martedì, 17 giugno 2008


L'apertura del V2-Day del 25 Aprile in Piazza San carlo a Torino

Faceva caldo il 25 Aprile a Torino.
Un sole che a starci sotto il cervello sembrava dovesse cuocersi in un brodo bollente dove ad ogni stentato passo per Piazza Castello, stracolma di gente fino all'inverosimile, si respirava l'aria delle occasioni grandi.

Quelle buone, quelle di festa. Quelle che piacciono a me.

Il 25 Aprile a Torino c'era il V2-Day sull'informazione. Eravamo tanti, eravamo tantissimi.
Mentre le televisioni ignoravano e i giornali delegittimavano (senza riuscirci peraltro...), una massa di gente immensa si accalcava per firmare. 

"Ma è vero che le firme non saranno valide perché raccolte in un periodo fuori-tempo?".
"Non si può affossare la Resistenza con le proteste di piazza! Il 25 Aprile è la festa di tutti e non di 4 scalmanati!".
"Il Sindaco non darà mai la disponibilità della piazza".
"Erano un paio di esagitati ignoranti. Centomila persone? Ma quando mai! Saranno state sì e no quarantamila! La piazza non ne può contenere di più!".


E intanto io e l'amica che mi accompagnava ci abbiamo messo due ore per riuscire ad arrivare ai banchetti e firmare. Ogni tanto ci fermavamo all'ombra dei portici, davanti ad un bar a salutare qualcuno, fare quattro chiacchere con i suoi amici coi figli appresso, che si godevano quella giornata, bere qualcosa, mangiare un gelato, e avanzare altri due metri in mezzo alla gente che aveva invaso quella piazza.
Una festa. Una grande festa.

"Minchia! Pensavo che Grillo fosse più basso. Mo gli viene una sincope ad urlare a squarciagola sotto al sole!".

Mentre facevo la mia brava fila, quasi attaccato gomito a gomito con gli altri, davanti al banchetto "Altre Regioni", tra i fiati pesanti e accalorati, spiavo qualche carta d'identità. C'era gente che veniva da L'Aquila, da Milano, da Pescara, da Bari, da Catanzaro, da Bergamo, da Cosenza. Uno persino da un comune che non ricordo ma che ho immaginato fosse sicuramente sardo. Venivano da tutta Italia. E c'ero pure io. Dal mio oscuro paesello "in culo ai lupi" tra l'Appennino Lucano e le valli del Cilento, sino a Torino.
Io "borbonico" alla Re Bomba e Franceschiello, nella città dei Savoia e di Cavour. Ed ero contento. Per una volta il mio endemico ribrezzo per i luoghi troppo affollati era diventato secondario. L'importante era esserci. Mettere tre firme, godersi la compagnia, discutere di politica, farsi quattro risate, avanzare quasi ci si trovasse in una foresta di mangrovie, sempre contenti.

E lo sarò ancora, pure per il prossimo V-Day: Il terzo. Che stavolta verterà sulla Giustizia. Quella che ormai sembra essere diventata la più svenduta delle donnacce di strada. Con tutto il rispetto per le povere donne sfruttate sui marciapiedi.

V3-Day V3-Day V3-Day!
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v-day, v2-day, v3-day

mercoledì, 23 aprile 2008

Dopo tanto aspettare il momento è arrivato: V2-Day!
È arrivato il momento delle armi (simboliche) e dei bagagli (veri), e per quanto mi riguarda, questo 25 Aprile sarà il giorno più lungo. La festa del ricordo della Liberazione dal Nazi-Fascismo abbinata ad un evento di "Democrazia dal basso" che, secondo me, è la migliore maniera per commemorare tutti i nostri nonni morti sulle montagne.

Siate tutti partecipi del V2-Day, trovate il banchetto per firmare più vicino a casa vostra e fiondatevici senza esitazioni di sorta: l'Informazione libera è il sale della Democrazia. Di qualsiasi colore essa sia. Bianca, rossa o a pallini non importa.

Io parto domani sera e starò via per qualche giorno. Mi godrò le belle giornate che verranno (forse), la compagnia e l'ospitalità di amici impagabili, e qualche giro per il Piemonte, quella Regione che è stata, per me, come una seconda casa.

Se proprio siete pigri e il vostro poltrire vi impedisce qualsiasi movimento che non sia stato, ovvio, l'andare a firmare per le tre proposte di referendum, potete seguire la diretta del V2-Day su EcoTV (il link è sotto), e magari, se sarete fortunati, mi scorgerete pure. Come riconoscermi se non ho manco mai postato una mia sbiadita fotografia nemmeno di spalle?
Beh... Questo non è affar mio: il V2-Day è più importante di qualsiasi malsana curiosità.

V-Day V-Day V-Day V-Day V-Day V-Day V-Day

L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una "Libera informazione in un libero Stato".
Sarebbe la loro fine.
Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta delle firme elencati di seguito.

Invia questa email a tutti coloro che vogliono una informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile per i tre referendum:

1- abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset

Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti.
Trova quello più vicino a te su: http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

Coraggio!
Beppe Grillo.

P.S.: Stampa e diffondi anche il volantino: http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/volantino_v2-day.pdf


La marcia del V2-Day

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sabato, 12 aprile 2008

Vday

Vday
Ecco. Abbiamo ceduto alla tentazione. Ci siamo iscritti alla Marcia per il V2-Day.
Vogliateci bene: marciate anche voi.

V2-Day V2-Day V2-Day: 25 Aprile!

"Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset."
Beppe Grillo
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giovedì, 10 aprile 2008

Tutte le cose che non sapete sono vere.
Beppe Grillo


Beppe Grillo sui finanziamenti all'informazione - Clicca il Video

“Negli ultimi 25 anni nella sola provincia di Riau a Sumatra sono stati rasi al suolo 4,2 milioni di ettari di foresta tropicale, l'Italia è tra i principali importatori di legname, le emissioni di CO2 provocate dalla perdita e dal degrado delle foreste, dall'erosione del suolo e dagli incendi, equivalgono al 122% delle emissioni totali annuali dell'Olanda, al 58% delle emissioni annuali dell'Australia, al 39% di quelle della Gran Bretagna e al 26% di quelle della Germania.”
⇒ Newsfood.com

Ogni settimana intere regioni nel mondo, in Indonesia, in Malesia, in Amazzonia, vengono sventrate abbattendo alberi con cui poi si fabbrica la carta. I più grossi produttori di carta al mondo sono, guardacaso, Cinesi, ed il business che se ne è ricavato, sfruttando la polpa dei pioppi, è enorme: la carta, ormai, è quasi un bene di prima necessità nella nostra società. Fa il paio con il petrolio, ci serve come il pane e il latte: non sapremmo proprio farne a meno.

Con qualche approssimazione data in difetto, si è calcolato che solo per pubblicare i giornali che troviamo in edicola, ogni settimana si abbatte una superficie di alberi grande quasi quanto la Val d'Aosta.
Siamo ad un paradosso: si rade al suolo una Regione ogni settimana per la cartastraccia. Per giornali che finiscono in poche ore nel cestino o bruciati, e che, al di là delle prime sei pagine, nessuno o quasi legge.
Uno scandalo.
Un aborto di produzione industriale che si avvale di tipografie, stamperie, petrolio, inchiostri non biodegradabili e, soprattutto, finanziamenti pubblici diretti e indiretti da parte dello Stato.
Quello italiano finanzia un mercato "dopato" ed indecente dei giornali che ogni anno costa al contribuente italiano, ai cittadini tutti, circa un Miliardo di Euro. Oltre, naturalmente, al danno ambientale, che finora per tanto è grande, nessuno è riuscito a calcolare se non per approssimazioni.

Il mercato dei quotidiani e dei periodici permette alle società per azioni quotate in borsa di distribuire dividendi e stock-option agli azionisti di riferimento e ai dirigenti, di elargire stipendi da vera e propria casta a direttori di giornali in doppiopetto affetti da pinguedine e da senilità precoce, di praticare la nobile arte dell'adulazione (leggi leccare il...). Tutto tranne che informare chi legge.
Tutto tranne che instillare la capacità critica di giudicare che cosa può essere più giusto e cosa meno.
I giornali ormai, servono solo da grancassa alle lobbies di potere, meglio se colluse con la politica, ed il risultato di questo minestrone putrido e vomitevole è davanti agli occhi di tutti.

I giornalisti sono una casta.
Come i politici, come pure tutti i raccomandati nell'Alitalia, e tutti quelli che hanno  reso questo bellissimo Paese, il mio Paese, un teatrino d'operetta su cui tutti sputano.
Io non voglio sentirmi parte di questo scempio. Io voglio essere orgoglioso d'essere italiano, di poter raccontare una Storia millenaria che è stata un faro nel mondo per venti secoli, e che adesso si vorrebbe liquidare come un bidet incrostato.

Non comprate più i giornali. Non ne vale la pena.
Rifiutatevi di finanziare questi pancioni ignobili che si pavoneggiano dietro ad uno schermo come se fossero dei moderni Voltaire: i veri giornalisti sono morti! Questi sono servi della gleba dei poteri forti che ci guadagnano eccome a tenere la gente all'oscuro dei loro traffici, altroché!

Smettiamola di tagliare alberi per produrre cartastraccia.
Le informazioni troviamocele in rete: via la carta!
Che arrivi a costare duecento euro alla risma per la miseria! Che le stamperie e le tipografie vengano messe al bando e perseguite per legge. Basta!

E a Veltroni e a Berlusconi che in questi giorni hanno inondato le case di carta inutile buona nemmeno per accenderci il fuoco, piantate in faccia un bel dito medio.

V2-Day V2-Day V2-Day V2-Day: 25 Aprile.
Accorrete numerosi!


La Casta dei giornali
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ambiente, v-day, v2-day

sabato, 22 marzo 2008

Tre giorni di riposo. Finalmente!
Ci volevano dopo mesi e mesi di routine tra casa-lavoro e lavoro-casa. Tre giorni per rilassarsi un pò, mettere a frutto il BitTorrent, prepararsi per il 25 Aprile prossimo venturo.
Ancora è lontano, certo, ma io, da buon pignolo, mi organizzo in tutto e per tutto, contemplando tutte le eventualità e tutti i problemi che potrebbero esserci, perché, diavolo, il 25 Aprile a Torino dovrò esserci per forza di cose, inconvenienti o no che siano. Cascasse il mondo.

Io ho deciso di affrontare un viaggio per esserci, voi, che siete poltroni e non vi muovereste nemmeno se scoppiasse una bomba atomica nel vostro giardino, potreste magari aiutare il V2-Day finanziandolo, e ricevendo in cambio un bel DVD (l'offerta è libera, oltre alle spese di spedizione s'intende), oppure iniziando a marciare per il V2-Day, o guardando i video su YouTube con Tag "V-Day".

Marciare non poltrire.
Lo so', andava declinata in un'altra maniera, ma che volete, io sono un uomo di costumi semplici, e non ho smanie da "Immancabili Destini", come quell'altro là, il mascellone.

La marcia del V2-Day
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sabato, 23 febbraio 2008



Oggi è morto all'età di 57 anni l'ex Presidente Sloveno Janez Drnovsek. Muore per un cancro ai reni, che lo aveva costretto a ritirarsi dalla vita politica attiva e a non ricandidarsi per le nuove elezioni presidenziali che si sono tenute proprio quest'anno, poco tempo fà.
Drnovsek era un grand'uomo.
Uno di quei politici che aveva accompagnato la Slovenia a divenire lo Stato attuale, moderno e con un tasso di crescita che sfiora il 7%, traghettandolo dai rottami della vecchia Repubblica Socialista Iugoslava.
Un politico che nel decorso della sua malattia, mi raccontava la mia compagna, era andato a rifugiarsi nella sua casa fuori Lubiana, in mezzo alle montagne e ai prati infiniti, a scrivere poesie e saggi sull'importanza dell'unione degli stati, quando nei Balcani da secoli non pensano ad altro che a dividersi.
Uno che nel far entrare la Slovenia nella UE ci aveva creduto eccome, mica come tanti altri che ci son voluti entrare più per convenienza di "mercato".
Ed il suo spirito è forse forte, tra gli Sloveni, quanto noi consideriamo quello dei nostri Cavour, Garibaldi, Farini.

Nessuno Tg, che io sappia, ha parlato della morte di questo Gigante della Storia. Nessuno.
Solo qualche striminzita notizia d'agenzia, che poi tutti gli altri si sono limitati a copiare di malavoglia.

Io che in Slovenia ci sono stato, e che mi sono magnificato di visitarla tutta (o quasi), posto questo mio omaggio, per piccolo che sia, ad un Romantico, ad un uomo che molto più degli altri credeva in cose di "un altro mondo".

V-Day 25 Aprile V-Day V-Day V-Day 25 Aprile
V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera. Sostieni il V2-Day!

Vday
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diary of a madman, v-day

lunedì, 31 dicembre 2007

Siamo arrivati all'ultimo giorno di quest'anno ormai passato, e dobbiamo felicitarcene.
Certo, dobbiamo proprio, perché no altrimenti?
Anzitutto perché questo, a memoria (corta purtroppo, ma l'anagrafe non può darmi ragione anche di questo) di chi scrive, e credo purtroppo anche di molti altri, sarà ricordato come uno di quei periodi più brutti e bui del nuovo secolo. E questo riguardo tanti ambiti: molteplici e collegati tra loro.

Questo è stato l'anno degli stravolgimenti politici e sociali, ma non rivoluzionari, no! Sarebbe stato tutto più semplice se una sommossa robesperriana avesse travolto il mare di fango che ci ha avvolto e che ci sta' affogando: no!

Stravolgimenti più fini ed immateriali, più impalpabili ma non meno letali delle forche e dei manganelli: politici che tentano di riciclarsi dal vecchio pattume e dalle macerie della loro "casta di bramini" vergognosa ed indecente, spendacciona ed indifferente ai problemi dei cittadini, che non pensano altro che a fagocitare, loro, i più "grandi", quelli più piccoli, per costruire poi alla fine, una consorteria di "poteri forti", di poltrone non schiodabili, di lobbies che contino davvero e che possano fare e disfare a sproposito quello che adesso non è permesso loro non dalla decenza purtroppo, ma dai numeri.
Tutta colpa, in questo caso, della legge elettorale, che sugli schermi Tv di questa nostra Italietta da due soldi medioevale, ha sostituito i veri problemi e le vere esigenze della gente comune.

Più aumenta l'insicurezza, la paura, la malavoglia, il livore e (speriamo di no) la rassegnazione dei cittadini, più i media battono sul tasto dell'insicurezza-paura-malavoglia-livore-rassegnazione.
Per ovviare a questi sentiti problemi, a queste "percezioni", a questi argomenti che interessano tutti, la soluzione più logica e migliore è quella di riformare la legge elettorale. Naturalmente discutendone non nei consessi propri e atti alla bisogna, ma in Tv, nei palazzi del potere, ovunque, tranne che in Parlamento.
Ma poi, questi bramini vecchi, unti e bisunti dei nostri politicanti, avranno pur ragione a non voler parlare di riforme di leggi nel Parlamento Italiano: ormai questi sembra più una casa circondariale che un luogo di rappresentanza democratica, e nonostante tutto, non si può prescindere il fatto che siano proprio loro ad abitare il Parlamento stesso.
Non è una bella e propria palese contraddizione?

Non si deve parlare dei salari troppo bassi e del costo del lavoro troppo alto; non si deve parlare del precariato e della nuova schiavitù legalizzata della Legge Biagi. Non si deve parlare del fatto che per tutelare la sicurezza ci vogliono poliziotti e carabinieri in maggior numero, ma che per assumerne di nuovi ci vogliono risorse (ossia soldi, non ceci) che non si hanno perché lo Stato deve mantenere ministeri elefantiaci, caste come quelle dei giornalisti, dei tassisti, dei politici istituzionalizzati, dei sovrannumeri dell'Alitalia e degli stipendi d'oro dei manager di Trenitalia, o di tutte quante le altre società municipalizzate, quotate in borsa, svendute e poi ricomprate, che non fanno utili, non hanno rapporti di costo/benefici in attivo ma perennemente in passivo. Non si deve parlare di inquinamento, di riscaldamento globale del nostro pianeta, di città ormai invivibili, distrutte come sono da auto, smog, dicariche a cielo aperto, deliquenza, malavita.
Non si deve parlare di Mafia, 'Ndrangheta, Camorra, né di onesti servitori dello Stato che ci hanno rimesso la pelle a tutelare i beni comuni più elementari.
Non si deve parlare dell'ingerenza quotidiana dei preti e dei loro scherani nello Stato laico, che ci stanno trasformando, pure abbastanza velocemente, in uno Stato Vaticano allargato, così come era prima del 1861, prima della Breccia di Porta Pia, prima che Garibaldi risalisse la penisola e facesse sloggiare il Papa da Roma, e prima che Cavour pronunciasse il magifico aforisma della "Libera Chiesa in Libero Stato". No.
Guai ad offendere i preti. Guai a dire che i preti, anziché di occuparsi della non-contraccezione, e dei diritti negati alle coppie di fatto, debbano preoccuparsi delle centinaia di migliaia di bambini in Africa e nel mondo che muoiono per AIDS, per bronchiti, per colera, o dei giovani "bamboccioni" che non riescono a sistemarsi da soli o con la propria compagna perché uno Stato di Diritto nega loro la possibilità di contrarre un mutuo e quindi di metter su casa, solo perché non unti dal sacramento del matrominio.

Si deve parlare ed ascoltare solo e solamente di Legge Elettorale: di Vassallum, di Mattarellum, di Mastellum e di altre amenità varie.

Solo queste magiche parole servono a risollevare le sorti del nostro paese.
Una potenza industriale mondiale che fa più morti per lavoro all'anno di una guerra civile, che ha poveri che raggiungono ormai paurosamente la percentuale dl 15% dell'intera popolazione, dove l'emissione di anidride carbonica è ad un buon 27% in più di quanto si è messo su carta alla Convenzione di Kyoto, ma che tutta la grancassa dell'informazione indecente, dei politicanti burattini, degli uomini di potere indebitato che la costituiscono, vuole farci apparire come una specie di Paradiso in terra: con le pezze al culo, ma sempre di Paradiso si tratta, no?

E allora porca puttana...
Prendete mortaretti, salamelle e legumi, e festeggiate pure voi la fine di quest'anno schifoso.
Dimenticatevi per un giorno d'essere sottopagati, sfruttati, vessati, impoveriti, raggirati, malmenati, umiliati e costernati. Scordatevelo.
L'anno dei topi di fogna sta' per concludersi, inizia quello dei topi in doppiopetto. Di quelli che non avete fatto a tempo a buttare giù dal balcone, che vi rientreranno in trionfo dalla porta di casa vostra.
Siatene felici! Gioitene!

Il calendario 2008 dei santi laici

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Schiavi Moderni
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diary of a madman, v-day

domenica, 28 ottobre 2007



Leggo che il prossimo V-Day è stato fissato per il 25 Aprile prossimo venturo.


Il 25 Aprile è la festa laica italiana forse più importante di tutte, che, a differenza di quanto abbia creduto un muflone ignorante con problemi psichiatrici lesivi del buon senso (quello altrui di chi lo ha ascoltato) come Augusto De Megni, che poi vinse il GF qualche anno fà, non ha nulla a che spartire con santi, madonne e dogmi religiosi di qualche tipo.

È la festa della Liberazione dal nazi-fascismo. Il riconoscimento postumo del sacrificio e dello sforzo dei tanti che presero la via della montagna durante la Seconda Guerra per liberarci dal giogo dei fascisti e degli scherani nazisti, che opprimevano la gente proibendogli una vita pulita e semplice, come la si voleva allora, opprimeva gli intellettuali e gli oppositori togliendogli il bene più prezioso di una Nazione Civile: il diritto al dissenso, alla parola.

Ecco. Le parole. Sono importanti, importantissime. Non esiste Democrazia se non vi è una libera associazione di idee ed un libero formular di concetti espressi con le parole parafrasando uno dei Padri della nostra Patria: Cavour. Cambiandone il tono o il senso "si può cambiare il mondo" come dice spesso un altro Padre del Buonsenso: Beppe Grillo.
Come dargli torto?

Le parole si possono usare per sferzare una persona senza pietà, per idolatrarla, per indurla a pensare qualcosa che magari non si pensa, ma, se espressa in un decalogo adatto e appositamente architettato, ribaltano situazioni che all'obiettività stanno come il veleno stà al vino.

Nell'epoca dei mass media assistiamo continuamente ai turpiloqui di gente che vuol far passare per idilliache e senza macchia idee che altrimenti verrebbero derise da tutti quelli che hanno bl'intelligenza per capire i fatti ed interpretarli in maniera razionale.

Cosi orde di politici con le pastoie di novelli Dante della grammatica (non me ne abbia a male il Vate. È solo per portare un esempio), fanno passare il loro insulso e ridicolo politichese da terza elementare, come il più puro distillato di buonsenso e di buoni propositi che si sia mai visto.

Lo fanno servendosi dei filtri che i giornalisti e l'informazione di regime forniscono loro, rendendo difficile a chi non è "del ramo" o a chi è un pò a corto di idee l'interpretazione vera dei fatti.

Così è successo che da quel dannatissimo 1994, cioè da quando il Cavaliere di Sventura è entrato svettando nei nostri schermi casalinghi, si sia potuto permettere al presente insulso microrganismo vivente e latente, di pontificare scenari da invasione "rossa" in tutti i campi: politici, scientifici, umani, sociali, ecc. Quando invece era lui stesso ad invaderci e ad assillarci con le sue disdicevoli parodie di "nazione felice" quale l'avrebbe voluta lui.
Ed oltre, si sia potuto permettere al presente piccolo Pinochet italiano, di prendere in giro più di venti milioni di persone che lo hanno votato e lo hanno tenuto alla testa delle baionette politiche per ben due volte, di cui l'ultima addirittura perdurante per ben cinque anni!
Mica bazzecole!

Questa è la più grossa responsabilità dei giornalisti ormai infervorati di informazione politica faziosa e decisamente, diciamolo pure, disgustosa.
Ma ce ne sono tante altre di responsabilità che questi scrivani del faraone dovrebbero portarsi. Magari prima o poi verrà pure il momento per loro di doversi giustificare.
Nel frattempo io credo però che dovrebbero avere il buon gusto di doversi auto finanziare, o di farsi pagare solo da coloro che vogliono andare in giro con le orecchie colme delle loro sciocchezze, e non anche, cosa grave, coi soldi miei e di tutti quelli che li considerano né più e né meno come dei servitori di bassa lega e poca dignità di questa o di quell'altra area politica, e non solo.

La decenza però, in Italia, non è pane per i denti dei nostri organi di informazione, e ci è voluto un comico, un COMICO, per rivendicare il diritto di ognuno di leggersi e pagare i giornali che vuole, ma senza l'accomodamento dei contributi statali.

E questa è una cosa sacrosanta.
Del tipo: perché io, IO che seppellirei tutti i preti ed il loro insopportabile tambureggiare di moralità, pietà, compassione, volersi bene, ecc. ecc., dovrei finanziare con i soldi delle mie tasse "L'Avvenire" ossia l'organo della CEI, la più grossa associazione a delinquere che l'umanità abbia mai conosciuto dalla notte dei tempi?
Perché?
E perché, alla stessa maniera, io che ho sempre detestato e considerato come "viscidi" tutti i Democristani in ogni salsa, dovrei finanziare il giornale di Mastella, il "Nuovo Campanile", con cifre oltretutto scandalose?

Se mi trovassi d'accordo con le idee e la linea editoriale di un giornale lo finanzierei comprandomelo, e finirebbe lì. Finirebbe lì e basta.
Ma questo è un concetto che nella testa dei politici che intendono portare avanti la loro baracca, non entra.
E allora occorre che tutti quanti noi che non abbiamo voce in merito ci si mobiliti e li si mandi tutti a casa, accompagnandoli, se si vuole, con una giusta e sacrosanta scarica di calci nel culo.
Lo dobbiamo fare una volta per tutte e senza pensarci un momento di più.

Noi non abbiamo bisogno di filtri. Non abbiamo bisogno di giornali che distruggono aree di foresta grandi come la Val d'Aosta ogni anno, solo per far da filtro alle menzogne che i politici vogliono propinarci.
Basta accendere un pc, collegarsi ad un sito e leggere on-line quello che si vuol leggere per essere informati, avendo la possibilità di scegliere, e non quella di doversi sorbire bombardamenti di notizie che tutto dicono tranne quello che andrebbe detto.

Basta!
Il 25 Aprile venite tutti al V-Day, e mandiamoli tutti a fare in culo.
Che siano preti, giornalisti schierati o politici-politicanti.

Ma di tutto questo parleremo molto d'ora innanzi.
Prostrato da OzzyRotten alle ore 15:21
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