I am the brains
Some say insane
Blood is the rain
That's whay life's about
In the great wide
Head split and tongue tied
Watch the sun die
When you're running out
Hell doesn't want them
Hell doesn't need them
Hell doesn't love them
- Podbela (al confine con la provincia di Udine);
- Kobarid (Caporetto. L'ossario italiano. Come ogni anno);
- Aquileia e Grado;
- Novo Mesto;
- OtoÄec;
- Kostanjevica na Krki;
- Bela Krajina;
- La Certosa di Pleterje;
- Castello di Soteska;
- Castello di Bogenšperk;
- Zaplana.
Presto un resoconto dettagliato con le descrizioni di tutti i posti e tutte le curiosità.
Coming soon...
Ebbene, pure per me sono iniziate le tanto agognate ferie.
Per la verità, già adesso arrivo in ritardo, visto che i giorni di riposo sono iniziati da Sabato, e io mi trovo a Lubiana da ieri. Ma comunque. Tant'è. Riposo per calmarmi un pò i nervi, buona musica, amici, gite, musei e letture mi terranno compagnia.
Sottintendendo Lei, che è poi la cosa più importante, quella principale percui mi trovo quì, a più di mille chilometri da casa, felice.
Dunque, a chiunque possa interessare auguro un bel periodo di riposo. Per conto mio ci vediamo a settembre, o forse prima. Magari, se avrò tempo e voglia, scriverò dei posti che visiteremo nei prossimi giorni, ma non contateci troppo...
“I walk alone, the night wears a shadow
Painted the silver, painted in gold
The moment ends in silence, then the moment grows old
And when she smiles, a thousand dreams surround her
Dress them in secrets no one can hold
The fire dies in the distance, as the embers grow cold
Sing for me now
All the world is a stage
Smile take a bow
From your gilded cage
Behind the glass, she’s safe where no one can reach her
Roses with thorns just make her bleed
A fragile porcelain angel breaks easily
Sing for me now
All the world is a stage
Smile take a bow
From your gilded cage
The restless heart cries when no one is listening
She’s waiting for someone waiting for you
To want, love and need her to help her make it through” Blackmore's Night - Gilden Cage
Si dissolve tutto, quì, in quest'angolo caldo e senza luce.
Questa è una dimora per i sensi acuminati che cadono a terra senza rumore e senza sofferenza, come quando la neve dissolta cambia colore e sembra scomparire: candida, poi i cristalli irati diventano grigi, e alla fine trasparenti e invisibili. Ma senza nessun alito di freddo. Senza nessun respiro d'aria condensata. Niente.
Non c'è bisogno d'immedesimarsi. I sensi hanno già preso un loro percorso preciso, di cui non si è sicuri, ma che rimane tale e non cambia: i sentimenti sono rose profumate dal gambo lungo gettate a terra e calpestate nel fango, seppur vive.
Anche loro vorrebbero dissolversi e morire in pace, in mezzo ai cespugli austeri, isolati dalla terra bagnata della pioggia estiva improvvisa.
Vorrebbero che le nuvole cariche e pesanti raccontassero loro di un tempo antico quando il sole baciava lel loro guance purpuree, ad ogni ora e con ogni pretesto.
Quando non c'erano mani adunche e forbici affilate a suicidare il mondo intero.
Ma quella, i fiori lo sanno, è una leggenda senza occhi e senza cuore. E allora questi, come disperati profughi in una notte eterna, si giovano almeno del riflesso della luna, che forse nessuno saprà comprendere, ma che, molto più modestamente, pure fa tesoro della loro bellezza, l'adorna e la rende preziosa. Unica e invisibile.
Come la neve che si scioglie, e diventa, da candida che era, dapprima grigia e poi trasparente.