giovedì, 15 gennaio 2009



Ogni volta che mi disfo del peso del mio corpo sotto le coperte che mi proteggono dal freddo e dai cattivi pensieri del giorno; ogni volta dico, io la penso.

Chiudo gli occhi stanchi, arrossati dal fumo, con le palpebre che pesanti si stringono quasi facendomi male e poi con un sussulto sembrano liberarsi dalla contrazione nel buio che le avrà in custodia, e penso ai contorni precisi del suo esistere.
Mi sforzo di non renderli invisibili, evanescenti, come già nella realtà sono o sembrano essere, così, impalpabili come la polvere, o come le strane strisce al neon che appaiono e si muovono in un vortice sconnesso quando lo scuro non rifrange più nulla, se non la mia mente rimasta per poche ore da sola.

La penso, e la vedo materializzarsi davanti a me.
I capelli lunghi e fluenti, che disordinatamente le cadono sulla fronte dai riflessi opachi alla luce, dai tratti di matita irregolari, buttati lì, scarabocchiati, marcati più o meno decisamente, il suo viso inanimato e opaco che prende colore e forma velocemente.
Come l'acqua col fuoco che non riesce a spegnere le sue labbra si muovono, mostrandomi denti stretti e palato, e dalla sua gola un mugugno da bambina esce.

Un sorriso le è scappato, ed anche adesso che forse sa d'averlo fatto passare all'arca dei ricordi, forse ancora adesso non ci si rassegna con quietudine allo spirito selvaggio che la agita.

I pensieri che mi lambiscono, che mi percuotono da lontano, sono miei, e saranno anche suoi, perché non si può mai separare la linfa del fuoco con il fluire dell'acqua senza forma.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 20:46
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diary of a madman

giovedì, 15 gennaio 2009

Bene. Come ogni anno anche stavolta è arrivato il momento delle classifiche.
Anzi: della classifica. Perché io, in genere, di primi, secondi e terzi posti non voglio tanto sentir parlare. Mi danno ai nervi. Sviliscono sempre qualcuno nel momento stesso in cui ne valorizzano un altro. A maggior ragione per quanto riguarda la musica che, assieme al leggere, è l'energia che mi galvanizza in ogni momento.
Potrei vivere senza nulla attorno, senza paesaggi da ammirare, senza tabacco da bruciare (mi sarebbe alquanto difficile, devo ammetterlo), senza nessun generico orpello da dover idolatrare, ma non senza la musica. Senza la MIA musica. Che sarà pure limitata e limitativa, sarà pure sempre fine a se stessa, sarà anche rumorosa, catatonica in certi momenti, deprimente, tutto quel che si vuole ma, quando l'ascolto è MIA e solamente mia. Senza timore che possa tradirmi.

Ecco dunque la classifica dei migliori dischi usciti nel 2008, secondo me, ovvio.
Ce ne saranno stati un'altra caterva di bellissimi che non ho ascoltato, ma, agli aggettivi di cui sopra ho dimenticato di scriverne altri importanti e che riguarderebbero la mia imbarazzante scarsezza e voglia di cercare. Dunque, spero che chi legge possa accontentarsi per una volta.
  • 10. Cult of Luna - Eternal Kingdom: "Una giornata come questa. Gocce d'acqua pesanti affliggono le superfici dei vetri alle finestre e le sferzano. Ovunque, solo il silenzio rotto dal balletto cadenzato ed armonico, a volte, del tempo brutto che piomba dal cielo coperto e si infrange a terra, esaurendo ogni forza e ogni bel ricordo. Delicato e sommesso, ma se ci si trova in mezzo, raschiante e putrido. Ecco.
    Quì si parla dei Cult of Luna e del loro ultimo lavoro "Eternal Kingdom".
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  • 09. Moonsorrow - Tulimyrsky: "Quì il Black Metal più oscuro, oltranzista e primordiale si veste dei connotati di una eleganza stilistica tutta particolare, che trascende dalle radici antropologiche culturali dei paesi scandinavi, ma al tempo stesso ne è una derivata chiaramente riconoscibile, e che dota le composizioni, lunghe e prolisse, di un sentimento difficilmente replicabile e spiegabile. Solo ascoltando la musica dei Moonsorrow si riesce a capire la serie di legami, di congetture, di momenti tirati e tesi e di quelli più legati al folclore delle "Antiche Abitudini"."---->
  • 08. Swallow the Sun - Plague of Butterflies: "Nel mondo degli Swallow the Sun i sentimenti, i sensi, e le impressioni che si hanno chiudendo gli occhi, sono tutte quante cose per nulla aleatorie. Tutt'altro. Piuttosto questo gruppo preferisce inocularle con inusitata consapevolezza, come se ci si trovasse ad essere infettati da un virus violento, pesante, ammaliante. Ecco, probabilmente è questo l'aggettivo giusto per descrivere la musica di questi finlandesi: ammaliante."---->
  • 07. Equilibrium - Sagas: "E' difficile riuscire a scrivere di questo album compiutamente. Soprattutto per il fatto che, alla fine, quel che rimane nella testa dell'ascoltatore che ci si dedica, è sempre qualcosa di diverso, volta per volta. Qualcosa di grandioso e di maestoso, o di brutale e graffiante, o di atmosferico e nostalgico. Tanti aggettivi, tante impressioni, forse superflue per chi nel Metal ci vede magari solo potenza e considera tutto il corollario dei dettagli che ci ruotano attorno come un fastidio evitabile, ma per questa band i corollari, i dettagli e le più impercettibili sfumature, i più piccoli contorni, contano eccome: complice una produzione e l'arrangiamento dei brani talmente perfetti da rasentare la follia, "Sagas" lascia dietro di sé una scia di annichilimento e di meraviglia che, per parte mia, raramente ricordo di aver provato in questi ultimi tempi."---->
  • 06. In Mourning - Shrouded Divine: "Una sorpresa. Una stupefacente sorpresa sono questi giovani "In Mourning". Una band svedese ai più sconosciuta, ma con alle spalle un periodo di gavetta decennale di tutto rispetto, tanta voglia di suonare e influenze musicali di tutto rispetto, che non investono i soliti In Flames o i Dark Tranquillity, no! Piuttosto la proposta di questi ragazzi è un miscuglio di raffinatezze ed eleganze sonore che riescono a coniugare il meglio del Death Metal Progressista di marca Opeth, coi giri plumbei, catacombali e fascinosi dei Candlemass. Il tutto con una semplicità ed un'orecchiabilità disarmanti."---->
  • 05. Moonspell - Night Eternal: "Tornano. Gli incubi, tornano sempre. I contorni a volte li si riconosce, a volte no. Hanno profili cangevoli e a volte non si riesce proprio a capire quali siano i lembi che li demarcano. Ci si aggrappa a poche e stentate permanenti sicurezze. A volte no. Come nel caso dei Moonspell."---->
  • 04. Opeth - Watershed: "Gli Opeth. Ci sarebbe da scrivere parecchio su questa band svedese, capace di mescolare la violenza del death con la precisione e il virtuosismo del prog e la zampillante fantasia del jazz e chissà con cos'altro ancora. Spesso vengono criticati per la loro relativa incapacità di evolversi, oppure per la monotonia delle loro lunghe e complicate canzoni, ma anche per l'azzardata fusione dei generi sopracitati che non a pochi ha fatto storcere il naso (le orecchie?). Eppure la loro musica ha sempre attratto ed affascinato molti, me compreso ovviamente."----> Hell, su Debaser.it. Grazie!!!
  • 03. Amon Amarth - Twilight of the Thunder God: "Alla fine, a ricapitolare tutto poi, c'è "Embrace the Enedless Ocean" la canzone più lunga della scaletta, dotata di una sezione strumentale affascinante ed oscura, con assoli di chitarra melodici ed impastati all'atmosfera quasi sacrale che si è voluta creare.
    Forse il risultato finale parrebbe dover stonare con tutto il resto, ma non è così. Anche questo sono gli Amon Amarth, e si potrà, io credo, amare solo questo brano e trascurare tutti gli altri se fosse necessario.
    Non cambierebbe nulla.
    La bellezza emanata dalle note della band in sei minuti e rotti è abbagliante, e senza remore lo dico.
    "---->
  • 02. Eluveitie - Slania: "C'è un fatto sostanziale che divide le band che ritengono di dover "cavalcare l'onda" e quelle che invece le tendenze le fanno proprie, le miscelano, le coniugano con altre attitudini, le spezzettano, poi le riamalgamano ed infine le compattano, creando una macchina da guerra invulnerabile, connubio di potenza, epicità, folclore e genio."---->

  • 01. Metallica - Death Magnetic: "I Metallica del 2008.
    Più vecchi, più maturi, probabilmente più svogliati, ma per questo non meno incazzati dei tempi di "Master of Puppets". E così, preso a pedate Bob Rock, (e c'è voluta addirittura una petizione on-line per convincere i quattro ad allontanarlo!) loro Think-Thank in questi ultimi squallidi anni, e assoldato Rick Rubin, padre già del suono degli Slayer, e hanno rimesso mano al genere che è a loro più congeniale: il Thrash Metal appunto.
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Prostrato da OzzyRotten alle ore 00:02
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opeth, moonspell, heavy rock, debaser