venerdì, 26 dicembre 2008

Ogni tanto ti volti e vedi tutto quello che è passato.
Percorri con la punta delle dita il tempo trascorso, e le nocche si imbiancano in certi punti, diventano leggere in altri, quasi a sfiorarli su uno spessore di carta che non esiste, non è veritiero, non è né palpabile né concreto.
In sé non ha niente, se non le chiavi di una catasta immaginifica che hai contribuito ad alzare sempre di più, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Qualcosa che dovresti bruciare, o rendere ancora più vertiginosa ed evanescente.
Così è stato per me.

Mentre le mie mani percorrono il tempo, esse non hanno strumenti per poterlo o saperlo visualizzare. Non c'è formula geometrica o algebrica che possa, in linea teorica o pratica, misurare il mio Tempo.
Quello che è e quello che è stato.

Riesco solo ad aggirarmici, a volte spavaldo, a volte contrito.
E questo è tutto.
Da un inizio ad una fine, da una fine ad un nuovo inizio ad una falsa partenza ad una falsa fine.
Questo è il mio unico metro.
E non ho altro merito.

"Good luck has never been my friend
I've always been the fool
Please don't follow shadows of mine
'cause the time is running out for me
I walk in the path of a misfits blood
No compass can steer my way
No light at the end of the tunnel
And time is running out for me

No gold at the end of the rainbow
No high hopes, dreams deceive..."

Pain - 'Follow Me' -
da "Cynic Paradise" (2008)
Prostrato da OzzyRotten alle ore 15:55
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diary of a madman