giovedì, 10 aprile 2008

Tutte le cose che non sapete sono vere.
Beppe Grillo


Beppe Grillo sui finanziamenti all'informazione - Clicca il Video

“Negli ultimi 25 anni nella sola provincia di Riau a Sumatra sono stati rasi al suolo 4,2 milioni di ettari di foresta tropicale, l'Italia è tra i principali importatori di legname, le emissioni di CO2 provocate dalla perdita e dal degrado delle foreste, dall'erosione del suolo e dagli incendi, equivalgono al 122% delle emissioni totali annuali dell'Olanda, al 58% delle emissioni annuali dell'Australia, al 39% di quelle della Gran Bretagna e al 26% di quelle della Germania.”
⇒ Newsfood.com

Ogni settimana intere regioni nel mondo, in Indonesia, in Malesia, in Amazzonia, vengono sventrate abbattendo alberi con cui poi si fabbrica la carta. I più grossi produttori di carta al mondo sono, guardacaso, Cinesi, ed il business che se ne è ricavato, sfruttando la polpa dei pioppi, è enorme: la carta, ormai, è quasi un bene di prima necessità nella nostra società. Fa il paio con il petrolio, ci serve come il pane e il latte: non sapremmo proprio farne a meno.

Con qualche approssimazione data in difetto, si è calcolato che solo per pubblicare i giornali che troviamo in edicola, ogni settimana si abbatte una superficie di alberi grande quasi quanto la Val d'Aosta.
Siamo ad un paradosso: si rade al suolo una Regione ogni settimana per la cartastraccia. Per giornali che finiscono in poche ore nel cestino o bruciati, e che, al di là delle prime sei pagine, nessuno o quasi legge.
Uno scandalo.
Un aborto di produzione industriale che si avvale di tipografie, stamperie, petrolio, inchiostri non biodegradabili e, soprattutto, finanziamenti pubblici diretti e indiretti da parte dello Stato.
Quello italiano finanzia un mercato "dopato" ed indecente dei giornali che ogni anno costa al contribuente italiano, ai cittadini tutti, circa un Miliardo di Euro. Oltre, naturalmente, al danno ambientale, che finora per tanto è grande, nessuno è riuscito a calcolare se non per approssimazioni.

Il mercato dei quotidiani e dei periodici permette alle società per azioni quotate in borsa di distribuire dividendi e stock-option agli azionisti di riferimento e ai dirigenti, di elargire stipendi da vera e propria casta a direttori di giornali in doppiopetto affetti da pinguedine e da senilità precoce, di praticare la nobile arte dell'adulazione (leggi leccare il...). Tutto tranne che informare chi legge.
Tutto tranne che instillare la capacità critica di giudicare che cosa può essere più giusto e cosa meno.
I giornali ormai, servono solo da grancassa alle lobbies di potere, meglio se colluse con la politica, ed il risultato di questo minestrone putrido e vomitevole è davanti agli occhi di tutti.

I giornalisti sono una casta.
Come i politici, come pure tutti i raccomandati nell'Alitalia, e tutti quelli che hanno  reso questo bellissimo Paese, il mio Paese, un teatrino d'operetta su cui tutti sputano.
Io non voglio sentirmi parte di questo scempio. Io voglio essere orgoglioso d'essere italiano, di poter raccontare una Storia millenaria che è stata un faro nel mondo per venti secoli, e che adesso si vorrebbe liquidare come un bidet incrostato.

Non comprate più i giornali. Non ne vale la pena.
Rifiutatevi di finanziare questi pancioni ignobili che si pavoneggiano dietro ad uno schermo come se fossero dei moderni Voltaire: i veri giornalisti sono morti! Questi sono servi della gleba dei poteri forti che ci guadagnano eccome a tenere la gente all'oscuro dei loro traffici, altroché!

Smettiamola di tagliare alberi per produrre cartastraccia.
Le informazioni troviamocele in rete: via la carta!
Che arrivi a costare duecento euro alla risma per la miseria! Che le stamperie e le tipografie vengano messe al bando e perseguite per legge. Basta!

E a Veltroni e a Berlusconi che in questi giorni hanno inondato le case di carta inutile buona nemmeno per accenderci il fuoco, piantate in faccia un bel dito medio.

V2-Day V2-Day V2-Day V2-Day: 25 Aprile.
Accorrete numerosi!


La Casta dei giornali
Prostrato da OzzyRotten alle ore 20:31
Permalink | commenti

ambiente, v-day, v2-day

sabato, 29 marzo 2008



Anche quest'anno il Governo Canadese ha autorizzato la mattanza di 275.000 esemplari di foca, perlopiù cuccioli di tre mesi, dalla pelle più pregiata, per permetterne il commercio della pelliccia e del grasso, da cui si ricava l'olio.

Il nostro paese, l'Italia, che in quanto a schifo non è secondo a nessuno, è uno dei principali partners commerciali canadesi riguardo a questa macelleria che viene perpetrata, secondo quanto dicono le fonti ufficiali canadesi, in maniera "umanamente accettabile", essendo uno dei principali paesi produttori di pellicce, che alimentano un mercato della moda e del lusso dalle dimensioni enormi.

Pensare che si debba uccidere uno degli animali più pacifici al mondo per farne una pelliccia che poi dovrebbe essere indossata da una puttana vecchia tardona, solo per vanità, fa venire il magone allo stomaco.

Le moratorie che si vogliono fare per mettere al bando le pellice di foca (che per carità, sono sacrosante), non servono a nulla. In Italia le leggi vengono fatte per poi essere dimenticate: nemmeno trasgredite, nemmeno usurpate. Dimenticate.
Ci si indigna, ci si addolora, e allora il Parlamento legifera, siam tutti contenti, si fa' una legge che garantisce un diritto di civiltà  (altro che queste cazzate sui Pacs e sui Dico!), e poi la si dimentica. Così. Come se la questione non fosse mai esistita.
Ecco perché la legislazione in materia quì è inutile.

Ma noi acquirenti, noi consumatori possiamo fare molto invece: boicottiamo i viaggi turistici in Canada. Non compriamo più pellicce, boicottiamo le settimane della moda fatte usando e sfruttando gli animali e i corpi delle donne anoressiche sulle passerelle.
Schifiamo questo meccanismo perverso secondo cui la vanità di pochi deve essere l'atroce sofferenza di tanti.


Prostrato da OzzyRotten alle ore 21:58
Permalink | commenti (3)

ambiente, diary of a madman

mercoledì, 09 gennaio 2008

Termovalorizziamoci! Sì!
Rendiamoci più belli con un colpo di fiamma. Un bel lanciafiamme modificato ad asciugacapelli, e siamo tutti più contenti.

Bruciamo la spazzatura perché pensiamo che così facendo si riesca far sparire il problema. La rendiamo in cenere cosiché non urti il nostro delicato gusto estetico ed il nostro palato da raffinati gourmet.
Subito dopo, seppelliremo il tutto in un bel fosso, magari lo copriremo di nylon, oppure lo ridurremo in cristalli: stalattiti e stalagmiti tossiche che penderanno in qualche anfratto del sottosuolo. Affascinanti nella loro conformazione morfologica, assolutamente imperdibili per il tempo millenario occorrente a che debbano crearsi: ben 14 anni, ohibò! Ma è quasi un secolo perdinci!

E dei fumi tossici? Delle esalazioni nocive delle discariche? Delle diossine? E delle nanoparticelle, invece, che cosa potremmo mai farcene?
Volubili ed inafferrabili queste. Restie ad ogni trappola, ad ogni filtro, ad ogni meccanismo dannato che non riesce a catturarle, che cosa ne faremo?

Ce le mangeremo.

Ci termovalorizzeremo anche noi. Diventeremo pure noi discariche ma non a cielo aperto: a stomaco chiuso, altrochè!
Ce le respireremo.
Le respireremo e saremo felici di dare il nostro piccolo polmonar contributo all'ambiente.
Non dovremo nemmeno scomodarci a dover ricordare quando sarà il prossimo giorno di raccolta del vetro o della carta. Non dovremo più nemmeno dover credere a tutte quelle brutte cose che i nostri politici, i nostri giornalisti, i nostri DIPENDENTI, dicono ogni giorno alla tv. Non dovremo ascoltarli più. Finalmente saremo in un regime di informazione realmente libera: quella di un paese dove i giornali non escono più per mancanza di notizie, i tg non vengono più trasmessi perché tutto va bene e sarebbe una noia seguirli, la rete web è svuotata dei suoi contenuti liberi e senza filtri, perché i filtri sono già serviti sulle cime degli inceneritori che seminano la nostra giusta e sacrosanta dose di diossine cancerogene.

Poi dovremo morire. Tutti prima o poi andremo a mangiar la cicoria dalla parte della radice.
Prima o poi. Meglio prima, che diamine! Serve mettersi il turbo inquinante, altrimenti che noia sarebbe dover vivere una vita senza neppure una piccola guerricciola per il petrolio, senza manco un insignificante genocidio, senza che Berlusconi ci sorrida da uno schermo (ultrapiatto a a 42", certo) e ci dica le solite bugie, forbite però con la giusta dose di ottimismo e di marzialità tali da renderle come oro colato.

Moriremo e diventeremo cenere.
"Cenere siamo e cenere diventeremo". È stato uno dei primi ammonimenti che il prete sull'altare ci ha dato da piccoli.
Non ci ha augurato di vivere una vita serena e tranquilla, no.
Sarebbe stato tutto troppo semplice: appena nati, già qualcuno ci ha sillabato nelle orecchie che dobbiamo morire. Abbiamo il dovere di morire, così come abbiamo anche il diritto ad avvelenarci, ogni giorno di più. Sempre di più.
Più spazzatura per tutti. Più termovalorizzatori per tutti.

Termovalorizziamoci.
E per ora iniziamo da Napoli. Il bubbone pestifero d'Italia.



Cibo avvelenato. Un'inchiesta di Ilaria D'Amico. CLICCA QUI.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 22:57
Permalink | commenti (4)

ambiente