
«Figliuzzi miei, parrocciani miei carissimi nel Signore. Come quello di Gesù inchiovato alla croce, magari il mio costato sta perdendo in questi giorni più fiele che sangue, credetemi. Un consiglio comunale ateo e biastemio ha fatto flabbicare in questa citatina operosa e onesta di Vigàta un tiatro e domani lo rapre con la rapprisintazione di un'opera. Non ci andate, fligliuzzi amati! Pirchì nell'attimo istesso in cui il vostro pedi entra dintra a quella costruzione, l'anima vostra viene a trovarsi pirduta pi l'eternità. Voi forse non credete a quello che sta dicendovi il vostro vecchio parroco, voi certamente pensate che sto sgherzando o che mi sono rimbambito. Forse è vero che con la testa non ci sto più tanto, ma allora io non parlo più con parole mie, ma con le parole di gente che ha tanta testa maggiore di mia e di tutte le teste vostre messe inzemmula. Vi dico e v'arripeto: il tiatro è la casa preferita del diavolo! Sant'Austinu, che puro era stato uno che faceva vita tinta, cattiva, che iva nelli burdelli con le fimminazze impestate e s'imbriacava comu una scimmia, sant'Austinu, dico, cunta che una vota a Cartagine che è paisi di qua vicino, verso l'Africa, una vota trasì in un triatro e vide la rapprisintazione di fìmmini e òmini nudi che facevano cose vastase, e quannu sinni turnò a la so casa, sonno non poté pigliare per tutta la nuttata, tanto si era ammareggiato! E vi voglio puro contare una cosa che conta Tertulliano, che non è una cacatella di capra ma una testa granni assà. Conta Tertulliano che una vota una fìmmina divota, onesta e bona matri di famiglia, s'intestò a tutti i costi che voleva andare a triatro. Non ci poté né marito, né patre, né matre, né figli. La fìmmina tistarda taliò lo spittacolo, ma quando niscì non era più la stissa. Biastimiva, diciva parulazzi, vuliva che ogni mascolo che incontrava la cavarcasse sulla strada stissa. A forza marito e figli si la purtarono ni la casa e chiamarono un parrino di corsa. Il parrino vagnò con l'acqua biniditta la fìmmina e disse al diavolo di nèsciri fora. E sapete che arrisponnì il diavolo?
“Tu, parrino, non t'intricare in una cosa che è mia!
Io questa fìmmina mi pigliai pirchì issa di sua volontà vinni dintra di la me casa, che è u triatro!”
E la fìmmina morì addannata pirchì il santo parrino niente ci poté. E voi, parrocciani me, volete farvi pigliare dal diavolo? È il loco del diavolo! E quel loco merita il foco che Dio scagliò contro Sodoma e Gomorra! Il foco! Il foco!»
«Reverendissimo canonico
G. Verga - Chiesa Matrice - Vigàta
Ero in chiesa aieri a sentire la sua predica contro il traitro. E mi scappa una dimanna: la fìmmina che vossia si è tenuta in parrocchia e dintra il letto per vent'anni e dalla quali ha avuto magari un figlio mascolo di nome Giugiuzzo di anni quindici, a quale categoria di buttane appartiene? Fìmmina di triatro, fìmmina di Sodoma, fìmmina di Gomorra o troia semplice?
Un parrocciano che crede alle cose di Dio.»