martedì, 29 aprile 2008

I miei angeli scorrono per strade bagnate, e stringono nei pugni quel che resta di uno spicchio di sole malato.

Sono schiere infinite, e non tutti camminano sulle loro gambe: certi strisciano, certi s'arrampicano ai muri delle case dall'intonaco scrostato, certi, malmessi ed afflitti, vibrano e quasi esplodono se li si lascia fare.
Io li osservo, dalla mia piccola superficie di un metro quadrato. Allla ringhiera ho appeso strisce di cuoio che odorano di fiori lontani, invisibili da quì: sono riuscito a catturarne l'immagine in una bottiglia rotta di colore verde.
Volevo che qualcuno la tappasse e la tenesse in un posto segreto anche a me, mi sono accorto che il loro profumo è rimasto, così come la loro immagine, e io non ho saputo replicare né l'uno e né l'altra.

Orde cieche, fumosi respiri che hanno conosciuto la passione dei corpi che si uniscono, che hanno concluso l'era della moralità fine e bigotta, che hanno deciso di uccidere il mio sole. Se ne fanno beffe, e irridenti non sanno d'andare incontro ad un suicidio che gli è stato programmato: non può esserci passione, né delirio, né ragione, né alcunché, se non c'è più il sole a benedire la carne e lo spirito.

Ha i baci amari, il mio sole. Di quelli che attaccano il cielo e lo spogliano di qualsiasi riverbero. Non c'è spazio per le dimenticanze, se sai che le nuvole non hanno memoria. Non c'è nessun luogo finito, se sai che tutte le cose finite sono solo porzioni mutevoli di una trascendenza che non è né aulica, né mistica, né paradossale: è solo il nulla che inghiotte ogni questione. La fagocita ferocemente, con appetito malsano, e dalle sue carie, ancora una volta riproduce altre questioni, altri modi, altri metodi.

Quant'è triste, esser quì, a celebrare il funerale per un sole ormai spento. Quant'è desolante! Ne immagino solo un raggio, racchiuso in una mano sporca d'asfalto, tenuto da uno dei miei angeli in marcia.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 09:54
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diary of a madman

lunedì, 28 aprile 2008

Un ragno, che tesse la sua tela all'ombra di una vampa che tutto distrugge, tutto annulla, tutto annichilisce, non sa che, quando ha catturato una mosca che impigliata nella sua letale trappola strabuzza gli occhi e prova le vertigini dell'orrore, alzando la testa per divorarne la carne, si ferisce a sua volta di piaghe che mai si rimargineranno, e che lo porteranno, inevitabilmente, a rendersi sacro ad un fuoco strano ed incomprensibile.  Di cui lui non riesce a capacitarsi.

Ma la vampa e le sue faville non ammettono peregrinazioni di pensiero. Solamente constatazioni.
Non distinguono cosa sia bene e cosa sia male, ma con ferale soddisfazione ineludibile, fagocitano tutto quello che la vita dà loro da ingoiare: fosse un calice di dolce idromele, dai riflessi d'ambra, dagli occhi grandi e pervasivi, dalle spire argentee, lussuriose dei templi delle allucinazioni e dei desideri, quelle che si portano al collo e che donano bellezza impagabile e batticuore; fosse invece la più amara e letale cicuta, che tutto frantuma, tutto rende in polvere, tutto riesce ad annullare.
 
Quella che affoga l'anima nel gorgo dei ricordi disattesi e delle speranza andate in frantumi, lungo una sera dal sapore di catastrofe e di sofferenze truci come croci innalzate sul pendio di un Golgota senza altura.

L'ineluttabilità del Destino di ognuno.
Situata, per addolcire ogni contrasto e ogni caduta, nel fondo senza rumore di un bicchiere sporco di cenere, di distillato di pianti, di moine ormai mute.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 01:54
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diary of a madman

sabato, 26 aprile 2008

Una carezza si corica
sulle creste agitate dell'oceano:
stelline d'oro si accendono
e pare il chiasso di una galassia magica.

Franta e rifratta si aduna in una corsia
la luce che il sole disegna andando via.

Stanno due palme dove termina
quella striscia di perline che galleggiano:
fronde fuori fuoco gialleggiano
come fuse nell'oro che le illumina.

Anche un gabbiano che passa per quella via
per un istante si indora con la sua scia.

Ti prego, taci. Volgi gli occhi fin là
e resta con me a guardare.
Preferisco così
e non mi chiedere
a cosa penso: è inutile.
Preferisco così, ti prego, non insistere.

Una carezza si corica
sul mio viso che interpone il suo velo,
sperdo lo sguardo in fondo al cielo
e ti resta una faccia fotogenica.

Se solo fosse stato ieri, sai
nel metallo prezioso eri un'effige
ma oggi - la mia maschera non dice -
lì ti fondi e per me non tornerai.

Guardo nel sole che fugge e mi porta via,
guardo nel sole fingendo la poesia.

Ti prego, taci. Volgi....


Marlene Kuntz

Torino è una canzone dei Marlene Kuntz.
Esacerba la mente ma la addolcisce con una melodia che odora di qualcosa d'indefinibilmente agrodolce. Non si riesce a capire che cosa sia: forse una qualche alchimia nell'aria che si respira da queste parti. Forse.

Al giorno, nell'afa e nella caluria non c'è modo per rendersene conto, ma quando cala la notte tutto cambia. Desideriamo la notte: la bramiamo e ci spegne come un insignificante cerino.
Le diamo tutto, nei pensieri cogli occhi aperti alle cinque del mattino.
Restarsene per ore a fissare il nulla, sperando che non venga mai il giorno e la realtà. Quando il desiderio, la carne del cuore, l'anima dei folli sogni, se ne vanno, e con loro, anche uno spicchio di santa sanità mentale scompare, tutto muta invariabilmente.

Torino sono le parole di Manuel Agnelli.
Sensuali e amare. L'ultimo tiro di una marlboro che ti incancrenisce la bocca e scende giù fino al fondo dei polmoni. Come una spada crudele. Come l'incapacità di dire e fare nella fragilità dei molti, troppi momenti passati, sciupati e poi ripensati, sezionati mille e mille volte. Servisse a qualcosa almeno.

L'aria è più nebbia che altro. Sempre.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 19:25
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diary of a madman

mercoledì, 23 aprile 2008

Dopo tanto aspettare il momento è arrivato: V2-Day!
È arrivato il momento delle armi (simboliche) e dei bagagli (veri), e per quanto mi riguarda, questo 25 Aprile sarà il giorno più lungo. La festa del ricordo della Liberazione dal Nazi-Fascismo abbinata ad un evento di "Democrazia dal basso" che, secondo me, è la migliore maniera per commemorare tutti i nostri nonni morti sulle montagne.

Siate tutti partecipi del V2-Day, trovate il banchetto per firmare più vicino a casa vostra e fiondatevici senza esitazioni di sorta: l'Informazione libera è il sale della Democrazia. Di qualsiasi colore essa sia. Bianca, rossa o a pallini non importa.

Io parto domani sera e starò via per qualche giorno. Mi godrò le belle giornate che verranno (forse), la compagnia e l'ospitalità di amici impagabili, e qualche giro per il Piemonte, quella Regione che è stata, per me, come una seconda casa.

Se proprio siete pigri e il vostro poltrire vi impedisce qualsiasi movimento che non sia stato, ovvio, l'andare a firmare per le tre proposte di referendum, potete seguire la diretta del V2-Day su EcoTV (il link è sotto), e magari, se sarete fortunati, mi scorgerete pure. Come riconoscermi se non ho manco mai postato una mia sbiadita fotografia nemmeno di spalle?
Beh... Questo non è affar mio: il V2-Day è più importante di qualsiasi malsana curiosità.

V-Day V-Day V-Day V-Day V-Day V-Day V-Day

L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una "Libera informazione in un libero Stato".
Sarebbe la loro fine.
Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta delle firme elencati di seguito.

Invia questa email a tutti coloro che vogliono una informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile per i tre referendum:

1- abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset

Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti.
Trova quello più vicino a te su: http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

Coraggio!
Beppe Grillo.

P.S.: Stampa e diffondi anche il volantino: http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/volantino_v2-day.pdf


La marcia del V2-Day

Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:15
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v-day, v2-day

venerdì, 18 aprile 2008



“Le passa sulle labbra socchiuse un petalo di rosa tea.


Tiene gli occhi fissi nei suoi, a mezzo metro di distanza, abbastanza vicino da entrare nell'aura del profumo di lei, non abbastanza perché possano avvertire il calore che emana dai loro corpi in quel freddo locale. Accenna a toccarlo ma lui l'arresta con un brusco cenno. Le sue mani ubbidiscono ma poi, ribelli, si muovono a far scivolare giù le spalline della camicia da notte. L'indumento color crema scende fino alla vita. Lui abbassa lo sguardo sui seni di lei ma non la tocca e, al suo muto ordine, lei lascia ricadere le braccia lungo i fianchi.

Dall'intrico verde e ruggine di un cespuglio di rose, le piante che dominano la serra in penombra, lui stacca altri due petali. Rosa. Li tiene tra le grandi dita sicure e glieli accosta agli occhi che lei chiude lentamente. Avverte quel tocco setoso sulle palpebre e lungo la guancia. E di nuovo, adagio, a seguire il contorno della bocca.

Lei si umetta le labbra e osserva scherzosamente che le sta rovinando uno dei suoi esemplari più preziosi. Ma di nuovo lui scuote il capo, esigendo silenzio. Si protende verso di lui e quasi riesce a premergli contro il braccio un capezzolo inturgidito, ma lui si ritrae e i loro corpi non si toccano. Un petalo le accarezza il mento, poi scivola via dalle dita cadendo in una lenta spirale sul passaggio in ardesia che percorre la serra. Lui ne stacca un altro dal cespuglio che rabbrividisce. Lei continua a tenere gli occhi chiusi, le braccia inerti lungo i fianchi, come vuole lui.

Adesso le sfiora i lobi, così delicatamente che lei non avverte subito il tocco dei petali.
Poi li preme sugli incavi dietro le orecchie e accarezza le morbide ciocche di capelli biondissimi.

Adesso le spalle. Muscoli saldi, abituati a trasportare grossi vasi di terra come quello in cui ha le radici il cespuglio di rose.

Adesso la gola. Lei arrovescia il capo e se aprisse gli occhi vedrebbe una spruzzata di stelle pallide galleggiare al di sopra dei vetri. Adesso lui cede e la bacia in fretta, i petali scompaiono tra le dita allargate che le afferrano il collo attirandola a sé. I loro respiri si mescolano, con uguale desiderio. Lei muove il capo in lenti cerchi per aumentare la forza di quella stretta. Ma lui si riprende subito e si scosta, abbandonando i petali gualciti e strappandone altri dallo stelo spinoso.

Lei tiene ancora gli occhi chiusi e la smania diventa intollerabile nell'attesa del nuovo contatto che ora avverte sulla parte inferiore dei piccoli seni, e serra i denti tendendo le labbra in quello che potrebbe sembrare un ringhio ma è dovuto piuttosto a uno sforzo di volontà. Le rose si muovono lentamente lungo la curva del seno e anche le dita di lui la sfiorano, più ruvide ma altrettanto eccitanti... O forse è il contrasto. Ruvido e liscio. Pelle e fiore. Il calore della mano e il freddo del pavimento sotto i piedi nudi.

Una pressione lievissima: incredibile che un uomo tanto poderoso conosca gesti così soavi. Lui la bacia di nuovo risvegliandole guizzi di calore. Ma non ha fretta. Il contatto svanisce e lei solleva le palpebre a supplicarlo di non smettere. Di nuovo le fa chiudere gli occhi e lei ubbidisce, e coglie un curioso rumore frusciante.

Poi silenzio, e sul suo collo e i seni scende una pioggia di petali che cadono ai loro piedi.

Le bacia gli occhi e lei interpreta la cosa come un invito a riaprirli. Si fissano per un lungo momento e poi si accorge che lui tiene in mano ancora un petalo. Un piccolo ovale rosso cupo, di una John Armstrong. Lui apre la bocca e se lo posa sulla lingua, come un sacerdote che prende l'ostia, poi si china su di lei. Le loro lingue si toccano, scambiandosi ripetutamente il petalo fino a che questo si disintegra, ed entrambi ne inghiottono i frammenti assaporandosi a vicenda. Con gesto frenetico lei si fa scivolare la camicia da notte dai fianchi e gli passa le mani dietro il dorso, attirandolo a sé, e d'un tratto non esiste unione abbastanza intima, non c'è parte del corpo di lui che non voglia fondere con il proprio...”

Pietà per gli insonni -  © Jeffery Deaver - Sonzongo Editore

»»» Altre storie passate di Jeffery Deaver nel Reame di Ozz:

- Il collezionista di ossa
- Lo scheletro che balla
- La lacrima del Diavolo
- Il silenzio dei rapiti
- La sedia vuota
- La luna fredda
Prostrato da OzzyRotten alle ore 19:36
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jeffery deaver, darkening

martedì, 15 aprile 2008



Bene. Adesso che dobbiamo per forza scordarci della Laicità dello Stato, della riforma per le unioni civili, della scuola pubblica, dell'Università per tutti, delle maggiori risorse per la ricerca, dell'abolizione della Legge Biagi e del conseguente precariato, del conflitto d'interessi, della crescita economica sostenibile, della riforma della giustizia e di quella della "casta" della politica, del Welfare e della Sanità, della Società "aperta" ed europeista, delle politiche d'accoglienza, dei diritti dei lavoratori e dei più poveri, ecc. ecc. Adesso possiamo finalmente dirci di essere veramente uno STATO CIVILE.

In tutte maiuscole, certo.

Per i prossimi tempi dovremo ricordarci di essere numeri, non persone fatte di carne. Numeri di una tecnocrazia economica dove le leve dello Stato e del suo Governo le muoveranno i capitalisti, i pescecani della finanza, i preti con lo zucchetto "azzurro" e quelli che ne indossano uno bianco: moderato perdio!
Moderato-Liberale-Popolare.
Assolutamente allineato alla crescita a tutti i costi. Connesso al "consumo" e alla globalizzazione per forza. Senza "se" e senza "ma".
Poi, che importeranno tutti i fattori di squilibrio sociale ed economico che si verranno a creare, che importerà la insostenibilità ecologica degli ecomostri e delle centrali nucleari che verranno a nascere come funghi nell'orticello di casa nostra? Che importerà dell'inquinamento, del riciclaggio che non si farà, del risparmio di materie prime necessario, delle energie e delle fonti alternative, degli inceneriori come fabbriche di cancro?

Siamo diventati di colpo CIVILI noi italiani!
Gioitene! Non saremo più l'Italietta del vino adulterato, delle mozzarelle alla diossina. Questa, naturalmente, ce la venderà edulcorata l'On. Bassolino, e come dessert potremo gustare i cannoli "made in Cosa Nostra" del Sen. Cuffaro.
Sorridenti e beati, i nostri politici, la nostra classe dirigente liberla-liberista-riformatrice-tanto-carina-tanto-accomodante ce lo metterà in quel posto e noi risponderemo sorridendo a nostra volta, perché diavolo! Siamo una popolazione CIVILE, no?

Ah dimenticavo: siamo pure i tanto CIVILI che hanno cacciato i Socialisti dal parlamento dopo più di cento anni, e tanto per non lasciare questioni ideologiche in sospeso, abbiamo fatto man bassa di tutta la Sinistra vera. Quella anticapitalista e che lottava contro la globalizzazione dei mercati. Quella che stava dalla parte degli operai, degli intellettuali e di tutti quelli che hanno sempre avvertito situazioni di disagio, cacciandola dopo 62 anni di onorato servizio.

Ma noi siamo CIVILI. Abbiamo preferito i Calearo, i Ciarrapico, i Berlusconi e i Veronesi, ai Socialisti, ai Verdi e ai Comunisti. Non fanno più tendenza ormai.

Ma non finisce quà. Nervi saldi, calma e gesso per ora.
Come si diceva una volta: LA LOTTA CONTINUA.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:04
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diary of a madman, sinistre

sabato, 12 aprile 2008

Vday

Vday
Ecco. Abbiamo ceduto alla tentazione. Ci siamo iscritti alla Marcia per il V2-Day.
Vogliateci bene: marciate anche voi.

V2-Day V2-Day V2-Day: 25 Aprile!

"Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset."
Beppe Grillo
Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:26
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v-day, v2-day

giovedì, 10 aprile 2008

Tutte le cose che non sapete sono vere.
Beppe Grillo


Beppe Grillo sui finanziamenti all'informazione - Clicca il Video

“Negli ultimi 25 anni nella sola provincia di Riau a Sumatra sono stati rasi al suolo 4,2 milioni di ettari di foresta tropicale, l'Italia è tra i principali importatori di legname, le emissioni di CO2 provocate dalla perdita e dal degrado delle foreste, dall'erosione del suolo e dagli incendi, equivalgono al 122% delle emissioni totali annuali dell'Olanda, al 58% delle emissioni annuali dell'Australia, al 39% di quelle della Gran Bretagna e al 26% di quelle della Germania.”
⇒ Newsfood.com

Ogni settimana intere regioni nel mondo, in Indonesia, in Malesia, in Amazzonia, vengono sventrate abbattendo alberi con cui poi si fabbrica la carta. I più grossi produttori di carta al mondo sono, guardacaso, Cinesi, ed il business che se ne è ricavato, sfruttando la polpa dei pioppi, è enorme: la carta, ormai, è quasi un bene di prima necessità nella nostra società. Fa il paio con il petrolio, ci serve come il pane e il latte: non sapremmo proprio farne a meno.

Con qualche approssimazione data in difetto, si è calcolato che solo per pubblicare i giornali che troviamo in edicola, ogni settimana si abbatte una superficie di alberi grande quasi quanto la Val d'Aosta.
Siamo ad un paradosso: si rade al suolo una Regione ogni settimana per la cartastraccia. Per giornali che finiscono in poche ore nel cestino o bruciati, e che, al di là delle prime sei pagine, nessuno o quasi legge.
Uno scandalo.
Un aborto di produzione industriale che si avvale di tipografie, stamperie, petrolio, inchiostri non biodegradabili e, soprattutto, finanziamenti pubblici diretti e indiretti da parte dello Stato.
Quello italiano finanzia un mercato "dopato" ed indecente dei giornali che ogni anno costa al contribuente italiano, ai cittadini tutti, circa un Miliardo di Euro. Oltre, naturalmente, al danno ambientale, che finora per tanto è grande, nessuno è riuscito a calcolare se non per approssimazioni.

Il mercato dei quotidiani e dei periodici permette alle società per azioni quotate in borsa di distribuire dividendi e stock-option agli azionisti di riferimento e ai dirigenti, di elargire stipendi da vera e propria casta a direttori di giornali in doppiopetto affetti da pinguedine e da senilità precoce, di praticare la nobile arte dell'adulazione (leggi leccare il...). Tutto tranne che informare chi legge.
Tutto tranne che instillare la capacità critica di giudicare che cosa può essere più giusto e cosa meno.
I giornali ormai, servono solo da grancassa alle lobbies di potere, meglio se colluse con la politica, ed il risultato di questo minestrone putrido e vomitevole è davanti agli occhi di tutti.

I giornalisti sono una casta.
Come i politici, come pure tutti i raccomandati nell'Alitalia, e tutti quelli che hanno  reso questo bellissimo Paese, il mio Paese, un teatrino d'operetta su cui tutti sputano.
Io non voglio sentirmi parte di questo scempio. Io voglio essere orgoglioso d'essere italiano, di poter raccontare una Storia millenaria che è stata un faro nel mondo per venti secoli, e che adesso si vorrebbe liquidare come un bidet incrostato.

Non comprate più i giornali. Non ne vale la pena.
Rifiutatevi di finanziare questi pancioni ignobili che si pavoneggiano dietro ad uno schermo come se fossero dei moderni Voltaire: i veri giornalisti sono morti! Questi sono servi della gleba dei poteri forti che ci guadagnano eccome a tenere la gente all'oscuro dei loro traffici, altroché!

Smettiamola di tagliare alberi per produrre cartastraccia.
Le informazioni troviamocele in rete: via la carta!
Che arrivi a costare duecento euro alla risma per la miseria! Che le stamperie e le tipografie vengano messe al bando e perseguite per legge. Basta!

E a Veltroni e a Berlusconi che in questi giorni hanno inondato le case di carta inutile buona nemmeno per accenderci il fuoco, piantate in faccia un bel dito medio.

V2-Day V2-Day V2-Day V2-Day: 25 Aprile.
Accorrete numerosi!


La Casta dei giornali
Prostrato da OzzyRotten alle ore 20:31
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