corruzione di poliziotti al 118° Distretto di Polizia, di ricatti e di ricordi che affiorano nella sua mente di figlia anch'essa di un poliziotto che in passato e prima di morire, in quel distretto ci ha pure prestato servizio.
Un'altra brutta gatta da pelare.
Ma forse le cose non stanno esattamente come sono state descritte. Forse indagando e sotto sotto qualche cosa di abominevole e di diabolico, o forse perversamente geniale, si sta' celando.
A chi leggerà il Thriller ogni altro commento.
Certo, non è facile parlare di questo romanzo di Jeffery Deaver.
Leggendo le prime cento pagine almeno, quasi quasi si rimane delusi: ci si aspetta sempre che accada qualcosa e che i colpi di scena, la suspance, prendano il sopravvento. Dopotutto stiamo parlando dello scrittore che ha pubblicato "La Lacrima del Diavolo" e "Il Collezionista di Ossa", non quindi di uno di quei scribacchini che vengono dimenticati nell'arco di due mesi.
Deaver è uno scrittore di Best-Seller, non il primo scemo che si mette a scrivere pretendendo l'originalità, e dunque, non è forse lecito aspettarsi sempre il meglio?
Ebbene i colpi di scena, la suspence, gli occhi incollati alle pagine verranno: ma solo nella seconda parte del romanzo.
Ce ne saranno talmente tanti e talmente stupefacenti da rimanerne esterefatti. Il meccanismo che li muoverà sarà così intricato e congegnato da sembrare davvero di trovarsi a dover osservare il microscopico meccanismo degli orologi descritti nel romanzo.
Di sicuro c'è che quando si è arrivati all'ultimo punto dell'ultima pagina, ci si sente tanto sballottati che si prova qualcosa di simile a quando si fa' l'amore con una bella donna tanto desiderata per almeno tre o quattro volte in una notte sola: stanchi, esausti, completamente svuotati nella volontà, ma pure molto molto soddisfatti....
Buona pace dei sensi sia, e buona lettura a chi se ne interesserà.
«Theodore Adams, un uomo sui trentacinque anni, era sdraiato sulla schiena, con il nastro adesivo che gli tappava la bocca e gli legava polsi e caviglie. L'assassino aveva assicurato una corda alla scaletta antincendio, tre metri sopra la vittima, legandone un capo a una pesante sbarra di metallo lunga quasi due metri, con due fori ad ogni estremità, come la cruna di un ago. La sbarra era sospesa sopra la gola dell'uomo. L'altro capo della corda era nelle mani di Adams che, legato com'era, non poteva nemmeno scivolare da sotto la sbarra. La sua unica speranza era di riuscire, con tutte le forze, a tenere il peso sollevato finché non fosse arrivato qualcuno a salvarlo.
Non era venuto nessuno.»
»»» Altre storie passate di Jeffery Deaver nel Reame di Ozz:
- Il Collezionista di ossa
- Lo scheletro che balla
- La lacrima del Diavolo
- Il silenzio dei rapiti
- La sedia vuota